17.12.06

La Febbra



Ovvero... bisogna stare attenti a quello che si desidera.
Una delle mie principali lamentele da due anni a questa parte riguarda il fatto che la mia salute ha dei crolli subitanei.
Un minuto sto bene, il minuto dopo finisco in preda alla febbre, al delirio, a qualche emorragia o quasi morto.
E' una maniera non professionale di fare le cose e non mi da modo di organizzarmi il lavoro e la vita.

Bene, sono stato accontentato.
E' una settimana che osservo con una certa fascinazione il mio nuovo e lentissimo degrado fisico.
Qualche leggero doloretto è diventato un dolore consistente, il senso di vaga spossatezza è ora un esaurimento fisico a tutti gli effetti e la febbre ha cominciato a salire.
Ma sale piano... 36,8... 37... 37,5...37,9

So già di cosa si tratta: sono i segni di una ennesima infezione che, probabilmente, entro i primi della settimana mi riporteranno in ospedale per andare a metterci una pezza (anzi, sarebbe meglio dire "a togliere la pezza che ci hanno già messo" visto che è quella a farmi infezione).
La cosa è interessante è che questa volta il "malanno" mi sta lasciando tutto il tempo di scrivere le cose più urgenti e organizzarmi per le altre.
Certo, se Detective Dante guadagna un qualcosa da una scrittura febbricitante, non è lo stesso per John Doe... ma ci sarà il tempo di fare le correzioni.

Non sono sicuro che questa esperienza mi piaccia... forse preferivo quando i malanni mi prendevano come fa il vento, alla schiena.

Non siamo mai contenti, cazzo.

6 commenti:

Slum ha detto...

Non riesco a capire se stai male o hai un desiderio così forte da farti impazzire! Da me la chiamano scimmia!!!
Cmq spero che tu stia bene e che l'ospedale lo vedi in Tv su canale 5. Vaiii RRRobbbeee :-)

Votarxy ha detto...

ariciao!
dopo il finale di questo post ho una domanda, a proposito delle citazioni cantautoriali che spesso sono fatte in maniera imprecisa, e suppongo volutamente: a parte la chiusa del primo ciclo di JD, con un riferimento a "Il ballo di s. vito", ricordo tra gli altri il detective Dante che a memoria, dalle narrazioni paterne, cita una bellissima canzone di De Andrè dall'album "La buona novella" (quella di Giuseppe che torna a casa dopo anni e regala una bambola di legno a Maria).

è una cosa che mi piace, ma semplicemente mi chiedo: come mai?

RRobe ha detto...

Non saprei. Di solito non vado neanche a rivedere il testo esatto di una canzone (a meno che nel fumetto non esca da una radio) e la integro a seconda di come mi fa più comodo nel testo e a seconda di quello che voglio raccontare.

p.s.
per Slum: niente scimme, sto acciaccatello di brutto. Vabbè, passerà.

asbadasshit ha detto...

Visto che l'incoerenza è un dovere, faccio la mammesca preoccupata e ribadisco (per quanto ribadibile) che sai come pescarmi, se sono della benchè minima utilità.

E considera anche che il mio tirocinio alla tua dolce metà è appena iniziato! Vorresti perderti questo mio nuovo, sfavillante successo et conseguenze?

votarxy ha detto...

mi dispiace, cmq, per le condizioni fisiche (come slum, non ero certo che non parlassi in senso figurato).

quanto al discorso sulle canzoni, dicevo, è una cosa che mi piace perché anch'io quando penso ad una canzone non la ricordo esattamente, e così magari miliardi di altri nel mondo, quindi dà un tocco di irrealtà nei romanzi, film e fumetti vedere persone che citano sempre a memoria e sempre esattamente.

Anonimo ha detto...

Ciao Roberto,

Non farci scherzi. Nonostante l'aspetto fisico sei un cazzutissimo duro, e sappiamo che non sarà "una febbra" a fermarti. Fatti forza, noi siamo qui con te a fare il tifo!
Stefano "sinisa" Perullo