9.12.06

Gli Anni del Ratto


Per un paio d'anni sono stato dietro alla Disney e ho avuto modo di vedere dall'interno come funziona il meccanismo... poco da dire, ne sono rimasto affascinato.
Quel tipo di fascinazione che esercitano gli incidenti stradali, per capirsi.

Alla Disney ci sono arrivato per vie traverse.
Diciamo che qualcuno aveva bisogno di dimostrare qualcosa a qualcun'altro.
In sostanza, serviva gente per far capire di avere i muscoli e di avere dei panchinari bravi, freschi e affamati da far scendere in campo in qualsiasi momento per sostituire gli autori più capricciosi o semlicemente per lanciare u n messaggio di presunta produttività.
Io e qualche mio collega ed amico eravamo tra questi panchinari.
Ci chiesero di sviluppare alcune idee... mettendoci subito l'uno contro l'altro (che è una delle tattiche preferite della multinazionale del topo), in maniera da spingerci a dare il nostro meglio e a non fare gruppo (perché i gruppi sono più difficili da gestire che i singoli) e poi ci invitarono al meeting annuale per mostrarci con orgoglio e far innervosire i colleghi.

Sia chiaro: non eravamo del tutto sprovveduti e avevamo una qualche consapevolezza della maniera in cui ci stavano usando... ma in fondo cosa ce ne fregava? Un soggiorno gratuito in un albergo a cinque stelle su una gran bella isola non si rifiuta mai e poi era una buona occasione per conoscere un ambiente misterioso e inaccessibile di cui io personalmente avevo sentito parlare solo attraverso i surreali racconti di alcune amiche disegnatrici.

Facciamo una premessa: il disneyano medio non sa che esiste un mondo fuori dalla Disney.
Ho visto con i miei occhi figure di spicco del quadro redazionale e dirigenziale Disney informarsi se Dylan Dog uscisse ancora e per chi... e questo sarebbe il minimo.

Il mio primo meeting coincise con il lancio di Kylion.
All'epoca erano tutti molto entusiasti: Witch tirava ancora bene e tutti sembravano convinti che Kylion (ex-Dominion fino a quando qualcuno non aveva informato la Disney che esisteva già un manga con lo stesso titolo) avrebbe replicato il successo.
Io ero scettico.
In giro si sentivano voci di rimaneggiamenti pesantissimi rispetto all'idea originale, di deliranti focus group e di ingerenze ad ogni livello nei confronti degli autori... ma del resto, io che ne sapevo?

Comunque il mio primo meeting fu estremamente piacevole.
Come ho detto, l'atmosfera era positiva, tutti sembravano contenti e molti progetti stavano venendo presentati (tra cui Speed Loop che all'epoca sarebbe dovuta essere una serie).
Per farla breve, ci trattarono con i guanti e ci presentarono a tutti (John Doe chi?) come il nuovo che avanza(va)... cosa chiedere di più?

Ovviamente il post-meeting non diede seguito a nulla.
Il nostro referente per i nuovi progetti si trasformò in una nebbia fluttuante e svanì seguito da una risata spettrale... ma solo dopo averci trovato alcuni lavoretti "di ripiego" per darci una sorta di indennizzo morale.
Io mi ritrovai per le mani l'adattamento del film Chicken Little da scrivere.
"WOW... esce in tutto il mondo e lo pagano anche molto bene!" mi dissi.
Ma le cose non stavano proprio così... inutile che mi stia a a dilungare su tutte le beghe che comporta un lavoro del genere,
posso solo dire che quello che mi era sembrato un ottimo pagamento in realtà risultò essere un pagamento a malapena decente a causa dell'infinito numero di riscritture causate dalla continua revisione dello script originale del film.

Per il resto dell'anno ci fu poco altro: si parlò di una storia per una nuova testata (PP8) e scrissi una storiella (mai pubblicata) per PK (la testata chiuse prima del previsto).
Nel frattempo Kylion naufragò nel mare dell'editoria e la Disney tutta ne prese le distanze.

E arrivò il secondo meeting.
L'atmosfera era totalmente diversa.
In nessuna delle molte conferenze venne mai fatto il nome di Kylion e delle altre testate Disney chiuse durante l'anno o in odore di chiusura.
Non si parlò della tragica perdita di lettori subita da Witch in favore di Winx e si riuscì anche a non parlare di Monster Allergy (che, all'epoca, veniva ancora pubblicato dalla Disney stessa).
In una discussione informale udii persino un pezzo grosso dell'accademia dire che"lui lo aveva detto che Kylion sarebbe stato un fiasco... a quel punto io non riuscii a trattenermi dalla tentazione di mettermi alla ricerca del fratello gemello malvagio del suddetto pezzo grosso: evidentemente doveva essere stato il gemella malvagio che -l'anno precedente- era salito sul palco e aveva parlato di Kylion come di un prodotto figlio dell'accademia e suo orgoglio.
A quanto pareva la storia era stata riscritta e io non ero stato aggiornato, la nuova Storia raccontava di come Francesco Artibani, non solo avesse fatto un prodotto a cui la Disney tutta si era fieramente opposta, ma si era anche introdotto nottetempo in una tipografia facendo stampare suddetto ignobile fumetto per poi distribuirlo in tutta Italia con il marchio Disney (ovviamente artefatto).
Altra nota interessante, a quel meeting si parlò principalmente di PP8 e della neonata Buena Vista Lab... nessun accenno ai progetti che erano stati presentati l'anno precedente o su cose a venire.

Durante il tragitto di ritorno a bordo del traghetto decisi che quello non era posto per me.
Finii di scrivere una storia su cui mi ero impegnato (PP8 per il bravo e simpatico Stefano Ambrosio) e mi defilai, lasciando qualche disneyano oscenamente perplesso (non c'è vita fuori da Verona... err... dalla Disney).

Gli anni del ratto sono stati interessanti e mi hanno insegnato che non bastano solo i soldi per essere una realtà produttiva e efficente.
Privi di una struttura, sommersi dalla burocrazia, poveri di idee e impermeabili al mondo esterno, si rischiano figure imbarazzanti... tipo arrivare con dieci anni di ritardo e mandare in edicola uno spaghetti manga con la magra consolazione che almeno è cartonato.

6 commenti:

alessandro bottero ha detto...

ah. per caso era roberto santillo che ha detto di essersi sempre opposto a Kylion?

no perché a un incontro a milano lui illustrò tutto il progetto ai disegnatori (c'era pure walter venturi) usando parole alate ed entusiaste.
ma probabilmente mi sbaglio e tu non ti riferivi a lui, vero?


comunque la pratica Kylion è favolosa. bisognerebbe insegnarla alle scuole di fumetto.

RRobe ha detto...

Guarda, non redo che ci sia un elemtno in Accademia che non se ne sia discostato, pure se magari aveva sostenuto lo sviluppo e via dicendo.

alessandro bottero ha detto...

i successi hanno mille padri.

i fallimenti solo uno (di solito quello che c'entra meno)

alessandro bottero ha detto...

i successi hanno mille padri.

i fallimenti solo uno (di solito quello che c'entra meno)

Mickey ha detto...

E' spaventoso il quadro che dipingi.
Non credo che il tuo amico T.F. potrebbe essere d'accordo...

Thomas Magnum ha detto...

Pesante.
Atmosfera da Tomodachi Land o peggio.
E l'ennesimo applauso ad Artibani che 10 anni fa mi insegnava le golden rules a "lezione" e mi parlava di BèDè in "pausa".