17.2.07

Diabolik e le informazioni.



Il passaggio delle informazioni è un punto nodale dello scrivere un fumetto.
La capacità di riuscire a dare al lettore il giusto numero di informazioni, senza annoiare e senza lasciare"buchi" da riempire, è spesso la discriminante tra lo sceneggiatore professionista e l'aspirante e su Diabolik questo è ancora più vero.

Il fumetto popolare non tollere la "i" senza puntino e mettere quei dannati puntini è spesso un lavoro molto delicato.
Dare troppe spiegazioni o darle in maniera troppo pedante, spesso rovina il ritmo di lettura e insulta l'intelligenza del lettore.
Darne troppo poche certe volte compromette la comprensione della storia da parte della totalità del pubblico.

Molti lettori "evoluti" si lamentano dell'eccessivo approccio didascalico del fumetto popolare ma in realtà non tengono conto che più un fumetto è popolare, più deve poter essere capito da un pubblico molto eterogeneo.
Scrivere per una nicchia di lettori "evoluti" significa potersi prendere il lusso di non dover spiegare tutto, lasciando all'intelligenza del lettore il compito di colmare con il suo intuito qualche non-detto.
Scrivere per un fumetto che può finire indifferentemente tra le mani del lettore accanito, quanto in quelle del lettore occasionale che compra un fumetto per ingannare il tempo di un viaggio in tram, comporta tutta una serie di obblighi narrativi.

Il fumetto popolare (più ancora del cinema di largo consumo) si preoccupa enormemente della solidità delle sue storie e del fatto che queste storie siano comprensibili per tutti.
Un lettore che non capisce è un lettore che chiuderà l'albo insoddisfatto... e questa è una cosa che nessun editore vuole rischiare.

Questo non significa che io giustifichi i cosidetti "spiegoni" di fine albo.
Lo "spiegone", in genere, è frutto del cattivo lavoro fatto dallo sceneggiatore.
Arrivare allo "spiegone" finale significa che nel corso della storia non si è stati sufficentemente chiari e non si sono riuscite a passare le informazioni necessarie, e che quindi si è obbligati a riassumere per onorare quel principio di comprensibilità di cui sopra.
Facendo un lavoro accurato e ben pianificato, lo spiegone finale è evitabile... o perlomeno se ne possono ridurre peso e dimensioni.

Diabolik è un fumetto complicato sotto questo punto di vista principalmente per tre motivi:

- l'estrema complessità dei suoi meccanismi narrativi.
Piani complessi e tortuosi, numerosi colpi di scena, continui rovesciamenti...

- il numero ridotto di vignette a disposizione.
Massimo tre per pagina (in qualche rara eccezione, quattro).

- l'estrema attenzione posta dai curatori sulla coerenza e comprensibilità della storia.
Quando una storia di Diabolik si chiude, tutto deve essere spiegato e nessun punto deve rimanere oscuro.


Tutto questo significa che se non fai filtrare le informazioni nella maniera corretta durante il corso di tutta la storia, ti ritrovi a dover scrivere una scena finale con Eva e Diabolik, seduti sul divano di un loro rifugio, intenti a spiegarsi l'un l'altro cose che (a rigor di logica) dovrebbero già sapere benissimo.

Quando ho scritto il mio primo Diabolim sono partito con una intenzione precisa: volevo eliminare i pensieri di Diabolik.
In poche parole, mi dava fastidio che il lettore potesse "leggere" quello che Diabolik stava pensando.
A mio modo di vedere era una cosa che indeboliva l'aura misteriosa e impenetrabile del personaggio.
Ho avuto la fortuna di avere un primo soggetto in cui Diabolik era sempre accompagnato da Eva e questo mi ha permesso di far rimbalzare le sue riflessioni e commenti su di lei, quindi non ho avuto la necessità di ricorrere alle odiose nuvolette di pensiero.

Il secondo soggetto che mi è arrivato aveva molte scene in cui Diabolik operava in autonomia e ho scoperto che privarmi dello strumento dei suoi pensieri mi rendeva impossibile spiegare le cose.
Diabolik agiva e basta.
Il lettore attento avrebbe (forse) potuto capire il perché delle sue azioni ma il lettore più distratto sicuramente no.
Quini avevo due strade: tenere fede alla mia idea iniziale e aggiungere delle lunghe spiegazioni a posteriori tra Eva e Diabolik... oppure cambiare approccio e sfruttare i pensieri di Diabolik.
Ho scelto la seconda strada perché serviva meglio il ritmo della storia e mi permetteva di allegerire la fase delle spiegazioni finali.
Il ritmo, dal mio punto di vista, è il primo padrone di uno sceneggiatore.
Se una storia è noiosa, è brutta.
Se per assecondare una qualche fighetteria stilistica o una mia "esigenza culturale" devo ledere il ritmo di tutta una sceneggiatura, preferisco eliminare gli orpelli e concentrarmi su quello che è il mio obbligo primario: scrivere storie piacevoli.

