15.2.07

Black Dog


Leeds, settembtre 1969. Il primo festival rock all'aperto dello Yorkshire si è appena concluso sulle note dei Mad Hatters. Con gli occhi che bruciano per la stanchezza, Dave sta pulendo il prato, quando nota un sacco a pelo abbandonato. Lo tocca con la punta del piede: dentro c'è un corpo. Un drogato, pensa. Ma quando si china per guardare meglio si pente della propria curiosità. Leeds, ottobre 2005. L'ispettore Alan Banks si sta occupando dell'omocidio di Nick Barber, un giovane giornalista musicale. Tutto lascia pensare a un delitto d'onore, ma quando Banks scopre che Barber stava scrivendo un pezzo sui Madd Hatters, ripesca il fascicolo di un omicidio avvenuto molto tempo prima...

E' il primo libro che mi capita di Robinson e devo dire che sono stato attirato più che altro dallacopertina.
Se l'editore italiano non avesse deciso di cambiare il titolo originale ("Piece of My Heart") con un palese riferimento zeppeliniano, probabilmente non l'avrei mai notato.

Che dire?
Robinson sembra essere uno scrittore capace, dotato di una scrittura semplice e diretta e bravo nel dare una caratterizzazione coerente alla psicologia dei suoi personaggi.
Per fargli un complimento, sembra un Connely nato in Inghilterra... con la differenza che Connely (generalmente) costruisce trame più solide e avvincenti, ha personaggi più accattivanti e uno stile migliore.
Questo Black Dog per un buon due terzi è un ottimo libro, poi ha un momento di stanca e alla fine crolla miseramente... il che è un vero peccato perché lo spunto del romanzo è buono e tutta la parte ambientata nel passato è ben costruita e avvincent ma, un certo punto tutto, il castello di carte crolla, i dialoghi e l spiegazioni si fanno insopportabilmente tediose e il romanzo si chiude frettolosamente, prendendo qualche scorciatoia discutibile sia per quello che riguarda la doppia indagine, sia per l'aspetto inerente ai rapporti tra i vari personaggi.
Delude anche Banks, l'eroe dei romanzi di Robinson (ne ha scritti quattro su di lui) e che in questo Black Dog non riesce mai a trovare un suo ruolo definito, finendo oscurato dal protagonista dell'indagine del 1969, un personaggio in teoria secondario che in realtà è la cosa migliore di tutto il libro (e dispiace vederlo abbandonato in fretta e furia nella fretta di chiudere).
Ci sarebbe poi anche da lamentarsi del fatto che molti degli avvenimenti pregressi inerenti al protagonista sono appena accennati ma non spiegati e questo, visto che il romanzo dovrebbe poter essere fruibile anche da chi non ha letto i tre libri precedenti, è piuttosto limitante per capire appieno il perché di certi ragionameni e azioni... ma questo sembra essere diventato un male comune di molta narrativa "seriale" moderna.

Insomma, se fossi in voi mi eviterei di spendere 19 euro (per meno di 500 pagine, i libri hanno dei prezzi sempre più folli!) e, al massimo, aspetterei un'edizione economica.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Eh, in effetti non mi stupisce.
"Il camaleonte" era un capolavoro (osannato e strapremiato, di quelli che stacchi il telefono e non apri alla porta, finché non hai finito)...
il successivo "Vicino al cuore" era "soltanto" un bel libro...
e se la parabola è questa...
Ma chissà, l'ho comprato anch'io, ma è ancora lì sul comodino. Magari non mi deluderà così tanto. (Poi mi piacciono quei continui e puntualissimi riferimenti alla musica.)
TF