24.1.07

Le cene dei cretini.


"Si diventa bravi fumettisti al tavolo da disegno.
Si diventa fumettisti professionisti al tavolo di un ristorante.

- Sun Tzu-

Se dicessi che ricordo con affettuosa nostalgia "gli anni del book", mentirei.
"Gli anni del book" sono quel periodo in cui si cerca di trovare un lavoro nel mondo del fumetto e si girano le fiere con il book sottobraccio, mostrandolo a chiunque possa essere in qualche maniera interessato (e anche a molti a cui non frega nulla).

Per ogni cento aspiranti fumettari che girano per le fiere con un book sottobraccio, ottanta sono da buttare.
Gli altri venti possono avere qualche speranza di farcela.

Di questi venti, quindici non sanno come muoversi e se ne tornano a casa con le pive nel sacco.
Gli altri cinque vanno alle cene.
Io ero uno di quelli che andava alle cene.

E' consuetudine che, dopo una fiera, gli addetti al settore si ritrovino tutti a cena insieme in qualche ristorante.
Chiaramente non vanno tutti insieme ma seguono una logica che è influenzata dal branco di appartenenza, dagli odi atavici, dalla convenienza, dalle pubbliche relazioni, dall'aziendalismo, dalle simpatie e antipatie e via dicendo.
C'è molto da dire sulle cene del dopo fiera ma lo farò in una diversa occasione.

Quello che conta per un wannabe fumettaro è che essere a una di queste cene è il primo passo sulla buona strada del professionismo.
Sì perché il tavolo di un ristorante è un posto democratico, non c'è il bancone di uno stand a separare chi realizza da chi aspira a realizzare e tutti hanno diritto alla parola, anche l'ultimo arrivato.
Ma se il wannabe è furbo, parla poco e ascolta molto.
Ci sono tonnellate di robe da imparare anche solo stando a sentire un gruppo di professionisti che parlano dopo una lauta cena innaffiata da qualche bottiglia di vino.
Si scoprono collegamenti e rapporti di forza, si capiscono le necessità stringenti, le allergie personali e via dicendo.
Se poi il wannabe è fortunato e si è saputo porre... qualche professionista potrebbe pure interessarsi al suo destino.

Il problema è riuscire ad arrivarci a queste cene.
Il sistema migliore è essere inviato da qualche professionista con cui si è in buoni rapporti ma ci sono anche sistemi più rocamboleschi e meno diretti.
Tipo imbucarsi brutalmente, aggregarsi a qualche gruppo più vasto sperando di non farsi notare, farsi trovare casualmente al ristorante e roba così (uno dei classici di Lucca è arrivare ad un ristorante e scoprire che si è una ventina di persone in più rispetto a quelle previste... provate ad indovinarne la ragione).

Una volta che si è ottenuto il proprio posto a sedere, un coperto e un bicchiere di vino, sta tutto alla natura del wannabe.
Se sa ascoltare, se sa cogliere la palla al balzo, se sa non essere invadente, è probabile che venga coinvolto nella cena del giorno dopo e magari in quella successiva.
Queste robe servono a rendere il wannabe "uno dell'ambiente", una figura consueta con cui dialogare per i professionisti del settore.
Da quel punto in poi il passo per il professionismo è facilitato (fermo restando che servono della capacità di base).

Ricordo con orrore l'ansia di essere ad un determinata cena per poter conoscere e parlare con tal dei tali, e ricordo con racapriccio alcuni dei commensali di suddette cene (ciao Daniele, sei sempre nei miei pensieri)... eppure non posso negare che molte di quelle cene sono servite allo scopo.

Poi sia chiaro... questa non è una faccenda che riguarda solo i wannabe.
La logica delle cene è una questione che perseguita anche i professionisti che, ad un certo unto della loro carriera, si troveranno a dover decidere a quale cene "conviene andare" per intessere e solidificare la rete di conoscenze e relazioni.
Molti dei progetti editoriali che poi finiscono nelle nostre librerie sono nati intorno al tavolo di un ristorante piuttosto che a quello di una sala riunioni.

Di contro, ci si rende conto di essere arrivati a qualcosa quando ci si scopre a non dar più peso a tutto questo.
La miglior cena post fiera è quella passata dove cazzo si vuole e con i propri amici... ma vi assicuro che è un lusso che ci si può prendere solo quando si è realmente "arrivati" o quando si è finalmente trovata la saggezza di fregarsene.

62 commenti:

Anonimo ha detto...

scrivi dei post troppo lunghi, non ho voglia di leggerlo tutto :-)

RRobe ha detto...