Questa storia mi ha fatto capire ancora meglio quanto Diabolik sia un fumetto finemente cesellato nel corso degli anni.
Tutti gli strumenti narrativi a disposizione dello sceneggiatore ci sono perchè hanno una loro specifica funzione e non per qualche vezzo e capriccio dei curatori.
Aggiungere o togliere qualcosa da un meccanismo perfetto è un rischio enorme e, generalmente, inutile.
Diabolik non è un personaggio che necessità di cambiamenti... al massimo di qualche limatura (e giusto per stare al passo con i tempi).

9 commenti:

Gigi Cave ha detto...

Questo blog è una miniera.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Bravo. Hai centrato uno dei problemi più grossi, su cui abbiamo conversato spesso.
Quando si arriva al momento di sceneggiare lo "spiegone" sono giornate pesanti. E vagamente deprimenti. Mai farlo il lunedì' mattina, magari mentre fuori piove.
Viene sempre il sospetto che più sarà lungo, questo spiegone, meno sei stato bravo a sceneggiare tutto quello che c'era prima. Spesso è vero (ma non sempre).

Altro dramma: una storia di Diabolik (e non solo sua) mica può finire con lo spiegone, e poi tutti a casa. Il lettore non ama chiudere l'albo su una sezione dove tutti parlano, spiegano.
Quindi, a spiegazione avvenuta... bum! Ci vuole un colpo di coda, un guizzo, una fiammata che sale dalla cenere che sembrava spenta. Nel caso di Diabolik è ottimo, funziona (quasi) sempre bene, il classico arrivo imprevisto della polizia seguito da spettacolare fuga con ingegnoso trucco. Lì di parole ce ne sono davvero poche. Ed equivale alla sparatoria finale in un western o un thriller.
Ma anche così il rischio di essere scontati e manieristici è in agguato.

Poi ci sono le spiegazioni che Diabolik dà di ciò che fa... mentre lo fa. Per fortuna, la sua psicologia ci viene in aiuto. Lui è un tipo terribilmente metodico, preciso. È nel suo stile pianificare bene e ricapitolare spesso. A volte basta poco: tutti i guardiani crollano a terra, misteriosamente e lui pensa "Bene. Il gas ha funzionato a dovere".
Ma poi, a vantaggio dei lettori meno esperti, bisognerebbe anche fargli pensare che su di lui il gas non ha agito per via dei filtri nasali... e farlo in modo disinvolto, naturale.
Non è facile. Ma ci sono lavori peggiori. Molto peggiori. Anzi, alla fine questo è uno dei migliori del mondo. Forse il migliore. Vietato lamentarsi.
TF

Anonimo ha detto...

ma a chi interessa sta roba?

ale

Anonimo ha detto...

A te no, a noi sì.

Mickey ha detto...

Non c'è da far paragone: tra lo spiegone finale (che io aborrisco da lettore, ma che mi adatterei ad usare da scrittore) e i pensieri del protagonista, sono molto più digeribili e verosimili i secondi. Senza contare che il fumetto moderno sta abbandonando quasi del tutto i "balloon con i pallini"... e sarò nostalgico, ma la cosa mi spiace tanto.

Ma visto che, da quel che so, i soggetti di Diabolik sono dettagliatissimi, la presenza di uno spiegone non è già prevista lì?

Gabriele ha detto...

sono ancora qui che rifletto sulla lezione tenuta da te alla scuola comics cercando di trarre il "giusto" dalle tue parole...quanto hai scritto è una succosissima ciliegina sulla torta!!! essendo uno sceneggiatore apprendista,il che non lascia presagire che lo sarò a pieno titolo "da grande",posso dire la mia dal punto di vista del semplice lettore: lo spiegone gratuito spesso mi lascia perplesso e a bocca asciutta...cercherò di non farne un utilizzo improprio nelle mie storie.
Grazie rrobe!!!
Il Gabbrio

Baldassarre ha detto...

@anonimo ale...

Ma perchè leggi il blog di un cacciatore, se poi ti lamenti se parla di caccia?

il matta ha detto...

@Rrobe & TF: vi ringrazio davvero. Sto imparando e capendo un sacco di cose su Diabolik leggendo i vostri post e commenti. Cose che leggendo gli albi (pochi...lo ammetto) non avevo mai compreso a fondo. Mi sta quasi venendo simpatico ;-) Dateci notizia di quando esce una vostra storia...sono curioso delle "aaplicazioni pratiche" di tutte le teorie fin ora esposte. ciao!

Anonimo ha detto...

"Diabolik non è un personaggio che necessità di cambiamenti... al massimo di qualche limatura (e giusto per stare al passo con i tempi)."

Ecco perchè non mi piace, proprio come non mi piace Tex. Là dove la riproposizione di schemi vecchi è assunta a sistema, ebbene, là non mi vedrete. Ecco perchè JD e DeDa mi piacciono.