7.1.07

Capre e Cavoli




" John Doe #43 Game Over
Voto: 1
la storia meriterebbe abbondantemente la sufficienza se non fosse per i
disegni. Spero veramente che il livello qualitativo dei disegni torni a dei
livelli quanto meno sufficienti altrimenti sarò costretto ad abbandonarlo,
perche? vedi commenti sull'ultimo numero di DD.

Detective Dante #19 La crociata dei bambini
Voto: 0
è da parecchi mesi che pensavo di abbandonarlo a causa del calo qualitativo
dei disegni, l'ho quindi solo sfogliato in edicola e, visto l'ennesimo
scempio, ho deciso di riporlo nuovamente sul bancone e non l'ho comprato,
come non ho la benche' minima intenzione di comprare i seguenti.
Essendo sempre in ritardo con le letture purtroppo nei mesi precedenti non
sono riuscito ad esprimere il mio disgusto nel vedere un'ottima idea
rovinata da dei disegni non all'altezza. Per quanto mi riguarda i disegni
valgono almeno il 50% dell'albo che acquisto."


Questo è il genere di critiche che di solito mi da sui nervi.
Non perché non sappia incassare i pareri negativi ma perché sono sensibile ai giudizi basati sulla quella che a me pare una incapacità di comprendere un qualcosa.

"i disegni sono brutti e non somigliano al reale".
Poco importa che i disegnatori abbiano usato una sintesi interessante e innovativa, un tratto più o meno espressionistico, un segno sentito e ragionato... l'unica cosa che conta è che non somigliano al reale.
Lo ammetto, il fatto che qualcuno pensi chese sembra vero è bello e che se non sembra vero, allora vuol dire che non sai disegnare... per me è indice di ignoranza.
E' il tipo di commento di quelli che guardano un Picasso e dicono "te lo faccio pure io in cinque minuti" e poi si fanno le seghe su Caravaggio solamente perché "sembra vero".

Però, a conti fatti, siamo io e Lorenzo a sbagliare e non il lettore qua sopra.
JD e Dante spesso tradiscono la sacra regola della narrativa popolare: terza persona, passato remoto.

Andate in una libreria e pescate una decina di scrittori di best-seller.
Che stile di scrittura usano?
Terza persona. Passata remoto.
La voce del racconto per eccellenza, da prima ancora che la parola fosse scritta.
E' la forma grammaticale più comune nel sentire dei lettori e, giustamente, è la più usata nei racconti popolari.
Poi è ovvio: la letteratura ha usato ogni forma grammaticale possibile, ma il romanzo a larga diffusione non si è mai scostato molto dal modo in cui i nostri avi raccontavano le storie intorno all fuoco.
Ed è giusto così se quella che si sta facendo è un'opera che vuol essere popolare.

JD e Dante sono fumetti che vogliono, volenti o nolenti, essere popolari.
Non solo perché il nostro mercato è l'edicola ma anche perché, io e Lorenzo, non siamo mai riusciti a ragionare in termini di fumetto "d'elite".
Purtroppon, nnostante questo, non riusciamo a frenarci dal proporre taluni disegnatori che sono l'antitesi del fumetto popolare.
Manidiamo in edicola un prodotto che vorrebbe essere "il Codice Leonardo" o "Distretto di Polizia" e usiamo un codice che è paragonabile agli esperimenti letterari di Bukowsky... e poi ci stupiamo di ricevere critiche come quelle qua sopra.

Anni fa pensavo che Enzo Marino (il direttore editoriale dell'Eura) avesse una visione troppo ristretta per quello che riguardava lo stile di disegno e i gusti del pubblico.
Per Marino, il disegnatore supremo è Carlos Gomez e vorrebbe avere 12 numeri all'anno di JD disegnati da Elisabetta Barletta
Oggi, con in famoso "senno di poi", ho capito che Marino ha ragione.
Se vuoi fare un fumetto popolare a larga diffusione, non puoi alienarti il grande pubblico, sperando che ti segua nonostante tutto.
Se decidi di pubblicare determinati disegnatori... poi non puoi stupirti o lamentarti di trovarti a fare un fumetto di nicchia e di ricevere certe critiche da una parte del pubblico.

Lezione (più o meno) imparata.
Ne farò tesoro per il futuro.