26.2.07

Le palle curve e il tempo.


Zero è il mio cane e, a che io ricordi, è il mio cane da sempre.
Zero è scemo come solo i cani molto allegri e molto entusiasti sanno essere.
Quando non sono a casa, Zero dorme spesso sotto il tavolo.
Quando torno a casa, Zero salta per farmi le feste.
Spesso il mio cane rischia delle commozioni cerebrali quando io torno a casa.

Zero corre come un fulmine e prende sempre al volo quello che gli lancio.
Sempre.
Zero m'è svenuto al parco quando era cucciolo perché, nella foga di inseguire con le zampe e con lo sguardo un bastone che gli avevo tirato, ha preso in pieno un pezzo di marmo, residuato di non so bene quale imperatore romano.
Il bastone però lo ha preso lo stesso.

Zero mi ha fatto rimorchiare un sacco di ragazze.
Zero ha perso il suo posto nel letto quando una di queste ragazze m'è rimasta incollata.

Oggi ho portato il mio cane a Villa Lazzaroni.
Un tempo ce lo portavo tutti i giorni ma ultimamente sono troppo acciaccato per essere costante.

Mi sono seduto sul leone di marmo su cui mi sedevo sempre da bambino e mi sono messo a lanciare le pigne al mio cane.
Una.
Due.
Alla terza il mi cane ha lisciato la presa.

Sono rimasto perplesso e imbarazzato.
Zero si è voltato verso di me e m'ha guardato con quello sguardo triste e infinitamente saggio che è proprio solo dei cani e di quelli che hanno visto troppe bottiglie vuote.

"Il tempo ci toglie le palle curve".
Mi ha detto il mio cane, che è pure un avido lettore di King.
Io mi sono acceso una sigaretta, ho annuito e ho smesso di lanciargli pigne.

Siamo tornati a casa, camminando piano e tutti e due con il fiato grosso.