31.3.07

Napoli Ground Zero -parte prima-



Erano anni facili eppure ci sembravano difficilissimi.
Eravamo tutti giovani e pieni d'entusiasmo.
Eravamo tutti conviti di avere in tasca il segreto per la soluzione dei molti problemi del fumetto italiano, l'unica difficoltà era riuscire a farci ascoltare.
Ci sentivamo tutti eroi e, come dice Guccini, gli eroi son tutti giovani e belli.

Rapido inquadramento "storico":
siamo tra il 1994 e il 1997.
Il fumetto indipendendete italiano sta per raggiungere il punto più alto di quella che, come scopriremo poi, sarà una rapida parabola.
La scena romana indipendete è rappresentata -in larga misura- da Stefano Piccoli e Walter Venturi.
Io li conosco entrambi e pur non essendo un loro "amicone" ho buoni rapporti con entrambi (più o meno).
La scena milanese invece, vuole da una parte i ragazzi del Troglo Studio e quindi della Scuola di Fumetto (nella figura di Diego Cajelli, Luca Bertelè, Luca Rossi e Mauro Muroni, Giovanni Bufalini) e dall'altra gli sciocchi dello Shock Studio (all'epoca li chiamavamo così... anni dopo gli abbiamo chiesto scusa).

Io sono nella terra di nessuno.
Insieme con i miei compagni di corso della Scuola Internazionale di Fumetti ho pubblicato (in edicola) un mensile a colori dal titolo di "Dark Side", uno dei primi esperimenti italiani in ambito supereroistico.
Poi l'editore si è vaporizzato nel nulla e io e i miei colleghi siamo rimasti con il culo per terra.
Io ho smesso di fare il commesso (in un negozio di fumetti, come tradizione Tarantiniana impone), ho iniziato ad aiutare Lorenzo Bartoli (che ho conosciuto nel mio periodo di comemesso) in qualche lavoretto e ho mollato l'università in maniera definitiva.
Leomacs è tornato a fare il tappezziere e ogni tanto pubblica qualche parodia di personaggi Bonelli.
Io e Leo abbiamo litigato (a causa "Dark Side" e del mio carattere di merda) e non ci parliamo granchè.

Da un giorno all'altro, circola voce che lo Star Shop vuole provare a produrre qualcosa per dare delle "esclusive" ai suoi negozi.
Mi faccio sotto e in poco tempo scrivo e disegno due albi di "Battaglia" in cui riprendo la figura di Pietro Battaglia, vampiro italiano che proprio su "Dark Side" ha visto la luce.
Non coinvolgo Leo che, proprio di Battaglia, è il padre grafico.
Leo, che è un pezzo di pane, mi realizza comunque le copertine.
Bartoli mi da una mano con i testi (all'epoca i dialogi erano la mia bestia nera) e la realizzazione complessiva.
Mi aiuta anche Saverio tenuta, incredbile a dirsi.

Quando "Battaglia" esce, va ad impattarsi in una fiera in cui viene presentato anche "Pulp Stories" (che all'epoca si chiamava ancora "Pulp Comics").
I due prodotti, anche dal punto di vista visivo, sono molto simili... con la differenza che "Pulp Stories" è molto, molto meglio.
Resta però il fatto che tra me e i ragazzi della Troglo, c'è un comune sentire e diventiamo amici.

In breve tempo i Troglo conoscono pure Piccoli e Venturi.
Si stringono un sacco di mani, si bevono un sacco di birre, si fa gli scemi con un mucchio di ragazze.
Non lo sappiamo ma sta nascendo una specie di "microscena" che negli anni a seguire produrrà qualche migliaio di pagine (pubblicate su un settimanale a tiratura nazionale) e la prima delle case editrici "ombrello" della scena indipendente.


(continua)

3 commenti:

Slum ha detto...

Bellooooo ma per una piccola cerchia di persone OLD! :-p

d610 ha detto...

Grande Asia, figlia di un pizzaiolo e una guerriera ninja.
Sulle pagine del'Eura emergeva decisamente come prodotto particolarmente innovativo.Insieme a tutti gli spin-off del caso, Bancolotto in testa.

jelem ha detto...

Non vedo l'ora di rivedere Battaglia.