16.3.07

Chi ha ucciso le webzine?


"Lo Spazio Bianco" è sostanzialmente fermo da mesi.
Pochi aggiornamenti, poche recensioni e sempre striminzite, pocchissimi approfondimenti e interviste.
Quello che era diventato uno dei spazi più seri e accreditati della critica fumettistica sembra che si stia spegnendo in silenzio.
la trascuratezza arriva anche a coinvolgere operazioni interessanti come il "24 HIC" la cui seconda edizione è stata seguita da vicino nel suo svolgimento ma poi del tutto abbandonata nei giorni seguenti, tanto è vero che nessuna storia è stata scansionata e messa sul web.

"ComicUs" ha perso gran parte dei sui pezzi storici.
Il sito è ancora dinamico ma ariva quasi sempre tardissimo sulle news e la qualità di approfondimenti, speciali e recensioni è a dir poco calata.
Lo scollamento tra il sito e il forum è sempre maggiore e, pure sul forum tira aria di bonaccia.

"De:Code", il nuovo spazio che ha preso il posto di "Comics Code", non è mai sostanzialmente partito.

"Fumetti di Carta" regge ancora. C'è d a dire che anche qui gli aggiornamenti si sono fatti meno interessanti e puntuali, specie dal punto di vista degli approfondimenti critici e delle interviste. Forse è colpa della sua natura ibrida (il sito si occupa di fumetti ma anche di musica, cinema, letteratura e via dicendo) o forse è solo un periodo di stanca... ma tutto il contenitore sembrerebbe aver bisogno di una bella rimfrescata, a cominciare dalla grafica.

"UBC"... ok, non si può uccidere un cadavere, ma l'ideona di celebrare il decennale con una serie di interviste fatte con lo stampino e proposte un mese dopo l'altro con crudele implacabilità, è accanimento terapeutico.
Sparategli un colpo in testa che il cavallo è zoppo da anni e sta soffrendo.

Stiamo assistendo alla morte delle webzine fumettistiche proprio nel momento in cui in Italia il fumetto è in pieno fermento?
Possibile che adesso news, e approfondimenti, bisogna andarseli a spulciare uno a uno nei blog e nei siti personali degli autori o dei vari curatori-editori?
Qual è il problema? Che sempre più persone coinvolte in questi siti ora sono passate dall'altra parte della barricata e lavorano per varie etichette più o meno grandi?
O è più un disinteresse generale?
O dipende dal fatto che sempre più persone vogliono fare e sempre meno hanno voglia di parlare di quello che viene fatto?