19.3.12

MAZZINGERROBOTTO!!!


Lo Spazio Bianco ha iniziato a pubblicare lo speciale dedicato ai quarant'anni di Mazinga Z (che, insieme a Goldrake e il mio robottone nagaiano preferito).
Di settimana in settimana, disegnatori, illustratori, critici e saggisti, si impegneranno a parlarvi del titano costruito in lega Z.
Fidatevi, fateci un salto che c'è della roba fantastica.
Trovate tutto QUI.

18.3.12

E mentre io sono ancora a Milano... c'è Munoz a Roma.


Questi incontri all'Auditorium di Roma sono, per me, una delle migliori iniziative legate al fumetto che sia stata organizzata negli ultimi anni.
Grandi autori, bel posto, bell'approccio. Altro che certe robe recenti, insomma.
E dopo Ortolani, Gipi, Staino e Manara, questa domenica è la volta di Munoz.
QUI trovate tutte le info.
Io, intanto, che l'incontro con Munoz me lo perdo perché sono ancora a Milano, spero che un giorno li mettano tutti sul web.



16.3.12

In azione per conto di John Doe. Intervista a Silvia Califano.

La trovate QUI!!
Mi sorprende come Silvia sia stata comunicativa.
Una tipa parca di parole come lei...

Oggi comincia Cartoomics....

...la fiera del fumetto di Milano.
Io ci sono da domani e mi potrete trovare allo stand di PostcardCult, insieme a Davide De Cubellis, a firmare stampe, fare disegnini, stringere mani e baciare bambini.
QUI se volete tutti i dettagli, gli orari e via dicendo.
Oltre a noi due, c'è anche un sacco di altra gente (ma voi venite per noi, vero?).

E sempre a proposito di PostcardCult, QUI trovate il primo numero del loro nuovo magazine digitale con, all'interno, un mio articoletto su Mass Effect 3.
Tranquilli: richiede la registrazione ma è gratis.

15.3.12

The Tony Scott Thunder Challenge: MIRIAM SI SVEGLIA A MEZZANOTTE

Se non sapete cos'è questa cosa, andate a leggere QUI.




E' il 1983.
L'anno della nascita ufficiale di Internet. L'anno in cui Borg si ritira dal tennis e L'HIV viene fotografato. E' l'anno in cui vado a piazza Venezia con mio padre a festeggiare il secondo scudetto della A.S. Roma e in cui Madonna lancia il suo primo album (che io comprerò in vinile mentre, sul mercato, arrivano i  primi CD). E' anche l'anno in cui gli USA invadono Granada (operazione militare che ha l'unica utilità di dare uno spunto a Clint Eastwood per la scena finale di Gunny), e in cui Michael Jackson balla per la prima volta il moonwalk mentre la Tatcher viene rieletta e Reagan annuncia il suo programma per lo scudo spaziale. I potenti del mondo hanno il dito sui bottoni delle testate nucleari mentre i giapponesi su quelli della prima console Nintendo. E' anche l'anno in cui nasce Word, il programma di scrittura della Microsoft e io ancora non lo so, ma questa cosa sarà importante per me.
Nel frattempo, David Bowie invecchia e muore e Susan Sarandon mostra il suo abbondante seno mentre si bacia con Catherine Deneuve.
Sì, quella della pubblicità della Lancia.




Come siamo potuti arrivare a questo punto?
La storia inizia lontano, in Inghilterra, nel Nord Shield, il 21 giugno del 1944 quando Elizabeth e il colonnello Francis Percy Scott, danno alla luce il loro terzo figlio, Anthony Scott.
L'infanzia del giovane Tony è vissuta all'ombra dell'esercito dove milita il padre.
La sua adolescenza, invece, all'ombra di suo fratello Ridley, più grande di lui di sette anni e regista prodigio della televisione inglese.
Tony ne segue le orme e insieme fondano una società per la realizzazione di spot televisivi.
Nel 1977, il fratello maggiore viene chiamato da Hollywood dove, nell'arco di cinque anni, sforna I Duellanti, Alien e Blade Runner. Cambiando per sempre l'immaginario collettivo.
E Tony? Che fa Tony?
Insegue anche lui il sogno cinematografico, cercando di mettere in cantiere un adattamento su pellicola di Intervista con il Vampiro, di Anne Rice.
Il progetto non decolla e Tony decide allora di sposare un altro film che gli era stato proposto dalla MGM, sempre a tema succhiasangue, The Hunger.



