7.1.07

Capre e Cavoli




" John Doe #43 Game Over
Voto: 1
la storia meriterebbe abbondantemente la sufficienza se non fosse per i
disegni. Spero veramente che il livello qualitativo dei disegni torni a dei
livelli quanto meno sufficienti altrimenti sarò costretto ad abbandonarlo,
perche? vedi commenti sull'ultimo numero di DD.

Detective Dante #19 La crociata dei bambini
Voto: 0
è da parecchi mesi che pensavo di abbandonarlo a causa del calo qualitativo
dei disegni, l'ho quindi solo sfogliato in edicola e, visto l'ennesimo
scempio, ho deciso di riporlo nuovamente sul bancone e non l'ho comprato,
come non ho la benche' minima intenzione di comprare i seguenti.
Essendo sempre in ritardo con le letture purtroppo nei mesi precedenti non
sono riuscito ad esprimere il mio disgusto nel vedere un'ottima idea
rovinata da dei disegni non all'altezza. Per quanto mi riguarda i disegni
valgono almeno il 50% dell'albo che acquisto."


Questo è il genere di critiche che di solito mi da sui nervi.
Non perché non sappia incassare i pareri negativi ma perché sono sensibile ai giudizi basati sulla quella che a me pare una incapacità di comprendere un qualcosa.

"i disegni sono brutti e non somigliano al reale".
Poco importa che i disegnatori abbiano usato una sintesi interessante e innovativa, un tratto più o meno espressionistico, un segno sentito e ragionato... l'unica cosa che conta è che non somigliano al reale.
Lo ammetto, il fatto che qualcuno pensi chese sembra vero è bello e che se non sembra vero, allora vuol dire che non sai disegnare... per me è indice di ignoranza.
E' il tipo di commento di quelli che guardano un Picasso e dicono "te lo faccio pure io in cinque minuti" e poi si fanno le seghe su Caravaggio solamente perché "sembra vero".

Però, a conti fatti, siamo io e Lorenzo a sbagliare e non il lettore qua sopra.
JD e Dante spesso tradiscono la sacra regola della narrativa popolare: terza persona, passato remoto.

Andate in una libreria e pescate una decina di scrittori di best-seller.
Che stile di scrittura usano?
Terza persona. Passata remoto.
La voce del racconto per eccellenza, da prima ancora che la parola fosse scritta.
E' la forma grammaticale più comune nel sentire dei lettori e, giustamente, è la più usata nei racconti popolari.
Poi è ovvio: la letteratura ha usato ogni forma grammaticale possibile, ma il romanzo a larga diffusione non si è mai scostato molto dal modo in cui i nostri avi raccontavano le storie intorno all fuoco.
Ed è giusto così se quella che si sta facendo è un'opera che vuol essere popolare.

JD e Dante sono fumetti che vogliono, volenti o nolenti, essere popolari.
Non solo perché il nostro mercato è l'edicola ma anche perché, io e Lorenzo, non siamo mai riusciti a ragionare in termini di fumetto "d'elite".
Purtroppon, nnostante questo, non riusciamo a frenarci dal proporre taluni disegnatori che sono l'antitesi del fumetto popolare.
Manidiamo in edicola un prodotto che vorrebbe essere "il Codice Leonardo" o "Distretto di Polizia" e usiamo un codice che è paragonabile agli esperimenti letterari di Bukowsky... e poi ci stupiamo di ricevere critiche come quelle qua sopra.

Anni fa pensavo che Enzo Marino (il direttore editoriale dell'Eura) avesse una visione troppo ristretta per quello che riguardava lo stile di disegno e i gusti del pubblico.
Per Marino, il disegnatore supremo è Carlos Gomez e vorrebbe avere 12 numeri all'anno di JD disegnati da Elisabetta Barletta
Oggi, con in famoso "senno di poi", ho capito che Marino ha ragione.
Se vuoi fare un fumetto popolare a larga diffusione, non puoi alienarti il grande pubblico, sperando che ti segua nonostante tutto.
Se decidi di pubblicare determinati disegnatori... poi non puoi stupirti o lamentarti di trovarti a fare un fumetto di nicchia e di ricevere certe critiche da una parte del pubblico.

