20.3.07

Nani in Fiamme.



"Nani in Fiamme" è la nuova etichetta con cui voglio indicare tutti quei topic troppo cazzoni per essere altrove, ma anche troppo squisitamente glam per finire nel calderone delle "cazzate" vere e proprie.
Il concetto di "Nano in Fiamme" è nato a Mantova, a cena, mentre io, il Burchie e Enoch, discutevamo di musica.
Dopo aver rapidamente liquidato le improvvisazioni jazz come una cazzata che potrebbe fare chiunque (a quel punto il buon Luca avrebbe voluto spaccarmi la testa con un boken), mi sono lanciato nell'elegia della musica (che nella mia accezione è da intendersi come Rock e HardRock), specie se preceduta e accompagnata da uno stuolo di ballerine di lapdance che lesbicano sul palco e da almeno da un nano in fiamme che se la corre in giro.
L'ultimo concerto dei Motley Crue che ho visto si è aperto proprio così ed è stato il miglior concerto della mia vita.
Certo, molto del merito deriva dal fatto che i Crue erano in piena forma, che Neil aveva ritrovato la sua voce e che sembravano tutti divertirsi un mucchio su quel palco... ma senza il nano i fiamme, non sarebbe stata la stessa cosa.
Un nano in fiamme non migliora il contenuto, ma aiuta.

Ecco quello che manca al fumetto in Italia: i nani in fiamme.
Gli americani ne hanno a pacchi e anche gli autori fighi non lesinano ad usarli... guardate quel geniaccio di Millar, ad esempio.
Il nostro fumetto seriale, invece, è troppo legato ad un concetto di signorilità d'altri tempi per portarsene dietro uno.
Gli auotori "seri", quelli che fanno i "i romanzi grafici" e non i fumetti, non si farebbero accompagnare mai da un nano in fiamme : gli rovinerebbe quell'allure di sfiga-depressione-intimismo che puzza tanto di anni '90 e autocoscienza.

Io invece il mio nano in fiamme lo voglio eccome.
E pure le ballerine di lap-dance che si leccano sul palco.
E gli effetti pirotecnici.
E il maiale che vola.

Se tutto questi effetti speciali vi dovessero distrarre dalla qualità o dal contenuto di quello che ci sta sotto, non è un problema mio ma solo della vostra incapacità di vedere oltre le fiamme sprigionate dal nano.

Qui noi mettiamo in piedi uno show e sarà uno spettacolo rumoroso, fracassone, pacchiano e impossibile da ignorare.
Se poi c'è pure la buona musica le belle storie, tanto meglio.



p.s.
non statevi a chiedere che ci faccio ancora in giro: al Gemelli fanno casini con i posti letto.

25 commenti:

madmac ha detto...

"Qui noi mettiamo in piedi uno show e sarà uno spettacolo rumoroso, fracassone, pacchiano e impossibile da ignorare.
Se poi c'è pure la buona musica le belle storie, tanto meglio."

io preferisco invertire i due fattori, prima il bel contenuto e poi il bel contenitore.
belle storie e bella musica, e se poi c'è il nano in fiamme tanto meglio.
ma del nano in fiamme e le ballerine lesbo che introducono il concerto di Paolo Meneguzzi che me ne faccio?

p.s.: e delle nane ballerine lesbo in fiamme che ne pensi?

RRobe ha detto...

Io non sono così sicuro che il contenuto prevarichi la forma.
Anzi.
Sarà colpa del kendo, sarà colpa di Kubrick, ma certe volte mi viene da pensare che sia la forma a dare senso al contenuto.

sul p.s.
E' troppo. Ci vuole moderazione.

-harlock- ha detto...

Anche perché spesso, spessissimo, la forma E' il contenuto.
Ho detto.

emo ha detto...

mi fate un esempio di nano in fiamme legato al fumetto? giusto per capire di che parliamo.
Stiamo parlando solo di aspetto formale in senso generale o di una forma in particolare?

RRobe ha detto...

"Ultimates" è tutto un nano in fiamme.
Ha un mucchio di contenuti ma l'apparenza è talmente caciarona che alcuni riescono a vedere solo quella e, magari, te lo liquidano con termini adorabili come "americanata", "coattata", "fumettone".

Dietro la battuta di Cap che indica la "A" sulla sua fronte c'è più provocazione, irriverenza, critica, profondità e analisi che in tutto il volume sulle due torri di Spiegelman.

Dietro "Civil War" c'è più analisi dell'America che in tuttta la produzione Indy di quest'anno... ma i nanni in fiamme distraggono la critica.

madmac ha detto...

nel prodotto artistico, la forma, lo stile espressivo dell'autore, è componente primaria insieme al contenuto. semplicisticamente è ciò che differenzia un film da un reportage, un racconto da un'inchiesta.
però qui stiamo parlando di un preciso tipo di forma, di stile, il fracassone, pacchiano, che è lontanissimo da Kubrick.
quel che voglio dire è che, se è vero che in ogni opera artistica è insita una componente stilistica pressoché unica che la caratterizza, non tutte le opere possono reggersi solo su questo.
insomma, non tutti sono Kubrick (e grazie al cazzo).

perdona questo delirio.

preacher ha detto...

il concetto di nani in fiamme è geniale.

