18.12.06

"Voi siete diversi"


E' questa la frase che più spesso io e Lorenzo ci sentiamo rivolgere dai lettori più entusiasti di John Doe e Detective Dante.
E sono certo che ce lo dicono come un complimento e in totale buona fede.

Ma se noi non volessimo essere diversi?
Se noi volessimo essere uguali (e magari pure vendere "uguale")?

Non funzionerebbe.
Sì perché se JD, nel suo piccolo, funziona, funziona in virtù della sua diversità.
Detective Dante, che apparentemente non era così "diverso" è andato meno bene e solo ora che ha preso una deriva fortemente allucinata, sembra essersi riconciliato con il "nostro" pubblico.

Ieri mi sono rivisto "Sentieri Selvaggi", un western che adoro e mi sono beato della sua classicità.
Mi piacerebbe scrivere una cosa così... ma avrebbe senso?
Il mio pubblico "canonico" non la aprezzerebbe, già lo so... perchè sarebbe nel segno della tradizione,
Invece sembra che Garrett stia piacendo.
Non avevo grossi dubbi: è scritto per un pubblico che conosco e, per certi versi, è un prodotto molto più classico (per me) che se avessi scritto un numero di Tex rispettandone tutti i precetti.

La cosa è buffa perché io adoro il classicismo.
Per me il western è John Ford e Hawks.
Peckimpah, Hill, e Penn sono già cosa altra.
Leone, dal mio punto di vista, nemmeno faceva western (o ne ha fatto solamente uno, "C'era una volta il west").
E non ritengo certo che Garrett sia un western.

Se domani io e Lorenzo dovessimo varare uno nuova testata Eura scritta all'insegna del classico, sono sicuro che il nostro pubblico ci boccerebbe senza appello e che al contempo non riusciremo a raggiungere il pubblico "altro" (quello ampio che premia le proposte "classiche" della Bonelli) che ngli anni ha ormai imparato a diffidare di noi.
Come dicevo in altro topic, si è condannati a rimanere fedeli al demone che ci siamo scelti.

Vado a vedermi "L'uomo che uccise Liberty Valance" e provo a scordarmi queste riflessioni.