Lezione (più o meno) imparata.
Ne farò tesoro per il futuro.

35 commenti:

il.Benci ha detto...

tra l'altro nella critica è pure sbagliato il titolo del giondò!
il poter vedere così tanti stili diversi nella stessa testata la trovo una cosa positiva (anche se, naturalmente, non tutti mi piacciono... ma si parla di mero gusto personale): anche solo nel far vedere al lettore "popolare" che non esiste solo lo stile più simile al vero e (prima o poi) magari verrà anche accettato..
i rischi di essere tra i primi a sperimentare

mattev ha detto...

ma come? ci sono disegnatori che grazie a voi hanno spiccato il volo, che si sono affermati...secondo me ne è valsa la pena di sperimentare...e se il lettore qui sopra giudica solo in base ai disegni, beh, si perde un qualche pezzo del giocattolo.

s.tef ha detto...

questo lettore merita la gogna, il pubblico ludibrio...
continuate così!!

("però quello mi sembra un toro..." uahahah)

dario dp ha detto...

RRobe è la solita vecchia storia. Ho letto critiche simili riferite allo Stano di Storia di Nessuno, al Mari dei primi NN, al Catacchio (sempre su NN) a Bacilieri di Napoleone.

Te pensa che ultimamente ho letto pure che Sclavi non sa sceneggiare...

RRobe ha detto...

Sì ma forse non hanno torto.
Non su Sclavi, dico sul discorso disegni.

Nessuno si scandalizza che un bestseller abbia uno stile di scrittura canonico, semplice, e "conosciuto" per l'orecchio dei lettori.
Forse il punto è che nel fumetto popolare quello ci vuole e non altro.
Relegando esperimenti e "innovazioni" in altri ambiti.

ausonia ha detto...

ovviamente la mia vuole essere una provocazione bella e buona:

ma se a un autore interessa la sperimentazione, come fa ad interessargli l'edicola?

voglio dire, la sperimentazione, nel fumetto, è andata ben oltre lo stile più o meno realistico, da decenni. e in edicola siete ancora a cercare di far comprendere al lettore certe ovvietà...
in una sorta di ridicolo e imbarazzante ritardo sulla storia.

guarda te lo dico con affetto perché io, nel mio piccolo, trovo le stesse difficoltà anche se i miei lavori escono in fumetteria.
tanto che per "p-hpc", io e il mio editore, ci rivolgeremo più alle librerie di varia che alle fumetterie. che anche lì... siamo nel medioevo. altroché caravaggio, magari... ma non si può parlare neanche di giotto.
siamo ai mosaici bizantini.

Andrea ha detto...

in linea teorica quello che dici,Roberto,è giusto...esiste un certo gusto estetico più o meno condiviso e bisogna andarvi incontro...però è vero che il lettore vada in qualche misura anche educato...educato più che ad apprezzare,a comprendere...così comprendendo,se è il caso apprezzerà,ma in ogni caso non si troverà a disprezzare il lavoro di ricerca di sintesi ed espressività di un disegnatore...anche io di fronte all'ultimo Mari di N.N storcevo il naso,ma poi studiandolo
ho capito cosa stava dietro un sengno esteticamente brutto e l'ho adorato...
ink-spot

RRobe ha detto...

per Ausonia: tu ne fai una questione di qualità, io no.

Per me "sperimentare" non significa necessariamente fare bene.
SUu JD e Dante io e Lorenzo non ragioniamo in base alla sperimentazione ma al nostro gusto: ovvero pubblichiamo disegnatori che ci piacciono (quasi smpre).
Il problema è che li presentiamo in un contesto sbagliato.
Ripeto: se il nuovo libro di Dan Brown fosse scritto con un flusso di coscienza alla Joyce, il suoi lettori se ne lamenterebbero... e ne avrebbero ben ragione,

Antonio ha detto...