Starsky ha detto...

<<"Ultimates" è tutto un nano in fiamme.
Ha un mucchio di contenuti ma l'apparenza è talmente caciarona che alcuni riescono a vedere solo quella e, magari, te lo liquidano con termini adorabili come "americanata", "coattata", "fumettone".>>

Concordo in pieno. Ultimates contiene interssanti riflessioni sulla società americana nascoste sotto effetti pirotecnici.
Aggiungo anche che in questo tuo intervento, fai un ragionamento molto simile a quello di Aldo Grasso (il critico del corriere), quando parla positivamente dei vari livelli di lettura dei serial americani.

RRobe ha detto...

Non lo sapevo ma ne sono contento.
Grasso è uno che ne sa a pacchi sulle serie tv e sulla narrativa seriale in genere e non ha mai mostrato parocchi culturali.
Teseva le lodi di Xena quando la passavano in televisione alle 17.

Antonio ha detto...

Dietro la battuta di Cap che indica la "A" sulla sua fronte c'è più provocazione, irriverenza, critica, profondità e analisi che in tutto il volume sulle due torri di Spiegelman.

Se avessi vissuto in Inghilterra, la penseresti come me: quella battuta (infame) e' una leccata di culo (gratuita) all'America mascherata da irriverente e snob British pride. Vomitevole.

rae ha detto...

l unica cosa certa di quella battuta è che fa ridere.

e a me basta

Dario ha detto...

@ madmac
"ma del nano in fiamme e le ballerine lesbo che introducono il concerto di Paolo Meneguzzi che me ne faccio?"
e invece secondo me qui sbagli, perchè il contenuto è ovviamente importante, ma un concerto di meneguzzi sarebbe una sofferenza minore coi nani in fiamme, mentre il concerto dei motley crue allestito come uno di guccini, con la sedia sul palco, perderebbe sicuramente qualcosa...
secondo me è quando forma e contenuto si incontrano che nascono i capolavori, esempi a caso: Elvis Presley, Steven Spielperg, Frank Miller...

@ Antonio
in quanto fan di Millar e Ultimates sta cosa del "pensi che questa lettera significhi Francia?" mi viene rinfacciata da un po', il significato che gli attribuisci tu è quello esterno, coatto, di cap che fa lo sborone, ma millar vuole proprio prendere in giro questo atteggiamento, basta leggere i suoi lavori, lo stesso ultimates, per capire che dietro la splash page d'effetto che fa godere il tredicenne statunitense c'è qualcosa di ben più profondo

Stefano "S3Keno" Piccoli ha detto...

Scusate amici miei, con tutto il rispetto per il vostro indiscutibile TALENTO (e anche con tutto il bene che posso volervi) ma a me 'sta storia dei Nani in fiamme (cos'è, un nuovo "movimento"? Rrobe ci ha addirittura cambiato il titolo del blog!) mi puzza un po' di PARRUCCATA...
Leggo SEMPRE tra le righe un certo fastidio verso un certo tipo di autori (quelli che fanno i "romanzi grafici", per capirci... e che finiscono in top ten invece che il fumetto seriale/popolare, sempre per capirci), che poi tra l'altro è anche questa una forma di snobismo al contrario... e poi mi imbatto in queste nuove "scuole di pensiero" nanofiammeggianti che rimbalzano da un topic all'altro e mi sembra di vedere un circolo gay autoreferenziale dove gli autori si fanno i pompini a vicenda (perdonate l'azzardata metafora, che stava a significare "Quanto sei bravo" - "Ma no, che dici, sei molto più bravo tu" - "Si, vabbe', ma tu sei un genio")...
e in tutto questo davvero non riesco a capire perchè sembra che si debbano necessariamente CONFRONTARE autori e fumetti tra loro, quando non c'è alcuna ragione logica (e nessun paragone possibile) a dire se sia meglio "Ultimates" di Millar rispetto a "S." di Gipi...
Boh, sarà - forse - che non riesco a cogliere le sfumature di certe posizione (o sarebbe più corretto dire atteggiamenti?)... o sarà - forse - che i Motley Crue non me li sono mai cagati!!! ;)

Dario ha detto...

e comunque è quello che ti aspetteresti da capitan america, specie quello ultimates, e uno scrittore deve essere onesto in questi casi

è ovvio che con cose del genere si accattiva quello stesso pubblico che prende per il culo, ma secondo me è lì il genio, e non un qualcosa da biasimare

RRobe ha detto...

