11.12.06

Non mi dite niente, non voglio saperlo.



Mi dicono che ieri sera s'è giocato il Derby.
Non ne voglio sapere nulla.
Non sono stato a casa di Lorenzo a vederla.
Non voglio sapere che la partita è sembrata Roma vs. Argentina '78.
Non voglio sapere che è finita 3 a 0 per i cugini di campagna.
E soprattutto non voglio sentire parola sul fatto che Totti è sempre il solito e che ha mollato quattro calci nelle parti basse ad un avversario reo di avergli tacchettato la coscia.
Non lo voglio sapere e basta.

Certo però...

Certo però che quelli che si stupiscono di Totti mi fanno ridere.
Totti è Totti, come Zidane era Zidane.

Rimaniamo tutti fedeli al demonio che ci siamo scelti, per dirla con le parole di Conrad e non potete chiedere allo scorpione di non mordere la rana.
E' la sua natura... e non c'è un cazzo da fare, o la si accetta o è meglio lasciar perdere.

E questo non riguarda mica solo il mio Capitano, ma tutti quanti.
Sono amico di un sacco di gente discutibile: pazzi, egomaniaci, accentratori, paranoici, traffichini, sociopatici, franchisti, uomini da divano, uomini da marciapiede, ragazze di facili costumi, ragazze che il costume manco l'hanno comprato, mantidi religiose, madonne inviolate e via di questo passo...
E non c'è giorno che qualcuno non mi chieda come possa essere amico di questi soggetti.

La mia risposta è sempre la stessa: "sono fatti così."
Li accetto e basta, anche perché loro accettano me.

Se mi stanno simpatici, se in qualche maniera mi sono affezionato a loro, non è che posso pretendere che siano diversi da quelli che sono... anche quando mi fanno girare le palle con discorsi sulla mia presunta stanchezza.

Quindi, miei adorabili picchiatelli, vi imploro: non cambiate mai perché tra il diavolo che conosco e quello sconosciuto, preferisco di gran lunga il primo.