Posso vivere lo stesso, tranquillo.

Anonimo ha detto...

cercherò di imbucarmi alle future cene. il fondo cassa verserà lacrime amare, credo.
aspirante padawan wannabe alessandro

Anonimo ha detto...

non volevo essere offensivo, o messo anche la faccina :-)


scusa

Baldassarre ha detto...

Se passi per firenze ti offro una cena :)

Elmo ha detto...

"C'è molto da dire sulle cene del dopo fiera ma lo farò in una diversa occasione."

Noooooooo, come puoi privarci del gossip? :-(

RRobe ha detto...

Tranquillo, anonimo.
Ero scherzoso pure io.

Riccardo Torti ha detto...

Non ho ben capito...dal titolo del post e dal contenuto del post se ne deduce che sei un cretino ? O_o

asd asd asd asd asd

RRobe ha detto...

Mi pare ovvio.

Slummolo ha detto...

io ho sempre pensato che la cena fosse diventato internet!

asbadasshit ha detto...

Vangelo. Pochi (chi scrive) hanno avuto il culo di poter drasticamente ridurre le partecipazioni alle sole cene di scuderia. Anche perchè, fosse dipeso da quello, con la mia tendenza alle p.r. e la mia rinomata diplomazia sarei ancora di guardia alla galleria civica del mio borgo lombardo.

P.S.
Il disporre di canale anteriore ipoteticamente fruibile è un fattore decisamente sopravvalutato.

Diego Cajelli ha detto...

Bei tempi...
Ma al Uànnabi di oggi, non andrebbe comunque bene ciò che il cuoco cucina.

Baci e tartaradicavallo

Diè!

Mickey ha detto...

Premesso che io sono tra gli ottanta che non valgono niente...
... se fossi tra i venti che valgono qualcosa, non avrei comunque speranze. E' già molto se riesco ad andare a visitare, di giorno, una fiera. Rimanerci di sera e imbucarmi ad una cena... è una mission impossible.
Mi metto l'anima in pace, qualunque sia il mio caso.

La ele ha detto...

Humm... mettermi nei venti sarebbe da presuntuosa.
Negli ottanta da bugiarda perchè non è quello che spero.
Per il resto, grazie della dritta.
Ah... l'unica cosa che chiedo al cuoco è niente carne perchè sono vegetariana, ma non è un problema, mangio poco, posso passare la mia bistecca a qualcuno e aspettare il dolce, o il caffè. =)

La ele.

Emanuele "∞" Vulcano ha detto...

È vero in tanti, tanti campi ciò che scrivi. Uffa.

C'avevano ragione i romani antichi quando si trattava di cene... almeno un po'. :)

Elmo ha detto...

Chiunque sia "La Ele" mi sta già profondamente simpatica.
RRobe: me lo daresti un consiglio? Non ho mai giocato ad un mmorpg in vita mia, solo avventure grafiche e The Sims 2. Ora, so che WOW è considerato il migliore, ma non ho voglia di pagare un abbonamento... ho già problemi con la postepay e tutte le cacchiate che compro online. Ho letto che Guild Wars non richiede abbonamento e qualcuno sostiene che la grafica sia ancora superiore. Mi daresti qualche dritta sui pregi e difetti di GW? Thanks ;-)

RRobe ha detto...

Guild Wars l'ho giocato pocino ma, per quello che ho capito è molto teso al PVP (player versus Player) piuttosto che al PVE (player versus environment).
Ha una bella grafica e, se non erro, è già arrivato alla terza espansione (se non erro esiste un pacco con le due espansioni più il gioco).

Però se vieni a giocare su WOW, perlomeno uno che conosci da subito e che ti spiega il gioco lo trovi!

keison ha detto...

Ieri Lorenzo è venuto a pranzo da me e l'ho affogato nella amatriciana, che dici? se la prossima volta vieni pure te, me lo guadagno un Gion Dò??
asd asd asd asd asd.

La ele ha detto...

Ti ringrazio Elmo!
Sono un'allieva del Cajelli e di Foschini.
Una di quelle che girano col book sotto il braccio e che vanno a stressare quelli come Roberto.
...e che la prossima volta proverà a imbucarsi a una cena...

il matta ha detto...