Io sono d'accordo con Roberto.
Sul principio, ovviamente.
A me molti disegnatori di Dante piacciono abbastanza, e sono quelli meno "realistici".
Ma io non faccio necessariamente testo.
Del resto, stiamo parlando di fumetto seriale.
E, nel caso di Dante, anche di storie abbstanza lineari che, al di la' dei discorsi fatti da Roberto nell'altro post, possono essere fruite da tutti.
Pero' bisogna capire che un linguaggio che e' codificato per me, magari non lo e' per un altro.
Ci sono persone per cui non e' difficile leggere libri, ma fumetti si. Perche' il linguaggio e' diverso. Alcuni di questi trovano meno difficolta' con la Barletta che con Pontrelli.
Non e' una questione di gusto, ma di codice.

Slum ha detto...

Commenti così li facevo anche io a 14 anni. Poi sono cresciuto. E se uno di vent'anni fa un discorso del genere o lo pisto o lo faccio scappare.
Quindi gli dovevi semplicemente rispondere

Cresci

:)

Slum ha detto...

Dio
ho fatto un post iper Fan-Boy! Sorry, ma certe cose mi danno sui nervi specie la gente ignorante che vuole insegnarti e vuole pontificare!

armaduk ha detto...

Non ho capito se qui stiamo parlando di stile o di qualità. Se stiamo parlando di stili personali allora non c'è santi: se fai un albo popolare e vuoi vendere le tue fatidiche 30.000 copie allora bisogna puntare su disegnatori che non sperimentano, il cui tratto sia impersonale o, meglio, anonimo. Non è un discorso di bravura o di talento. Un albo popolare non lo fai disegnare neanche a McKean, nè a Sienkiewicz (o come cazzo si scrive), e probabilmente neanche a Mignola. Se invece ne facciamo un discorso di qualità se gli autori del 43 di JD, che, per inciso, sono bravi e hanno talento, avessero messo qualche sfondo in più si sarebbero evitate un bel pò di polemiche.

rae ha detto...

"12 numeri all'anno di JD disegnati da Elisabetta Barletta"

DIO CE NE SCAMPI E LIBERI!!!


adesso pero' vedi di non costruirmi la fama di misogino sul prossimo editoriale :asd:

ausonia ha detto...

"Ripeto: se il nuovo libro di Dan Brown fosse scritto con un flusso di coscienza alla Joyce, il suoi lettori se ne lamenterebbero... e ne avrebbero ben ragione".

sono d'accordo. il mio intervento era per sottolineare proprio questo: il fumetto da l'edicola ha canoni precisi e imprescindibili. inviolabili.
ti faccio una domanda, allora: mai pensato di scrivere una cosa slegata dall'edicola, dalla serialità e dai canoni di genere?
perché io ti vedo come un individuo bizzarro e lucido e molto critico... e mi stupisco che non senti la necessità di esprimerti in modo più "anarchico".

jelem ha detto...

rosenzweig, pontrelli, dell'edera, fuso, cucina...
li buttiamo a mare?
ma siamo impazziti?

la sperimentazione DEVE andare di pari passo con la "popolarizzazione", altrimenti è fine a se stessa e si ghettizza, rinchiudendola a schemi mentali vecchi.

ben vengano questi e altri autori nel fumetto "tradizionazionalpopolare".

Thomas Magnum ha detto...

Si si, Rrobe, ok tutto, lezione imparata ma VI PREGO non fatevi sfiorare nemmeno per un attimo dall'idea di privare il lettori di sintesi abbaglianti come quella operata da Fuso e Dell'Edera. Non so chi dei due sia sia il responsabile dei "graffi" più coraggiosi ma li adoro.
Come amo la pulizia e il dinamismo di Gianfelice e ho letteralmente goduto a vedere cosa ha combinato Rosenzweig.
Personalmente non amo affatto il segno della Barletta ma capisco perfettamente il discorso "di mestiere" di Marino.
Se proprio devo fare il lettore che si affeziona ai personaggi solo se disegnati in una certa maniera e riproposti in modo coerente non mi vado certo a cercare un seriale italiano con relativa e inevitabile "scuderia" di disegnatori.
Nel quadro attuale, l'unica che mi lascia perplesso è la pur brava Provvidenza Fontana ma solo perchè trovo il suo segno troppo lontano da come intendo JD.
Nulla a che vedere con la qualità, dunque. Piuttosto con l'emozione.