Miriam si sveglia a mezzanotte il titolo italiano. 
Che, per me, è un grande titolo.

Di cosa parla il film?
Di una vampira, Miriam, e del suo compagno, John.
John non è un vampiro come Miriam ma la sua vita è stata prolungata dalla sua compagna e dal sangue delle sue vittime. Se Miriam è una vampira pura, e quindi eterna, il discorso è diverso per John, che da Miriam è stato creato e che, dopo un paio di secoli, sta iniziando a invecchiare rapidamente.
I due, cercando un modo per bloccare questo processo, incapperanno in Sarah, una bella ricercatrice che rimarrà invischiata nella cose di Miriam, in più di un senso.


The Hunger è un film di vampiri dove nessuno ha i canini acuminati e in cui la parola "vampiro" non viene mai pronunciata (esattamente come succede nel successivo Near Dark di Katryn Bigelow).
E' un film in cui l'estetica di artisti come Patrick Nagel  (che prima di diventare il simbolo dei parrucchieri nostalgici della Tuscolana, era un'icona degli anni '80) domina incontrastata.
E' un film che riesce a far coesistere nella stessa inquadratura un simbolo della Nouvel Vague come Catherine Deneuve, un'attrice del cinema della controcultura anni '70 come Susan Sarandon e David Bowie (qualsiasi definizione sarebbe inutile, per lui).
E' un film in cui si esibiscono i Bauhaus, fotografati da Stephen Goldblatt.

In poche parole, è un film strano.
E, se non lo avete mai visto prima, non immaginate nemmeno quanto...

CLICCATE QUI SE VOLETE CONTINUARE A LEGGERE!

14.3.12

Non siam degni di te.

Pare che la Satrapi (l'autrice di Persepoli e di Pollo alle Prugne), un paio di giorni fa, al WOW, lo spazio fumetto di Milano, abbia quasi abortito il suo incontro perché, nella sala dove l'incontro si teneva, erano esposte opere in cui lei non si riconosceva (nello specifico, dei pupazzoni dei Puffi e di Ken il Guerriero).
Qui trovate il link alla notizia.
Adesso, sarebbe facile fare una battuta sagace sul fatto che, in effetti, le creature di Peyo e di Tetsuo Hara e Buronson e i fumetti della Satrapi, non hanno nulla a che spartire visto che i Puffi e Kenshiro, sono opere fatte da persone che sanno tenere una matita in mano.
Ma non lo farò.
Sarebbe troppo facile insultare un autrice le cui capacità di disegno sono indubbiamente ridicole ma che, come fumettista, sa fare il suo lavoro.
E sarebbe altrettanto semplice stigmatizzare il comportamento della Satrapi come snob e poco educato (oltre che stupido visto che ha danneggiato solo gente che del suo lavoro era appassionata).
A me gli snob e i maleducati, di solito, divertono. E amo pure le bizze da rockstar.
Quello che farò, invece, è dare un consiglio a quelli del WOW di Milano.
E' verissimo che tutti i fumetti (quelli buoni, sia chiaro) hanno la stessa dignità e lo stesso diritto di esistere e venire valorizzati, specie in una struttura che li dovrebbe rappresentare nella loro interezza.
Ma il WOW è una spazio interamente colonizzato da pupazzi e cialtronate che, quando ci entro, fa sentire svilito pure me, che nel fumetto popolare mi ci ritrovo come un pisello nel suo baccello.
Di seguito, qualche foto per fare capire cosa intendo:

L'entrata della scuola per l'infanzia

la sua locandina


 la libreria dei bambini

l'angolo dei giochi 

i diari

i disegni appesi alla parete degli alunni degli anni precedenti

i bagni della scuola

Che sono robe che fanno il paio con l'inaugurazione del WOW stesso, quella con il sindaco e i cosplayer di Star Wars (che ho capito che era la Moratti... ma a tutto c'è un limite, diamine).
Questa robe sono stupide, punto.
Non hanno nulla a che spartire con i fumetti.
Sono pupazzi per i pupazzi.
Sono perpetrare l'idea più ridicola, nostalgica e pezzente del nostro medium.
Quella stessa idea che hanno le testate giornalistiche generaliste e contro cui ci si batte da sempre.

Adesso, io dico: non si pretende la Sorbona... ma qualcosa in grado di rappresentare meglio, e con più pluralità, il nostro medium, non si potrebbe avere?

13.3.12

Al via la TONY SCOTT THUNDER CHALLENGE!!