Le cene sono la cosa che aspetto di più alle fiere: perchè di solito non mangio dalla mattina e ho una fame boia. Poi se sono tra gli amici di "escursione" con cui hai fatto il viaggio, o tra colleghi e/o editori che ti chiedono di aggregarsi, ben vengano entrambe. L'importante è rilassarsi, scherzare, prendersi in giro e parlare di fumettO e non di fumettI, evitando almeno in quel paio d'ore di parlare di lavoro. Se sei una persona in gamba lo possono capire allo stand o a tavola, non importa. Sta sempre a te comunque dimostrarlo coi fatti e non con il presenzialismo mondano. Così la penso io. Ad maiora.

Watcher ha detto...

Io sono tra quel 0,000001% che fino ad adesso un book nemmeno sapeva cos'era ed adesso che sa qual'è la via da percorrere probabilmente sbaglia strada e prende per Cesenatico. Comunque la dritta è maledettamente buona.

Anonimo ha detto...

che tristezza

Anonimo ha detto...

Davvero una dettagliata e avvincente descrizione della leccata di piedi!
SLAAAP! SLAAAP! Nell'attesa che dalla tavola dei "professionisti" cada la briciola per lo sfigato.
Bei consigli da dare agli esordienti...

La ele ha detto...

Caro/a signor/a anonimo/a, il blog non è mio, ma generalmente interventi di questo tipo aprono delle lunghe e (come dicevi tu) avvincenti conversazioni.
Non ti do torto, nè ragione, ma sarebbe grazioso sapere con CHI si ha il piacere di scambiare argomentazioni, quindi guarda, sotto c'è uno spazio, è un rettangolo con scritto "Nome utente", magari non ci si vedrà, nè si parlerà mai, ma per correttezza; riempilo.
Perchè mi viene il dubbio che se si stesse parlando di persona, saresti il/la tipo/a che invece di dire quello che hai scritto starebbe in silenzio.

La ele.

Slum ha detto...

Oggi ho comprato il Lancio e c'era il DKR di Tex.
Aspetto con trepidazione i prossimi Lancio per vedere come si evolve la storia.
E volevo farti i complimenti per la freschezza con cui giochi sempre con i grandi del fumetto. Siano Tex o la versione estremizzata di Dylan Dog con Harpo annesso.


P.S.
Sicchè la famosa storia delle tavole di prova è questa! C'ha messo 3 anni per uscire!!!

Anonimo ha detto...

urka, che acida, la ele. Guarda che alle cene, quel tono lì non va mica tanto bene... ^^

Stefano "S3Keno" Piccoli ha detto...

si, d'accordo, Anonimo, evidentemente poi a 'ste cene ci vai pure tu, se sai quale tono debba essere usato o meno!!!
Ma La Ele ha perfettamente ragione: mi sono sempre stati sulle palle quelli che entrano in casa di qualcun altro senza nemmeno presentarsi, eh?

P.S. = Anche se "Hallelujah" di Jeff Buckley ci ha un po' rotto il cazzo, non credi Ele? Che, OK... ora non c'entra niente, ma era solo per dire che mi son pure preso la briga di fare un salto sul tuo blog ;)

Anonimo ha detto...

oddio che brutto quel filmato. E' talmente distorto che sembra che Jeff stecchi ogni 3 per due... perchè è solo l'effetto del filmato vero?!?!

Slum ha detto...

Non per levare nulla a Buckley... ma qualche volta ricordiamoci pure di Leonard Cohen... eccheccazz..

Diego Cajelli ha detto...

Bof!
Io sono sempre più convinto che l'anonimato sia la virtù dei corti.
Vada come vada, cena o non cena, uànnabi o non uànnabi...
E anche se il signor Jeff steccasse?
Comunque, lui, su quel palco c'è.

Diè.

La ele ha detto...

Per ANONIMO:
Eh, ma a volte mi impegno proprio!
Dovresti vedere di persona, sono anche brutta e cattiva oltre che acida!
STEFANO:
Jeff è romantico, poi ho scoperto recentemente che è morto come un coglione ma questa è un'altra storia... mi piace la sua voce, e come ho detto di recente nel blog, rispondendo a SLUM, dicevano avesse la voce degli angeli.
La trovo una cosa carina.

La ele.

Slum ha detto...

Uè fermi un attimo!
A me Jeff Buckley piace moltissimo! Grace è uno dei cd più belli dei '90!
Però trovo anche che alla sua morte, il pubblico lo abbia idealizzato come è successo ad una marea di artisti.
E veniamo portati a scordare gente grandiosa come il gia citato Leonard Cohen o pure il padre di Jeff, l'immenso Tim che era davvero un essere superiore!

RRobe ha detto...

