17.12.06

La Febbra



Ovvero... bisogna stare attenti a quello che si desidera.
Una delle mie principali lamentele da due anni a questa parte riguarda il fatto che la mia salute ha dei crolli subitanei.
Un minuto sto bene, il minuto dopo finisco in preda alla febbre, al delirio, a qualche emorragia o quasi morto.
E' una maniera non professionale di fare le cose e non mi da modo di organizzarmi il lavoro e la vita.

Bene, sono stato accontentato.
E' una settimana che osservo con una certa fascinazione il mio nuovo e lentissimo degrado fisico.
Qualche leggero doloretto è diventato un dolore consistente, il senso di vaga spossatezza è ora un esaurimento fisico a tutti gli effetti e la febbre ha cominciato a salire.
Ma sale piano... 36,8... 37... 37,5...37,9

So già di cosa si tratta: sono i segni di una ennesima infezione che, probabilmente, entro i primi della settimana mi riporteranno in ospedale per andare a metterci una pezza (anzi, sarebbe meglio dire "a togliere la pezza che ci hanno già messo" visto che è quella a farmi infezione).
La cosa è interessante è che questa volta il "malanno" mi sta lasciando tutto il tempo di scrivere le cose più urgenti e organizzarmi per le altre.
Certo, se Detective Dante guadagna un qualcosa da una scrittura febbricitante, non è lo stesso per John Doe... ma ci sarà il tempo di fare le correzioni.

Non sono sicuro che questa esperienza mi piaccia... forse preferivo quando i malanni mi prendevano come fa il vento, alla schiena.

Non siamo mai contenti, cazzo.