19.5.15

Adottare l'Arf.





L'Arf è una nuova manifestazione di fumetti che avrà luogo questo fine settimana a Roma.
La filosofia dietro all'Arf è presto detta: "un festival di fumetti che parla di fumetti o di cose strettamente connesse".
Sembra così ovvio e semplice che pare strano che qualcuno non ci avesse già pensato, no?

In realtà il discorso è molto più complesso. Le mostre e i festival vivono di tante cose.
Dei soldi che danno gli enti a sostegno e gli sponsor, della vendita degli spazi fieristici e della vendita dei biglietti. E per vendere tanti biglietti, devi essere quanto più generalista possibile, e quindi allargare quanto più possibile il campo d'interesse della tua manifestazione, senza snaturarla troppo.
Qualche manifestazione ci riesce (il Napoli Comicon, per esempio, proprio quest'anno ha trovato un prezioso equilibrio), qualche altra non ci riesce e diventa altro (una magnifica manifestazione dell'intrattenimento tutto per esempio, come è successo a Lucca Comics e come sta accadendo al Cartoomics di Milano), altre diventano dei carrozzoni inguardabili (non farò nomi ma vi dico che si svolge a Roma).
Ecco, in questo scenario quelli dell'Arf hanno deciso di andare controcorrente e fare un festival molto settoriale, dedicato alla nona arte.
E per renderlo quanto più appetibile possibile, lo hanno riempito di autori e di cose da fare e da vedere.
Sulla carta, sembra un magnifico evento e io spero che si riveli tale anche nella sua messa in essere.
Però, di fondo, c'è un problema.
Questa dell'Arf è una prima edizione.
Gli sponsor sono pochi, gli enti a sostegno ancora meno e i soldi per promuovere l'Arf scarseggiano.
E senza promozione viene meno gente. E se viene meno gente si staccano pochi biglietti. E se si staccano pochi biglietti, poi è difficile andare avanti.

Adesso, siete appassionati di fumetti? Credete nel fumetto e volete sostenerlo? Vi lamentate perché in Italia non c'è una fiera di fumetti solo di fumetti? Amate questo meraviglioso linguaggio?
Bene.
Adesso potete fare e dimostrare qualcosa.
Adottate l'Arf.
Adottate almeno un evento dell'Arf.
Comunicatelo sui vostri social e diventate voi per primi quella cassa di risonanza mediatica di cui questo festival ha bisogno.

Qui sotto vi allego una lista di comodi jpeg da poter postare sul vostro profilo.
Li trovate anche sulla mia pagina Facebook e sul mio profilo privato.
Sceglietene uno.
Salvatelo sul vostro dispositivo.
Caricatelo sul social network che vi piace di più.
Condividetelo.

In meno di venti secondo avrete preso parte attivamente a qualcosa.
Avrete sostenuto un festival nato con le migliori intenzioni.
Avrete agito in favore della diffusione della cultura fumettistica.

E' facile.
E' veloce.
Non vi costa niente.
Porta a qualcosa di buono.
VI FARA' SENTIRE BELLI, BRAVI E INTELLIGENTI.
E solo con un paio di click.

Che ne dite?





























14.5.15

Mad Max Fury Road - la Recensione -




Tranquilli. Non c'è nessuno spoiler.

All'inizio c'è il nero. Quello delle voci fuori campo. Quello di quando ti raccontano una storia.
Poi una serie di immagini d'archivio. C'è morte. Fuoco. Fiamme. La fine della razza umana.
Mai. Mai. Scorderai.
Poi c'è un cielo color cobalto e sotto un deserto di un arancio iperuranico.
E poi una Pursuit Special. La V8 Interceptor superpotenziata. Una delle ultime mai costruite.
Data in dotazione ai bronzi, i poliziotti di un mondo andato troppo avanti, adesso è di proprietà di Max Rockantasky, anche conosciuto come Max il pazzo. Un eroe senza causa in cerca di redenzione.
Max è in piedi. Accanto al veicolo. Di spalle. A scrutare il panorama desertico.
Un attimo di quiete. Poi il pazzo entra in auto.
E comincia il film.

Accelerare.
Accelerare.
Accelerare.
Mai toccare il freno.
Sterzare.
Derapare.
Cielo. Terra. Cielo. Terra. Cielo. Cielo.
Il mondo a testa in giù.
La cattura.
La fuga.
La cattura.
Veneriamo il V8.
Nasciamo per morire. Moriamo per rinascere.
Io vivo. Io muoio. Io vivo ancora.
Sempre all'inseguimento.
Senza fermarsi mai.
Chitarre elettriche suonano la carica con lingue di fuoco.
Che giornata.
CHE SPLENDIDA GIORNATA!