Hytok ha detto...

RRobe, non ho capito una cosa... rispondi alle contestazioni sui disegni parlando della sacra regola della narrativa popolare e dello stile narrativo di Dan Brown? Che c'entrano i disegni con il vostro modo di sceneggiare JD?

Quanto ai disegni... beh, mi trovo in una posizione spinosa. Io non smetterei MAI di leggere JD a causa dei disegni, visto quanto mi piacciono le storie, quindi non riesco a capire chi smette di comprarlo per questa ragione.
Ma. Ma io stesso, più volte su IAF ho manifestato la mia delusione ed irritazione, in proposito. L'ultima volta è stata per l'albo #43 - Rotta di collisione: per il mio gusto, e sottolineo mio, trovo i disegni di Fuso-Dell'Edera una roba obbrobriosa. Idem dicasi per quelli di Pontrelli, di Rosenzeweig e altri. Invece apprezzo molto quelli di Alessio Fortunato e Cedric Farinelli, per citarne un paio, più di quelli della Barletta. Ma, cosa strana, leggo critiche sui disegni della Fontana, che a me piace da impazzire, quindi...

...mi chiedo se è solo questione di gusti individuali, come la ragione mi suggerisce, o le robe di Dell'Edera sono proprio inaccettabili, come lo stomaco mi urla? Non ho risposte certe da dare, so solo che mi è capitato molte volte, finito un albo di JD, di pensare "mamma che bello, peccato sti cazzo di disegni".

RRobe, mi spiace se t'ho dato sui nervi pure io. 0:-)

RRobe ha detto...

per Ausonia:
è vero, sono molto critico, però sono anche molto calato nella mia idea di "scrittore seriale".
Il mio mito era Hammett, che scriveva un tanto al chilo, facendo cos di gran qualità.
L'obbiettivo per me è e resterà sempre quello di coniugare qualità e popolarità (ti faccio iorridire: nonostante legga davvero di tutto, tra i miei scrittori preferici c'è Stephen King).
Anchq quando posso muovermi liberamente non riesco a non cercare la popolarità (vedi Garrett, ad esempio).

RRobe ha detto...

Per Hytok: io credo fermamente che l'aprezzare o meno un Dell'Edera, un Pontrelli o un Rosezweig dipena dalla formazione come lettore.
Mi spiego: sorvolando su qualche eccesso di velocità dovuto a ragioni alimentari o tempistiche editoriali, per me sono ottimi fumettisti la cui scuola però viene da u ambito totalmente diverso da quello del fumetto popolare italiano... se come lettori non si conosce quell'ambito (che possa essere il fumetto americano o certe scuole di fumetto undreground o grottesco), difficilmente si arriva alla decodifica necessaria per apprezzarli.

Quanto al parallelismo tra lo stile di scrittura dei romanzieri e lo stile di disegno di un fumetto... per me ci sta tutto.
Il modo in cui u fumetto è raccontato non dipende solo da come è scritto ma anche da come è disegnato.
Lo stile di disegno di un fumetto fa parte della sua grammatica e ha un volore narrativo pari alle parole di un romanziere.

BiRuZ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
BiRuZ ha detto...

Credo che il problema l'abbia centrato chi parlava di "educazione del lettore".
Esempio stupido.
Chi come me è cresciuto con il fumetto Bonelli si è trovato disorientato e stupito quando, nei primi numeri di John Doe, si ritrovava dinanzi a scene di sesso più esplicite, rispetto alla mia visione fumettistica di Dylandoghiano della prima ora.
La perplessità però era scavalcata da un cambiamento di prospettiva e dalla possibilità di una costruzione di un nuovo limite. (Ovviamente c'è chi schifato considera John Doe violento e scurrile ma, ahimè, non c'è mai limite all'idiozia).
Stesso ragionamento potrei farlo per la questione "disegni".
Dei primi dieci numeri della serie ho effettivamente apprezzato solo i disegni della Barletta poichè più vicini allo standard a cui ero abituato. Ma con il passare del tempo ho imparato però ad amare anche quello stile che definisco "sporco" o "diverso" e o non solo su John Doe o Dante, ti posso citare ad esempio la venerazione che nutro per Bacilieri su Napoleone o Sicomoro su Magico Vento. Ora non ti so dire se è una questione di gusti o di cos'altro, ma "oggi" apprezzo di più Pontrelli su Dante che la Barletta su John Doe.

p.s.
Le lamentele o le opinioni personali sottoforma di pseudo-critica fanno parte del gioco.