Mi son ricordato chi è la Ele.
Ci siamo visti a Lucca, giusto?

Per l'Anonimo: guarda che se hai letto il mio intervento come "che figata che sono le cne", più che problemi a relazionarsi hai problemi a comprendere il testo.

emo ha detto...

voglio fondare l'Anonima Anonimi per dare una possibilità di redenzione a questi personaggetti afflitti da quella logorante patologia la cui sintomatologia più ricorrente è: atteggiamento rancoroso, acidità da quattro spiccioli, preoccupante inclinazione al rosicamento.
non dategli troppo addosso. hanno bisogno d'aiuto.

La ele ha detto...

Giusto Roberto, ci siamo visti a Lucca, ci ha presentati Foschini.

Emo hai un cuore d'oro sono commossa! (si, si, oltre che acida anche commossa.) :)

La ele

emo ha detto...

@la ele> più che essere d'oro, ha i denti d'oro... sbrana anonimi, si ciba del loro star male ed entropicamente lo restituisce alla terra in forma di humus...

Slum ha detto...

abbiamo preso una tangente leggermente psichedelica ^__^

RRobe ha detto...

No.
E' solo che l'anonimo è un coglione.

Anonimo ha detto...

però! Quanti moralisti! L'anonimato pare essere una questione morale ben più grave del leccapiedismo!
Rrobe, guarda che non sono io a aver frainteso il post, è la torma di baciapile potenziali cretini (secondo la tua definizione) che ha frainteso. Tutti pronti, in coda per le cene!
E comunque, complimenti per la tua passata carriera di lecchino! ^^

Elmo ha detto...

Anonimo, il problema non è nell'essere in disaccordo col RRobe, quello che personalmente m'intristisce è la mancanza di coraggio nell'esternare i propri pensieri. E RRobe va ammirato (non ti preoccupare, non lecco... non mi servirebbe a niente e lui lo sa) perchè vi lascia la possibilità di sfogare le vostre frustrazioni personali. Io sono stata molto meno democratica, nel mio blog ora è impossibile commentare visto che sono venuti persino dei parenti ad insultarmi nascosti dietro all'anonimato. Su, su... un pizzico di coraggio in più... ;-)

Emiliano ha detto...

@anonimo> il problema è proprio quello sollevato da Elmo qua sopra di me.
Sulle cose dette da RRobe si può essere più o meno d'accordo (pensa che sulla stragrande maggioranza delle cose dette in questo post NON sono d'accordo), ma tu ti sei reso conto che la conversazione ha preso la china che ha preso DOPO il tuo primo intervento?
Io non so se tu ti stia divertendo o meno, in fondo spero di si, altrimenti saresti da psicanalisi o, peggio, da lobotomia.
Di una cosa ti ringrazio, però: l'idea dell'Anonima Anonimi cercherò davvero di concretizzarla.
Solo una domanda, serissima: come si sta nei panni di chi non ha un briciolo di coraggio nel difendere i propri pensieri?

Anonimo ha detto...

i blog, a mo di diario, servono per esternare idee, impressioni, pensieri. soggettivi per definizione. e per renderli pubblici. per quel che ne so, partecipare o meno a cene potrebbe dare o non dare frutti. ma prima di parlare bisognerebbe fare qualche prova. e potrebbe anche avere esito positivo o negativo a seconda del soggetto. senza contare che il discorso talento dovrebbe comunque rimanere prioritario.
per cui, prima di parlare, io farei qualche prova.
e poi metterei un nome e una faccia dietro le parole. di cui siamo responsabili. scusate la lungaggine.
alessandro

Anonimo ha detto...

...ANCHE DISEGNARE BENE...AIUTA.

Lucius.

Anonimo ha detto...

Per quanto ne so, la "logica della cena" (o anche del bar) vale anche in altri ambienti (cinema e TV), quindi niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Inoltre: ho la sensazione che il problema dell'anonimato venga sollevato solo quando l'anonimo dissente dall'estensore del blog e/o dalla maggioranza dei commentatori. Non mi sembra che gli anonimi vengano "cazziati" quando fanno complimenti.

Andrea Marini

(non è il mio vero nome, ma se non scrivo "anonimo" sono a posto, vero?)

Elmo ha detto...

Un complimento anonimo è del tutto privo dell'elemento "codardia" :-)

Anonimo ha detto...

Per Elmo: ma quale codardia? Fammi capire... In qualsiasi discussione - non necessariamente sui fumetti - chi dissente, anche con argomentazioni discutibili, è un codardo solo perché dissente? E viceversa, uno che firma stupidaggini con nome e cognome è "coraggioso"?