Dunque: una settimana fa mi sono messo a cercare se qualcuno aveva mai pubblicato un libro sulla cinematografia di Tony Scott. E, con mia sorpresa e raccapriccio, ho scoperto che no, nessuno lo ha mai fatto. Manco in paesi che danno un maggiore valore all'intrattenimento che il nostro.
La cosa mi ha riempito di sacrosanto sdegno e mi sono detto: E ALLORA LO FACCIO IO!!
Poi mi sono guardato nello specchio e ho capito che, tra gli Orfani, John Doe, Le Storie, Tex, qualche articolo e un paio di libri a cui sto lavorando, da solo e senza la giusta molla, non ce l'avrei mai fatta.
Così ho contattato le uniche persone che stimo al pari mio, quando si parla di cinema d'azione, ovverosia Nanni Cobretti e i suoi mercenari prezzolati dei 400 Calci e gli ho proposto una serie di articoli che analizzasse, film per film, tutta la cinematografia del figlio bello della famiglia Scott.
Nanni mi ha risposto che anche lui stava pensando di dare il via a una serie di monografie sul suo blog e che, quindi, le nostre due idee coincidevano alla perfezione.
Trovati i compagni, mi mancava ancora la molla però.
Quindi ho proposto a Nanni di non fare la solita roba tra amici che se la cantano e se la suonano ma di giocarcela da veri uomini.
Con una sfida.

Tony Scott ha realizzato, a oggi, sedici film.
Io e Nanni ce li siamo divisi.
Ogni settimana, da questo giovedì, posteremo un articolo a testa sul film che ci siamo scelti.
E poi lasceremo a voi, e solo a voi, il diritto di portarci in trionfo o gettarci nella polvere con il più classico dei "mi piace" di Facebook.
Tutto chiaro?
Non finisce qui.


Nelle sfide, oltre ai due duellanti, ci sono i loro secondi.
E così, oltre al nostro contributo, i nostri pezzi saranno accompagnati da un'opinione in breve di quelli che ci siamo scelti come scudieri/spalle.
Nanni ha scelto Wim Diesel, che è tipo il tonyscottologo del suo blog.
Io, come mio Damon Wayans di turno, ho scelto Mauro Uzzeo. Che di film di Tony Scott ne ha visti pochissimi e alcuni manco gli sono piaciuti.
Chiaramente, ho scelto Uzzeo per mettere un pizzico di sale in una sfida dal destino già scritto.

Quindi, vi invito a partecipare numerosi al primo... TONY SCOTT THUNDER CHALLENGE!!


La testata della gara, realizzata dal bravissimo Marcello Crescenzi.


Le dieci regole di Shane Black su come si scrive un film d'azione -1-


Se vi devo stare a spiegare chi è Shane Black e perché è il mio sceneggiatore preferito e l'autore più influente per me, avete sbagliato blog.
Comunque sia, c'è Google, fate ancora in tempo a farvi una cultura.

Da oggi, inizio postare le dieci regole di Black su come si scrivono i film d'azione.
Sono puro vangelo.

1.
UN PLOT GUIDATO DALL'AZIONE
Sembra ovvio, ma vedo un sacco di film in questi giorni che hanno un mucchio di scene che riguardano la trama e un mucchio di scene separate, che caratterizzano l'azione. Ma si potrebbero togliere tutte le scene d'azione e la cosa non farebbe differenza nel significato di questi film. L'azione deve sempre andare di pari passo con la storia in modo che sia tutto interconnesso. Prendete l'originale Star Wars: ogni sequenza d'azione è perfettamente a tempo ed è progettata non solo per eccitare il pubblico a un livello viscerale, ma anche per rivelare elementi cruciali della trama e dei personaggi.

12.3.12

Sembra Alien, è diretto da quello di Alien... ma non azzardatevi a chiamarlo Alien.


Forza Ridley, facci sognare.
Nuovo teaser.


Ce l'hanno fatta a capire... forse c'è speranza, allora.

Ci torniamo sopra in futuro, approfondendo il discorso.
Per ora, mi limito a dire che, finalmente, ce l'hanno fatta a capire:
da Giugno 2012, in ogni copia cartacea di un albo Marvel prezzato 3,99 $, ci sarà pure un codice per scaricare la sua versione digitale.
Esattamente come succede per i blu-ray prodotti dalle case più intelligenti.
Ecco, così, forse, il fumetto digitale avrà delle prospettive.