Anonimo ha detto...

Il problema sono proprio le "ragioni alimentari" o le "tempistiche editoriali", su cui chiedi di sorvolare. Sorvoliamo pure, ma il nocciolo della questione sta, per me, tutto li'.
Possono non piacermi alcuni disegnatori, questione di gusti di formazione, di cultura. Mi sento libero di dire che non mi piacciono, consapevole pero' che i gusti cambiano ed evolvono.
Altra cosa, tutt'altra, sono le tavole "tirate via". Hai spiegato benissimo in passato il perche', e non so se ci sia via d'uscita. Per quanto comprensibile e giustificabile, personalmente mi riesce difficile sorvolare... :)

--
Ciao,
Speck

E_Bone ha detto...

Salve a tutti,
io adoro DD,ma ammetto che a volte faticavo a leggerlo per colpa dei disegni,"purtroppo" anch'io disegno e mi soffermo troppo sulle vignette sicuramente di piu' di un lettore medio e per me questo e' un problema.
Io capisco che ci sono sintesi,tratti,stile e tutto il resto,ma non vorrei che questo "stile" a volte mascherasse una sorta di incapacita' di disegnare in modo diverso.
Voglio dire:Picasso disegnava in quel modo,ma dietro c'era un studio immenso per riuscire a trovare quelle forme(poi al tempo quella era una grande innovazione fare cubismo adesso sarebbe fuori luogo)...ed e' qua la differenza,trovare una semplificazione che e' un segno sapiente come quello che puo essere di gipi,igort,zezelj,risso etc etc...e altri grandi disegnatori.
Nella mia vita ho conosciuto molta gente che nemmeno ci ha provato a disegnare realistico,ma ha cominciato subito a fare cose piu' o meno underground con risultati pessimi e per questo a volte mi trovo diffidente su certi disegnatori e anche un po' incazzato,scusate.
Vi assicuro che in eura ci sono grossi talenti,secondo me che sperimentano,ma altri di cui sono poco convinto.
La mia opinione e' discutibilissima,ma mi sembrava giusto dirla.

a presto,

E_B

Libero Assassino ha detto...

Io penso che se non piace una cosa non è colpa degli autori, ma nostra.

Se non mi piace il west, perchè comprare garret?

Se non mi piace un modo di disegnare di un albo, semplicemente NON LO COMPRO, non perchè i disegnatori non sanno disegnare, ma perchè io non so apprezzare i loro disegni.

Hytok ha detto...

Per Libero Assassino:
L'esempio "se non mi piace il western, perchè comprare Garrett" te l'avrei appoggiata due o tre anni fa, visto che ho sempre detestato il genere western. Poi ho conosciuto Ken Parker, e le mie certezze sono crollate. Quando una storia s'innalza e vola oltre la mediocrità, come KP, il genere non conta più.

E_Bone ha detto...

Hytok concordo pienamente con te!

@Libero assassino:
Ma che ragionamento e'?Non si sta dicendo compro o non compro un fumetto, si sta semplicemente criticanto(positivamente/negativamente)dei disegni e disegnatori, che espondendo al pubblico il loro lavoro, vanno incontro a questo tipo di critiche e' assolutamente normale è il bello e il brutto di questo mestiere.


E_B

Libero Assassino / lassassino.ilcannocchiale.it ha detto...

Chiedo scusa Hytock, mi è doveroso riformulare :D

Intendevo dire "Se non mi piace il modo in cui è narrato il wetern, perchè comprare garrett?"

A me piace il modo in cui è scritto garrett.
Mi piace come è disegnato.
Mi piace come è curato.
Insomma, mi piace.
Indi, lo compro.

