12.2.07

Mai Contenti.



Quando il fumetto era davvero media popolare e i suoi eroi vendevano centinaia di migliaia di copie al mese, l'intellighenzia autoriale del fumetto voleva fare fumetti piccoli che avessere la stessa dignità di un libro.
Vendere come le rosette a mezzogiorno non bastava, anzi... era una cosa volgare di cui vergognarsi.
Si aspirava al rango di media culturale e la popolarità era il nemico.

Oggi quella spinta elitaria ha il suo momento.
Il fumetto popolare perde posizioni e quello di nicchia ne acquista ogni giorno.
Oggi i fumetti sono venduti nelle librerie di varia, sono trattati come i romanzi e vendono proprio come i romanzi.
Poco.

Questo ci appaga?
Non direi.
E allora l'intellighenzia culturale adesso ci dice che bisogna raggiungere la massa (che avevamo già e che abbiamo snobbato), allargarsi e se possibile, allegarsi (all'Espresso).

Non siamo mai contenti di niente.

13 commenti:

Hytok ha detto...

Finirà che ci ritroveremo con... la moglie piena e la botte ubriaca ;)

fede ha detto...

ricordate Lino Toffolo?

"una volta i ricchi avevano le pelliccie e i poveri morivano di freddo. Oggi che anche i poveri si possono permettere le pilliccie i ricchi hanno inventato l'animalismo!"

"una volta i ricchi mangiavano tutto il giorno mentre i poveri morivano di fame. Oggi che anche i poveri posso mangiare tranquillamente i ricchi hanno inventato le diete!"

^___^

Slum ha detto...

Ma una coestistenza dei due tipi di fumetto non va bene?
Viva il fumetto popolare, d'intrattentimento e ad alta diffusione!
Ma è giusto che ci sia quello di autore, di cultura e che sia di nicchia.
Come nel cinema, nella letteratura e nella musica.

Massimo ha detto...

Io sono più propenso alla nicchia... anche se mi accorgo che è solo utopia... ma sognare è agggratisss...

Direi che una visita approfondita su questo blog era d'obbligo... per stilare un tuo profilo psicologico :)

saluz
merluz

emo ha detto...

@massimo> "Direi che una visita approfondita su questo blog era d'obbligo... per stilare un tuo profilo psicologico"
spero ti farai aiutare da uno di quelli bravi, altrimenti non ne esci :)

Antonio ha detto...

Senti, comunque e' solo nel fumetto ed in pochi altri campi che i professionisti si preoccupano dell'intellighenzia.
Nella musica, chi vende se ne sbatte di quello che dicono i critici.
Anzi, se vendi tano, prima o poi i critici cambieranno idea (vedi il caso di quella merda di Robbie Williams)...
Basta con la dicotomia popolare-autoriale. Se uno e' bravo e' bravo. Tutto il resto sono menate all'italiana...

eriadan ha detto...

Mah, io penso che l'approdo dei fumetti sui grandi periodici non sia dettato dalla volontà di promuovere il media fumetto alla "massa" (se questo poi accade è solo un caso). La balena editoriale fagocita ed espelle tutto nella speranza di vendere: fumetti assieme a dischi, dvd, romanzoni e miniature di mafiosi in vetro e sughero e chi più ne ha più ne metta. Siamo un po' allocchi noi che quando vediamo Pratt se non gipi su l'espresso esultiamo per il sospirato riconoscimento scorgendo un orizzonte roseo di riabilitazione del media senza accorgerci che questo è un fatto puramente accidentale, singolo e disperso del generale "allegamento" delle edicole.

Anonimo ha detto...

Parafrasando un famoso detto:
"Se non ti occupi dell'intellighenzia, sarà l'intellighenzia a occuparsi di te"...
in genere relegando l'autore "popolare" all'ultimo gradino della scala culturale.

Anonimo Andrea

RRobe ha detto...

@ Antonio:
infatti.
Algli altre media basta vendere.
A noi no.
per tutto il '70 e gli '80, "vendere" era una cosa davvero "cattiva" in ambito fumettistico.
Bonelli era "merda" e Valvoline arte.
E' un calcio malato...

Hytok ha detto...

Mi viene in mente che non ci starebbe male un bel balenottero coi numeri 1-2-3 di John Doe allegati alla prossima "serie Oro" di Repubblica! :-)

Slum ha detto...

Valvoline e Tex però non possono essere messi allo stesso livello. Sarebbe come mettere sullo stesso livello Von Trier con Michael Bay.
(E poi tutto dipende dai gusti. A me Von Trier fa cacare e Bay piace molto)
Il fumetto popolare deve vendere. Sennò non sarebbe popolare, ad alta diffusione.
E molte volte il fumetto popolare è più sincero di quello di elite con la puzza sotto il naso.
Però la puzza sotto al naso fa figo.

discretamente affascinante ha detto...

hey rrobe
you rock

Antonio ha detto...

Rrobe, pero' il "calcio malato", come lo chiami tu, ha un risvolto importante: alimenta la voglia di parlarsi addosso dei fumettisti (ovviamente non e' una critica a te, ci mancherebbe: sono considerazioni generali!).
E fa un po' tutto parte della nostra cultura: parlarsi addosso sembra l'ultima frontiera.
Ripeto, chi deve fare faccia, per le chiacchiere c'e' sempre tempo.
Del resto, personalmente non ho tanto rispetto per i complessati...