15.2.07

Rovine



Immagina il Messico. Una vacanza da sogno, tra mare, sabbia, tequila e tramonti da cartolina. Immagina un’avventura tra amici, sulle tracce di un giovane scomparso nel nulla. La fatica, il caldo, gli insetti, la foresta sempre più impenetrabile. Immagina di avere, a un tratto, paura. Perché qualcuno ti osserva, ti segue. E inesorabile ti spinge verso l’abisso. Immagina di essere in trappola. Allora sarai un animale che lotta per la salvezza. Contro tutti, senza regole, senza certezze, senza pietà. Scott Smith torna con un thriller psicologico intricato e crudele: un viaggio solo andata per l’inferno, con vista panoramica sull’orrore che è dentro ciascuno di noi.

La Rizzoli ha cercato di mascherarlo in ogni maniera ma questo "Rovine" di Scott Smith è un horror, e neanche un horror molto raffinato, se la vogliamo dire tutta.
Se questo "Rovine" fosse un film, sarebbe un teen horror non molto diverso da "Hostel" o "Cabin Fever"... e io "Cabin Fever" lo adoro (e a conti fatti nemmeno "Hostel" mi è dispiaciuto).
Ma la cosa migliore della seconda opera di Smith (la prima è quel gioiello di "A Simple Plan") è il "come" piuttosto che il "cosa".
Smith scrive da dio e questo libro è pregno di un virtuosismo letterario che secondo alcuni avrebbe dovuto nobilitare una storia di ben altro livello.
A me, invece, sta benissimo così.
Questo libro è un treno in corsa che non permette di essere abbandonato, un horror becero, schietto e brutale come non se ne vedevano da tempo... il fatto che sia scritto anche dannatamente bene è solo ula ciliegina sulla torta.
Consigliato duramente.