Certo, se su un albo su 4 ci fossero dei disegni che non mi piacessero, pazienza, molto probabilmente mi aspettavo una cosa diversa da quella che il disegnatore mi ha voluto comunicare.
Un'incongruenza tra le MIE aspettative nei confronti dell'albo è comprensibile.

Diciamo che conoscendo lo scrittore ed il disegnatore, di fama, magari mi aspetto una determinata cosa, e se non trovo questa determinata cosa, magari mi sento preso in giro.
Il punto è che non deve essere così.
E' solo colpa mia se io mi aspetto qualcosa di diverso, a scapito poi di comprendere ed apprezzare quello che lo scrittore ed il disegnatore hanno realizzato e voluto comunicare.

Certo, se poi su una serie come John Doe, 3/4 degli albi mi fanno cagare perchè non mi piacciono i disegni, è giusto dare la colpa ai disegnatori??
No, non è giusto.

E' quasi sicuramente copla mia se i disegni non mi piacciono.
Non posso essere semplicemente IO ad essere talmente esigente da non apprezzare il disegno che il disegnatre mi propone?

Se poi quello che a me non piace, non piace neanche a tante di quelle persone, le vendite calano ed una serie viene chiusa.

Non mi sembra il caso di John Doe.

Spero di aver chiarito il mio punto di vista, un saluto

PS
Robe, io inserisco il link del mio blog nel form, ma, haimè non compare quando poi invio il messaggio..è un errore dei settaggi o hai scelto tu questa opzione?

Nicola ha detto...

Chi ha visto "V per vendetta" al cinema?
Chi ha letto il fumetto?

Il fumetto non mi piace graficamente quindi non lo compro perchè sono IO che decido che non mi piacciono i disegni, questione di gusti no?
E com'è che al cinema mi è piaciuto?
Rifletto e concludo.. forse dovrei andare oltre le immagini perchè mi sto perdendo un sacco di occasioni. Lascio perdere fumetti perchè non mi piace il disegno?
mmh.. andrei a perdere tante di quelle storie fantastiche che mai avrei pensato avessero potuto influenzare così tanto la mia vita. Il mio gusto, il mio stesso stile.
Jeff Hawke, l'Eternauta, Ken Parker, Hellboy, Morgana per fare una scaletta temporale su storie e stili competamente diversi.
Tutti fumetti che personalmente prima ho scartato per via dei disegni e poi ho AMATO visceralmente per via delle storie.
Ora coloro perchè sono un feticista dei disegni altrui, non ho perso la mia passione per questo e non mi passerà mai, son fatto così ma la frase "E' solo colpa mia se..." in questa vita non ha senso. Non ci sono colpe o meriti. Tutto va scoperto e vagliato, DOPO si può parlare e ammettere le proprie mancanze. Non ci deve essere ignoranza ma conoscenza, solo così si scoprono aspetti di noi stessi. E il fumetto ti da questa possibilità.

..pesante il mio post..ora esco a sparare un paio di puttantate con i miei amici per rimediare..

E_Bone ha detto...

"Certo, se poi su una serie come John Doe, 3/4 degli albi mi fanno cagare perchè non mi piacciono i disegni, è giusto dare la colpa ai disegnatori??
No, non è giusto."


"E' quasi sicuramente copla mia se i disegni non mi piacciono.
Non posso essere semplicemente IO ad essere talmente esigente da non apprezzare il disegno che il disegnatre mi propone?"

Se un disegnatore fa disegno realistico e sbaglia completamente le anatomie il ritmo etc...e' una cosa matematica dire che non e' un buon disegnatore e non sono io che devo dire: "e' colpa mia perche' non so apprezare le sue braccia corte o i suoi occhi strabici"!
Questo discorso puo valere dal momento che si presentano disegnatori che fanno cose undergorund,dove l'anatomia perde di significato e subentrano pero' altre regole...altri caratteri.
Quindi il discorso che fai tu puo valere in parte.
Putroppo il pubblico che segue JD o DD sono gente che di fumetti probabilmente conosce solo gli italiani Bonelli e per loro vedere disegni simili e' un sacrilegio e su questo ti do' ragione,ma non vale per tutti sia chiaro.