Andrea Anonimo Marini

Elmo ha detto...

Non si tratta solo di "dissentire"... io in questo blog ho letto anche delle offese a livello personale, ovviamente firmate "anonimo".
Ovviamente la spiritosaggine d'inserire un nome e cognome finti lascia il tempo che trova... Chissà perchè sono sicura che il 99% degli "anonimi" sono persone che il RRobe conosce benissimo. E' lì la codardia del gesto: fatevi riconoscere.
Ovviamente ora tutti gli anonimi scriveranno che il RRobe non lo conoscono, che conoscono i suoi lavori ma non lui, ecc ecc...
Ma che tutti questi anonimi facciano parte di quel 1% della percentuale precedente... bè mi fa davvero sorridere.
E, scusa se te lo dico, ma da come l'hai presa un po' sul personale, direi che anche tu rientri in quel buon 99% ;-)
Tornando in tema, dicevo che il problema non è nel dissentire, ma nell'uso di termini tipo "leccapiedi", "sfigato" ecc...
Ho la sensazione che se ti fossi fatto riconoscere, avresti espresso il tuo concetto in maniera meno offensiva.
Io non faccio parte del mondo dei fumetti, e per me il concetto di fumetto si limita alle strisce e alle vignette di Gary Larson, però il discorso sulle "cene" è applicabile a tutti i campi del lavoro. E ti assicuro che non piace nemmeno a me. Continuo a credere che serva solo il talento, serva lo studio e una buona dose di genio per farcela. Però la realtà mi smentisce ogni giorno, basta accendere la televisione per vedere che la storia delle "cene" e delle giuste amicizie è vera.
Roberto non ha scritto che le doti artistiche non servono a niente, semplicemente che avere talento oggi non basta più (il 5% di quelli che vanno alla cene è estrapolato dal 20% di quelli che hanno qualche speranza di farcela).
Scusate la totale mancanza del dono della sintesi. :-/

Anonimo ha detto...

scusa anonimo andrea, a parte l'off topic che sta imperando, non è che sarebbero successe molte cose se tu avessi argomentato un po' meglio, e in modo un po' più pacato, le tue motivazioni. il matta ha espresso il suo parziale disaccordo in modo molto più costruttivo. e nessuno ha detto nulla in proposito.
a me, e credo a molti altri aspiranti uannabi ecc. ecc., non dispiacerebbe una discussione più proficua sull'argomento. ma invece sei entrato in calcio volante sulle gengive. non è così illogico che dia fastidio no?
per quanto riguarda l'anonimato o meno, io credo che ognuno possegga e gestisca le proprie parole. e che si dovrebbe argomentarle mettendoci dietro la propria faccia. detto questo ognuno fa quel che vuole, ma qui siamo in casa altrui, e un po' di rispetto in più potrebbe non guastare.
ciao.
anonimo alessandro

Anonimo ha detto...

.... eh, elmo, io sono un anonimo non conosciuto da roberto...
mi presenterò alla prima occasione...
sorry :)
alessandro

emo ha detto...

quoto tutto ciò che hanno scritto Elmo e Anonimo Alessandro.

Elmo ha detto...

Alessandro: Confermi la mia tesi. Gli anonimi che non lo conoscono, non sentono il bisogno di esprimersi in un certo modo. :-)

RRobe ha detto...

Punto primo: la lettura disattenta non aiuta la comprnsione di un testo.
Per quelli che dicono "Anche saper disegnare be aiuta..." li invito a rileggeri la prima riga del post che state commentando.
Non la seconda o la terza: LA PRIMA.

Punto secondo: sull'anonimato.
A menon crea problemi particolari.
Internet è così. Un nick è anonimo quanto un "anonimo".
L'unico problema è che non posso distinguere tra un certo anonimo e l'altro.
E' per questo che preferisco i nick.
Un nick mi permette di conoscere (in minima parte, ovviamente) chi mi sta scrivendo... un "anonimo" no.
E' anonimo quello che oggi mi fa i complimenti che però potrebbe essere lo stesso che ieri insultava la mia donna.
Tutto qua,

Anonimo ha detto...