Mad Max Fury Road è la messa in essere della natura più profonda e atavica del cinema.
Immagini in movimento. Sempre.
Le immagini sono delle lame. Il montaggio è un'arma contundente. La colonna sonora è un bombardamento. Non c'è sosta. Mai.
Solo un paio di rapidi pit-stop per fare benzina.
Poi di nuovo in movimento.
Conta solo l'azione.
La forma diventa il contenuto. E il contenuto si fa sublime.
Fury Road non è un film d'azione. Fury Road è il sogno bagnato della Nouvella Vague di Truffaut e Godard. Fury Road è il trionfo dello slancio ardimentoso. La schiacciante vittoria del concetto di azione (non del genere action, sia chiaro) su cose borghesi e mediocri come il soggetto, la scrittura e la struttura. Fury Road ha la nitida e feroce purezza di un disastro autostradale, l'incisività delle lamiere contorte e il calore del carburante che brucia.
Non un film, è un manifesto.
Un manifesto bellissimo e terribile.

E ora, dopo queste parole pacate, lasciatemi abbandonare a un certo entusiasmo:
questo film è un capolavoro.
Nella qualità delle immagini. Nella regia. Nel montaggio. Nella gestione del colore. Nella colonna sonora. Nella messa in scena. Nell'intensità di tutte le interpretazioni. Nella cura dei dettagli e nella visione d'insieme.
Ma soprattutto è un capolavoro nella sua capacità di raccontare tutto quello che è necessario (e molto di più) solo attraverso l'uso delle immagini.
Sul serio: potrebbe essere un film muto e sarebbe lo stesso un capolavoro.
Un capolavoro del cinema tutto, non solo di quello di genere.
Miller è stato uno dei più influenti geni visionari degli ultimi trent'anni, ha creato un'estetica a cui si sono rifatti tutti (da Ken il Guerriero a Fallout, passando per Cormac McCarthy e John Carpenter). Oggi di quell'estetica se ne riappropria, reinventandola e mostrandocela come nuova.
E' un'esperienza magnifica. Fresca. Elettrizzante.

Adesso dovrei parlarvi del ruolo di Max nella pellicola e di quanto Tom Hardy dia una prova assolutamente convincente, per quanto tutta giocata sulla fisicità.
Vi dovrei dire quanto è intensa e profondamente protagonista Charlize Theron nei panni di Furiosa.
O di quanto sia sorprendente Nicholas Hoult nei panni di Nux (sembra Malcolm McDowell in Arancia Meccanica, giuro). O di come la scrittura, nel suo asciutto rigore, sia praticamente perfetta.
Ma potrei farlo solo con le parole.
E mai come oggi le parole mi sono sembrate inutili.
CONTA SOLO L'AZIONE.

E adesso... AMMIRATEMI!







4.5.15

Battaglia e le chiappe virali.


La campagna promozionale di Battaglia ha dato la stura a una serie di chiappe virtuali dal mondo del fumetto. Vi sfiderei a riconoscerle ma la faccenda è troppo intima.
In compenso, se volete partecipare, siete i benvenuti!














AGGIORNAMENTI:







E per concludere: l'altra metà del cielo.



28.4.15

Battaglia: la figlia del capo



Pietro Battaglia è un personaggio creato da Leonardo Massimiliano e dal sottoscritto, quasi ventidue anni fa. Se volete conoscere la sua vita editoriale e le pubblicazioni dove è apparso, potete cliccare QUI.
Se invece vi interessa il presente, vi informo che il primo albo della sua nuova miniserie, edita dalla Cosmo, arriverà in edicola a fine mese (ma in qualche regione già ci trova) e sarà disponibile allo stand dei Cosmonauti in quel di Napoli Comicon.

E visto che oggi è il 28 aprile e che ricorre l'anniversario della morte di Mussolini, e visto che Mussolini e sua figlia Edda (insieme a Galeazzo) sono i copratogonisti di questo primo volume, vi mostro qualche bella tavola in anteprima che li riguardano.
Il soggetto di questa storia è mia, la sceneggiatura di Michele Monteleone, i disegni di Fabrizio Des Dorides.


BENITO








EDDA