E_B

Libero Assassino / lassassino.ilcannocchiale.it ha detto...

Bone, quello che tu dici non fa una piega.:)

Il miei due messaggi precedenti si riferivano a quello che diceva l'anonimo / gli anonimi nel messaggio di roberto.

Non mi sembra di aver scorto, nella parte in corsivo, un analisi dei disegni che dovrebbero essere realistici ma non lo sono.

Quello li ha detto solo che i disegni fanno cagare. Da diversi mesi per giunta.

A questo punto mi chiedo: ma non è che è lui che non li capisce?

E' stato Roberto poi, nel suo post, a specificare una frase, che nella parte in corsivo non c'è, cioè "i disegni sono brutti e non somigliano al reale".

I miei primi due messaggi quindi, erano in risposta alle parti in corsivo del messaggio, non alla risposta di Roberto.

Spero di essermi chiarito ancora di più :)

E_Bone ha detto...

Libero sei stato chiarissimo!

Io facevo un discorso in generale e probabilmente ci siamo capiti male!
E' ovvio come ho gia detto che il lettore in questione di fumetti ne capisce ben poco,ma PURTROPPO la gran parte dei lettori e' su quella sponda, c'e' troppa poca cultura del fumetto in Italia.

Poi io rimango dell'opinione che alcuni disegnatori troppo "underground",mi convincono poco...perche' la soglia tra il non saper disegnare e l'underground e' molto sottile.
E non vorrei che a volte dietro alla maschera dell'artista, si celasse una mancanza di tecnica.

non so se mi sono spiegato.

A presto.

E_B

keison ha detto...

Il fumetto è uno strumento mediatico, e tutti i media esigono una mutazione. Per ogni ANONIMO incazzato che perdi,RRobe, cinque ANONIMI incuriositi ordinano arretrati di John Doe. Se il vento cambia, chi non è in grado di restare in piedi vuol dire che aveva scelto l'appiglio sbagliato.
Non si può chiedere a tutti di aprirsi alla comprensione dell'oltre-accademico, ma secondo me, John Doe e Detective Dante stanno distribuendo nuovi mazzi di chiavi. Bisogna solo aspettare.

Hytok ha detto...

@Libero Assassino: già posso concordare di più, anche se non sempre quel che dici può essere vero. Se di un fumetto adoro le storie e sopporto i disegni, lo compro eccome, il che si collega a quel che scrive Nicola. Non tutti fanno così, ma IMO è un peccato.

Libero Assassino / lassassino.ilcannocchiale.it ha detto...

Prendo ad esempio Persepolis.

Non c'è nulla da fare.
Non mi piacciono quei disegni.
Ma la storia è grandiosa.
Ed è uno dei miei fumetti preferiti.

Watchmen.
Watchmen è un capolavoro.
E perquanto i disegni siano belli ed innnovativi (sempre la stessa gabbia di vignette) non posso non immaginarlo disegnato alla maniera di oggi. Si vede che sono disegni datati. A causa delle tecniche di colorazionen soprattutto.

Personalmente non mi faccio condizionare dai disegni a priori. Mi soffermo anche e molto sulla storia.
Sarà perchè mi piace scrivere, sarà perchè aspiro (ed inspiro) a diventare scrittore.

E come mi sembra di capire, non sono il solo a non soffermarsi solamente sui disegni.
Ma, come avete già affermato, non tutti fanno così.
Per la massa il fumetto è solo disegno, non c'è nulla da fare.

Non sanno che si perdono :)

Killer Panda ha detto...

Secondo me utilizzare disegnatori come Werther Dell'Edera(primo nome che mi viene in mente)per un fumetto popolare permette di mostrare stili 'non canonici' a lettori che fino a quel momento hanno visto solo il binomio bonelliano "seriale italiano=realistico". Ci saranno sempre critiche ma molte sono segno di chiusura mentale...l'esempio che fai del Picasso è perfetto. Anche perchè sappiamo che Picasso prima di arrivare alla sintesi è passato per il realismo, come tutti (credo)i disegnatori 'non-realistici'(sempre che questa distinzione abbia un senso).