22.3.07

Fuori dalla grazia.


Ci vediamo domenica o lunedì, se va tutto bene.
Sono relativamente tranquillo.
Questa volta entro per un'intervento "programmato" (ricordate il tubo di cui avevo parlato nel post "cyborg"? Ecco, è ora di toglierlo) e sono pure felice di farlo perché il dolore sta diventando un elemento sin troppo ricorrente in questi giorni.
L'unica cosa che mi rende inquieto è, come al solito, l'annestesia.
L'anestesia non ha nulla di naturale.
L'incoscienza dell'anestesia non è il sonno, non è popolata di sogni e non rigenera.
L'anestesia è come usare l'interruttore "acceso/spento" dell'anima.
Il Maviglia (il mio amico e anestesista di fiducia) inietta Il "latte".
Il latte brucia come il fuoco.
E poi ti spegni.
Fuori dalla luce e dentro il nero.
Un attimo dopo riapri gli occhi, sei da un'altra parte e ti senti una merda.
Io di solito, per dimostrare di essere un duro alla Last Man Standing, mi alzo subito, tratto male qualcuno che ha la sfortuna di starmi accanto e me ne vado in balcone (trascinandomi dietro la flebo) per fumarmi una sigaretta.
Bisogna restare fedeli allo sterotipo che si è scelto d'interpretare, altrimenti il castello di carte crolla e ci scropriamo pietosamente umani.

Fortuna che ci sono i Kiss.
Se ascolti i Kiss, sei invincibile.
Nessuno è mai morto ascoltando i Kiss.
E' per questo che mi porto sempre dietro l'Ipod.

Ci vediamo presto.