15.3.07

La serie più vista del mondo.


Non c'è trucco e non c'è inganno, la serie più popolare della televisione mondiale è "Baywatch".
Nata nel 1989 e trasmessa fino al 2001 (più un film televisivo del 2003), Baywatch ha raggiunto 140 nazioni, è stata vista da oltre un miliardo di persone, ha imposto nell'immaginario collettivo la figura di Pamela Anderson e ancora oggi è "l'immagine" delle spiagge californiane.
Baywatch è stato un fenomeno senza precedenti della cultura popolare.

La formula narrativa di Baywatch era senza precedenti e -fortunatamente- è rimasta senza emuli.
Nessuno sceneggiatore o regista sano di mente avrebbe mai pensato che una serie basata su delle trame innocue e risibili, intervallate da videoclip musicali a mezza via tra MTV e la Playboy's Mansion, potesse funzionare.
Tanto è vero che il network cancellò la serie dopo la prima stagione e solo l'intervento economico diretto di David Hassehloff permise a "Baywatch" di diventare il successo che poi diventò.
Ogni episodio della serie era seguito da due unità di regia ben distinte: una che si occupava della "storia" dell'episodio e una che badava solo ai video musicali che avrebbero fatto da intermezzo durante la puntata.
Ogni puntata aveva due divinità da soddifare: il pubblico di adolescenti che voleva vedere le tette di C.J. (il personaggio interpretato dalla Anderson) e l'ego smisurato di Hasselhoof che , in ogni episodio, si ritagliava uno spazio per apparire figo, eroico, solare e bellissimo.
Il connubio tra Pamela Anderson e "Baywatch" è indissolubile (tanto è vero che la serie ha sempre passato momenti difficili quando lei non c'era) e si connette direttamente con l'inizio dell'era di Internet (Pamela è stata per anni la donna più cliccata del mondo), e lil cambiamento della sensibilità americana.
Baywatch è il tratto d'unione tra lo spirito degli anni '80 (solare, menefreghista, superficiale, eccessivo e di cattivo gusto), e il politicamente corretto (e intimanente corrotto) degli anni '90.
Il video delle nozze di Pamela Anderson e Tommy Lee è stato il sogno di un'intera generazione di adolescenti che si è fatto realtà e ha prefigurato lo scenario mediatico attuale, quel cortocircuito dove pubblico e privato, finzione e realtà, si mescolano in qual grande calderone di filmati sharabili attraverso la rete o sullo schermo di qualche cellulare.
Baywatch è stato, di fatto, pura arte.
Innovativo, inedito, provocatore, attuale, pioneristico e anticipatore.
Tra dieci anni sarà esposto al Moma e studiato all'università.