30.3.07

Barricate.


Ultimamente sembra che stia passando una fase "viva gli anni '80".
Il fatto è che, a parte la musica (che adoro), un certo tipo di cinema horror, d'azione giovanilistico (per cui stravedo) e un certo tipo di romanzi (ricordarsi che gli anni '80 sono stati anni importanti anche per lo zio King)... gli anni '80 sono stati la miglior decade possibile per il fumetto.
Almeno per uno che nel 1986 aveva dodici anni e si ritrovava in mano roba favolosa da ogni angolo del globo.
Frank Miller ci stava dando cosette come "Dark Knigth Returns", la sua prima run di Daredevil (e poi lo spettacolare "Born Again"), "Ronin" e "Elektra Assassin".
Gli inglesi (in particolare Alan Moore) avevano dato al mondo roba come "Watchmen", "V For Vendetta" e "Batman Killing Joke" e un mucchio di altra roba.
Gli italiani sconvolgevano il prodotto nazionale con Dylan Dog.
E in edicola trovavi ancora gli albi di "Frigidaire", un "Totem" che era ancora decente, "Comic Art", un "Corto Maltese" e via dicendo.

Quando hai dodici anni, le barricate ideologiche-culturali non sai manco da che parte stanno: leggi di tutto e sei in grado di farti piacere i prodotti più differenti.
E io quella roba la adoravo, tutta.
Senza alcuna distinzione.
Non mi fregava nulla se uno erano fumetto americano e l'altro un fumetto italiano.
La distinzione tra fumetto d'autore e fumetto popolare, mi lasciava del tutto indifferente.
Mainstream e Underground erano termini che manco conoscevo.

Per me quella era tutta roba buona e la si mangiava per come veniva.

Bei tempi.
Adesso, prima di leggere un fumetto, io non posso fare a meno di rapportarmi a quel fumetto tenendo conto di come è "schierato politicamente" (parlo della filosofia del lavoro/creatività, non della politica destra/sinistra).
Se non sta dalla mia parte della barricata, faccio fatica a guardarlo di buon occhio.

Se un fumetto ha scritto in copertina "Romanzo Grafico", io storco la bocca.
Se l'autore parla della creatività come di un genio bizzoso e indomabile che quando c'è lavori e quando non c'è, fai altro... io mi stranisco.
Se sento nominare troppe volte la parola "arte"... divento nervoso.
E via dicendo.

Ci ho messo un sacco di tempo a leggere Gipi e ho dovuto fare uno sforzo per farlo.
E adesso, dopo averli letti, penso che "Appunti per una storia di guerra" e "Hanno ritrovato la macchina" siano due fumetti bellissimi.
Mi sono divertito a leggerli e ho scoperto che non sono nemmeno troppo lontani dalla mia sensibilità, come invece temevo.
Credete che questo mi abbia insegnato qualcosa?
No.
Domani guarderò con uguale sospetto ogni fumetto che non appartenga "alla mia squadra".
E' un mio limite e una cosa di cui devo prendere atto.
Ma da qualche parte, c'è una pezzetto di me che è convinto che sia pure un punto di forza e un tipo di atteggiamento da tenermi ben stretto.

Mi piacerebbe avere ancora 12 anni e andare in edicola a comprarmi Tex, Corto Maltese, l'Uomo Ragno e Zanardi e poi tornare a casa e leggermeli tutti di fila, in balcone.
Mi piacerebbe un sacco ma non posso più farlo.

Non ho più un balcone.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

E lo Sconosciuto di Magnus su rivista? Il mio primo vero contatto con il cosiddetto fumetto d'autore fu un numero di orient express, a cui ero arrivato grazie alla pubblicità su Ken Parker. Penso fosse l'11 o il 12. Su quella rivista conobbi Lo Sconosciuto, in particolare L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara.
Fu un impatto fortissimo. La forza di quel segno, il modo di trattare un argomento così drammatico e mitico...
Ricordi un fumetto che ebbe per te un importanza/impatto analoga/o?
MicGin

RRobe ha detto...