Sul Cap e quella frase:

- Il Cap Ultimates è un uomo che è da poco uscito dalla seconda guerra mondiale. Che opinione dovrebbe avere un americano (o un inglese) di quel periodo nei confronti dei Francesi?

- Millar è uno scozzese che mette in bocca a Cap una battuta ganassa che esalta gli americani di oggi, ancora incazzati con i francesi per il "tradimento" post 11 settembre... ma in realtà li sta allegramente prendendo per il culo, restando del tutto fedele allo spirito corrosivo di Ultimates.

andrea ha detto...

Sul Cap e quella frase:

però poi mette Parigi come base dei Liberatori, quello mi è sembrato fuori luogo.

Cmq GG ai nani in fiamme e che ognuno ci veda in loro quello che più gli aggrada

Civil War? Ma tu da che parte stai? di Cap immagino

alessandroscalmani ha detto...

Ma nello spettacolo dei Motley Crue come era giustificato il nano in fiamme? Narrativamente parlando, intendo?

(le lap dancer lesbo invece si giustificano da sole)

madmac ha detto...

dario, un concerto di Meneguzzi con un nano in fiamme non sarebbe una minore sofferenza, ma la solita cagata con un inaspettato risvolto surreale.
ogni contenuto ha il suo contenitore adatto.
riguardo all'incontro tra forma e contenuto, ho praticamente detto lo stesso.

RRobe ha detto...

In Civil War sto con Cap, ovviamente.

SwingingLit ha detto...

Tu non ci crederai, ma l'improvvisazione Jazz è possibile anche mettendo dei nani in fiamme sul palco. In più credo che se Miles Davis (per farti un nome celebre e usare uno stereotipo chiarificatore) avesse aperto il concerto con Zucchero e Joe Cocker a Rimini nel 1989 con un gruppo di ballerine lesbicanti, il jazz non sarebbe stato solo una cosa da intellettualoidi acidi.
Il contenuto, a volte, può assumere diverse forme...

Antonio ha detto...

Sul Cap e quella frase:

- Il Cap Ultimates è un uomo che è da poco uscito dalla seconda guerra mondiale. Che opinione dovrebbe avere un americano (o un inglese) di quel periodo nei confronti dei Francesi?

Quella e' una battuta da britannico. Punto e basta. Gli americani di quel periodo pensavano ai crucchi e ai gialli, penso... Ai britannici, a scuola, insegnano che hanno vinto la guerra da soli, e che l'aiuto americano e' stato trascurabile.
E un britannico istruito (quindi non un hooligan), ancora oggi, dice in faccia ai francesi: "Vi abbiamo salvato il culo" e agli italiani: "ma voi avevate i carriarmati con una marcia avanti e 5 marce indietro". Questo e' quello che ci vedo io in quella battuta di Millar.

Millar è uno scozzese che mette in bocca a Cap una battuta ganassa che esalta gli americani di oggi, ancora incazzati con i francesi per il "tradimento" post 11 settembre... ma in realtà li sta allegramente prendendo per il culo, restando del tutto fedele allo spirito corrosivo di Ultimates.
No, resto della mia idea che lecca il culo agli americani facendo finta di essere duro e puro nella sua "britannicita'". Perche' quello e' lecchinaggio con (finto) fare da figo.

Dopo un'operazione di slurp del genere, parlerei di "ANO in fiamme", piu' che di "nano in fiamme".

Poi una cosa sui nani in fiamme: occhio che anche i nani in fiamme possono diventare autoreferenziali e vuoti...
Nel senso che bisogna saperli usare. Al concerto dei Crue o dei Beasties di fine anni '80 ci stanno, ma in altri contesti diventano fuori luogo.

RRobe ha detto...

E che ti devo dire? Resta della tua idea.
Per me sbagli su tutta la linea e sei fazioso, ma è la mia opinione.

alessandro ha detto...

... per altro, pare che l'amore per i nani in fiamme sia segnale di intelligenza, stando a quanto dicono in Inghilterra.

^___^

Antonio ha detto...

E che ti devo dire? Resta della tua idea.
Per me sbagli su tutta la linea e sei fazioso, ma è la mia opinione.


Puo' darsi che io sbagli (ma non sbaglio, se no Millar non avrebbe poi scritto Wanted...), ma fazioso deche'?

Niccolò ha detto...

Oh, io son d'accordo, w i nani in fiamme. Mi garba 'sta cosa, anche se di fumetti non e' che sia tanto esperto e 2/3 dei nomi che fate non li conosco.
Sul jazz: la questione dell'intellettualoide non e' una colpa del jazz, ma dell'intellettualoide. Di quello che ci si avvicina per poi tirarsela, anche se in realta' si annoia a morte, non distingue tromba da sax, e quando e' da solo ascolta i Kiss a tutto volume. Sono tipi da prendere a cinghiate. Ciao.