Tra gli anonimi che non conoscono Rrobe, farei un po' di distinzioni.
Gli anonimi che non conoscono Rrobe MA vorrebbero tanto conoscerlo (per mostrargli i disegni e ottenere la sua benevolenza, per cui farsi ricordare diventa moooooooolto importante) non solo "firmano", ma mettono il link al proprio sito e difendono Recchioni a spada tratta (in attesa di una cena)?
Invece gli anonimi che non conoscono Rrobe e non gliene frega niente di conoscerlo, leggono il post per quello che è e glielo fanno amabilmente ^^ notare: una compiaciuta apologia della leccata di piedi, o servilismo che dir si voglia (così gli animucci sensibili non si scandalizzano per le parolacce!)
A proposito, osservo che i "coglione" che stacca simpaticamente il Recchioni (e che rappresentano la sua delicata maniera di argomentare il proprio dissenso), non destano scandalo alcuno tra i sensibili e moralissimi odiatori di anonimi, subito pronti a discettare sui toni degli interventi altrui, a scaldarsi per un "leccapiedi" (ci scommetto che il Rrobe avrebbe usato ben altri termini in merito ^^), a arrovellarsi su come si sente un anonimo quando posta da anonimo (normale, con tendenza al divertito per me, per gli altri "anonimo" non saprei), ma per nulla pronti a discutere criticamente i contenuti del post del padrone di casa.

"Quello che conta per un wannabe fumettaro è che essere a una di queste cene è il primo passo sulla buona strada del professionismo".
... strada... professionismo...
Ipse dixit. With compliments!

RRobe ha detto...

Do del coglione solo a chi non è in grado di leggere nemmeno la prima driga di un topic su cui poi si prende la briga di dire la sua.

Anonimo ha detto...

certo, certo, la prima riga. Sacrosanta verità.
E il resto del post?

RRobe ha detto...

Ha lo stesso identico significato, basta leggere la conclusione.

Elmo ha detto...

Ah bè, se l'anonimo ammette di divertirsi in questo modo, ("normale, con tendenza al divertito per me") non voglio certo esser io a privarlo di questo passatempo ;-)
Ad ogni modo, e la chiudo qui perchè oltre che OT stiamo diventando estremamente noiosi... qualunque cosa scriva Roberto, essendo presente qui con nome e cognome, direi che se ne assume la piena responsabilità (a differenza di altri :-P ).

ps: Come minimo RRobe, adesso mi devi una... cena!

Antonio ha detto...

Per la cronaca, a Narni Bartoli ha detto che per potere giudicare uno sceneggiatore deve andarci a cena, perche' una sceneggiatura del book non ti dice molto, mentre conoscere che cosa piace e non piace alla persona ti aiuta a capire di piu'.
In un lavoro dove dovrebbe contare SOLO quello che scrivi (il prodotto finito), sinceramente mi era sembrata apologia di leccaculismo molto piu' di questo post.
Ma non e' una critica a Bartoli, e' solo per dire che i metri di giudizio cambiano...

Anonimo ha detto...

Si... ma la cena chi la paga?

Ricxx

Elmo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
The Ramf ha detto...

Lo so che il post è vecchio e ha fatto il suo corso, ma nn riesco a trattenermi...

il mio commento spassionato è:
"E che cazzo, io sono celiaco!"

Traduzione: col cavolo che riuscirò a imbucarmi, a meno che decida di rimanere digiuno!

Hendioke ha detto...

Anch'io riesumo un post vecchissimo e me ne spiaccio ma non son riuscito a trattenermi.
Ho trovato una somiglianza incredibile con l'evolversi della "carriera" di un goliarda, anch'essa scandita da cene dove dapprima pone un'attenzione becca a dove si siede, a chi parla, di cosa, con chi per poi arrivare al momento dell'affermazione (la "vecchiaia") in cui puoi sederti dove cavolo vuoi e, semplicemente rilassarti. Pazzesco.

A questo punto mi sorge spontaneo chiedere: è mai capitato che a un wannabe si chiedesse di servire da bere a tutti seguendo un qualche ordine pseudo-gerarchio (tipo posizione all'interno della casa editrice, copie vendute o anni di lavoro nel settore?) XD

Comunque non mi sembra un modo di fare leccaculistico. Quello artistico è un campo dove i rapporti personali sono importanti tanto quanto, se non più alle volte, di quelli professionali.
Uno scrittore, per es., può essere il migliore del mondo e andare a lavorare coll'editor migliore del mondo ma se non c'è feeling produrranno soltanto merda.
Al contrario il giusto feeling può portare a grandi opere d'arte, anche perché può capitare che un autore, senza il supporto adatto, non possa splendere adeguatamente, dove sarebbero arrivati Warhol senza il suo gallerista o Carver senza il suo editor?