Quelli che ricordo come "maggiormente dirompenti" furono il Ritorno del Cavaliere Oscuro letto su Corto Maltese, il numero 5 di Dylan ("Gli Uccisori") e il volume "Zanardi", pescato a caso in edicola solo perché mi piaceva la faccia di quel tipo con il naso a becco.

andrea ha detto...

forse è cambiato il modo in cui vedi le cose perchè adesso sei anche autore oltre che lettore

ottokin ha detto...

il mio primo impatto con qualcosa di "diverso" che mi ha segnato (se così si può dire) insomma l'imprinting di cui ho memoria fu con Pazienza su Comic Art, credevo fosse in terza media o il primo superiore, non ricordo bene, ma anch'io come Roberto compravo e mi facevo comprare di tutto, avevo iniziato a comprare Corto Maltese qualche anno prima perchè regalavano le mapppe stellari delle costellazioni e avevo fatto la raccolta, ma non mi rednevo benissimo conto di cosa mi piaceva e cosa no, solo con il Dark Knight mi resi davvero conto che le storie ptevano essere raccontante in modo diverso, anche quelle dei supereroi. All'epoca ero anche in fisso con Moebius e visto che mia madre aveva un libreria, aveo tutti i libri dellla Milano Libri (che ancora conservo come reliquia). Personalmente la mia barricata è la grafica e il disegno, trovo MOLTO MOLTO MOLTO difficile leggere una buona storia disegnata male (almeno secondo le mie idee), se devo farlo allora preferisco leggere un libro, per come la vedo io la mia barricata personale è sullo stile, per me il fumetto (under, over, mainstream ecc) deve essere ben disegnato (prima) e ben scritto (insieme), altrimenti se pecca in una o l'altra direzione, non riesco nemmeno a finirlo. Come quando gli americani fanno copertine spaziali, che le vedi e pensi WOW che figata e poi quando lo apri hai un albetto stampato su carta da culo e disegnato coon lo scalpello da un bambino di quarta elementare, non ci riesco, è più forte di me.

-harlock- ha detto...

Presi anch'io il volume di Zanardi in edicola (quello con la copertina viola in cui c'era la storia di apaz al cine che se le da' con Zanna) e fu uno shock totale.
Gli altri due fumetti che mi cambiarono la vita furono, sempre in quel periodo, il Superman di Byrne - ebbene sì - in allegato a Corto Maltese e ovviamente Watchmen, sempre serializzato come allegato centrale di CM.
E per il quale sono stato più di uan volta in procinto di dar fuoco alla Rizzoli, non tanto per la confezione (della quale al tempo non mi fregava nulla, mi bastava aver da leggere)quant oper la peridiocità a macchia di leopardo! Che nervosi...

Dario ha detto...

Eeeeh, grande annata il 1986, io ci sono nato e penso che in qualche modo tutta quella tempesta fumettistica mi abbia influenzato sin da quand'ero feto.

Rrobe posso chiederti una cosa, essendo tu grande fan del ritorno del cavaliere oscuro, cosa ne pensi del cavaliere oscuro colpisce ancora?
Non regge il confronto con il ritorno, ma a me è piaciuto abbastanza, penso di essere fra i pochi al mondo...

RRobe ha detto...

ROoba spinosissima il DK2.
Io lo adoro.
Adoro il fatto che sia una enorme presa per il culo.
Che Miller si sia divertito a prendere in giro in primo luogo se stesso e il mito del primo DK, in secondo luogo l'ediotre e alla fine anche i lettori.
Adora che la Varley abbia prso per il culo i coloristi al computr fatti con lo stampino.
Per me il DK2 non solo è pietra tombale dei supereroi, ma è pure una risata sbeffeggiante contro tutto e tutti.

Lollo ha detto...

Il DK2, per come la vedo io, è uno studio sul fumetto come ce ne sono pochi. E mi riferisco soprattutto al colore e alla "grafica", con giochi interessanti sulla de-costruzione del tempo di lettura, dell'impaginazione. Il contenuto, tutto sommato, l'ho amato di meno, ma perché rimastica l'epica e ne fa altro, parlando più al cervello che allo stomaco. Ce ne fossero, comunque di fumetti così...

Castigamatti ha detto...

Lorro mi trovi in completo disappunto con te sulla questione DK2. Mi spiace ma hai toppato, non e' nessuna scuola di fumetto su carta ma semplicemente la visione di un grande autore di un personaggio con tutte le sue molteplici sfaccettature...

Lollo ha detto...

@Castigamatti:
Il mio intervento, nella prima riga, contiene un "per come la vedo io". Benissimo, quindi, che chiunque - te compreso - possa non essere d'accordo. Ciao

Anonimo ha detto...

Ottokin, la tua riflessione è più che condivisibile. Ma io sono diversamente esigente. Per me la "barricata" è il contenuto, anche se non è espresso con il migliore degli stili.
Da una parte è la mia sensibilità soggettiva. Dall'altra cerco, per quanto possibile, di essere attento a tutto.
Il fumetto italiano ha ancora potenzialità incredibili, solo in parte sfruttate per una montagna di motivi, su cui prob potremmo convenire e scazzarci per settimane.

Ma per stare in tema, gli anni '80 hanno per noi riservato vere e propre iniziazioni per molti di noi.
Ma dobbiamo stare attento a non assolutizzare. Sicuramente, qua e là, ci sono sicuramente giovani e giovanissimi che proveranno le stesse cose con fumetti contemporanei. Solo che non si esprimono ancora, per ora... ;-)
MicGin

S3Keno ha detto...

Guarda, Michele... se da una parte con Paoletto/Ottokin mi sono schierato spesso (anche ai tavoli di una pub) con il discorso "artistico" dei fumetti riespetto a certe posizioni di Rrobe... dall'altro lato mi sono ritrovato anche con lui a NON condividere certe affermazioni del tipo "non leggo un fumetto se è brutto da vedere", e uno degli esempi più palesi in questo sesno è sempre stato il "Sandman" di Neil Gaiman, che lui non ha mai letto (e non vuole leggere) perchè "è disegnato male"... ma secondo me - in questo modo - si perde semplicemente un fumetto bellissimo.

RRobe ha detto...

A me i disegni di Sandman non dispiacciono... sono i testi che mi bloccano :asd:

S3Keno ha detto...

lo so bene, Robe'... infatti lo dicevo a Michele, anche perchè tu certe cose sui fumetti non le puoi capire... ah ah ah ;)

RRobe ha detto...

No, no... i copiaincolla di Shakespeare li capisco benissimo.

S3Keno ha detto...

ovvio che li capisci, per scrivere 96 pagine al mese non fate così anche voi sceneggiatori con film/libri/serial di genere?

RRobe ha detto...

Sceneggiatori: una faccia, una razza.

Anonimo ha detto...

l'esempio di sandman è azzecatissimo, Stefano. Non sempre il disegno è stato all'altezza dei testi.
E il vostro scambio di battute precedente è da antologia ;-)
MicGIn

brian-GraphiCat ha detto...

sandman è a perfezione incarnIta ( non incarnata) se non fosse che la perfezione non esiste e la storia del bello universale kantiano è una balla.

anche io ho delle barriere, l ultima si chiama bonelli, ma so che sono illogiche e mi precludono ottimi fumetti

dio come pesterei a sangue chi dice " non leggo questo fumetto perche' i disegni sono brutti"

ora potrei scriver 30 000 minchiate tanto mettendo i commenti in ritardo su post vecchi non si c..onsidera nessuno :-)