8.3.07

Tutta colpa dell'Eldorado



E’ tutta colpa dell’Eldorado.
I più giovani di voi nemmeno si ricorderanno di questo nome ma, per quelli nati tra il settanta e l’ottanta, l’Eldorado è uno di quei simboli che segnano la vita.
L’Eldorado era una marca di gelati, in seguito assorbita dall’Algida, che nelle stagioni comprese tra l’80 e l’87 regalò al mondo creazioni quali “Il Piedone” (un gelato al latte, rosa e a forma di piede), “Lo Squalo” (un ghiacciolo in grado di farti la lingua blu per una settimana) e naturalmente, il “Calippo”.
A mio avviso, il creatore del Calippo era un pedofilo stile Humbert Humbert, che smaniava dalla voglia di vedere giovani bambine alla prese con uno stecco rosa di 18 centimentri da succhiare.
Un genio.

Il Calippo negli anni ha rappresentato una forma d’imbarazzo costante.
Alcune ragazze non lo mangiano.
Altre ne sono fervide appassionate.
I ragazzi, di solito, lo evitano come la peste.
Se sei un adolescente maschio e ti peschi da frigorifero un Calippo, forse c’è qualcosa di te che ancora non sai e che magari non vuoi nemmeno sapere.

In spiaggia poi il Calippo è sempre stato una vera e propria ossessione.
Giovani sedicenni strizzate nei loro costumi che leccano quell’imbarazzante ghiacciolo, mentre gelide gocce carammellate scendono lungo il loro virginale volto.
Praticamente un porno, e non bisogna neanche scaricarselo con il mulo.

Ho sempre pensato che il Calippo rappresentasse un primo approccio con la materia: una specie di banco di prova per le future giovani donne alle prese con le loro prime esperienze orali.

Giulia, la mia prima ragazza, alla Eldorado doveva aver donato buona parte dei suoi risparmi.
Era una maestra nella materia, una virtuosista… una che aveva teorizzato l’esistenza di ventisette approcci diversi alla questione, tutti diversi l’uno dall’altro.

Non andai mai oltre il sesto e ancora oggi mi chiedo come fossero i successivi.
Ora Giulia è sposata e ritiene che il marito abbia diritto sul suo corpo solo dal collo in giù.
Ogni tanto mi riprometto di incontrarla di nuovo.

Claudia invece doveva essere una che il gelato lo mangiava solo in vaschetta.
Provai timidamente a chiedergli cosa ne pensava della faccenda, ma il suo occhio da Madre di Tutte le Donne Illibate, mi fece desistere dal proseguire oltre.
Tra noi non poteva durare.

Wanda era una di quelle che da bambina i ghiaccioli li mordeva.
Patii le pene dell’inferno con quella donna, poi mi lasciò per un maestro di tennis.
Non me la presi a male.

Alessia aveva il palato sottodimensionato ed era la felicità del suo dentista.
La colpa della fine della nostra storia si può ascrivere ala trascuratezza dei suoi genitori in materia odontoiatrica.

Bruna era una che chiacchierava mentre lo faceva.
Ti raccontava di tutto, dalla sua situazione universitaria ad i problemi dei ribelli del Chiapas.
Te la godevi e nel contempo ti facevi anche una cultura.
Arrivava a casa mia, mi faceva due coccole e poi, senza particolare preavviso, si serviva da sola.
All’inizio era favoloso ma poi cominciai ad avere l’impressione che lo faceva così... tanto per tenersi occupata.
Ne ebbi la conferma una sera in cui si mise a parlare di Berlusconi.
Ora io non ho idea di come voi la pensiate politicamente, ma Berlusconi e pompini mi sembrano due argomenti antitetici.

Poi c’era stata Alessia 2.
Bel pezzo di ragazza ma probabilmente aveva visto troppi film porno.
Giochi linguistici, evoluzioni acrobatiche, finali pirtotecnici... era la Yngwie Malmsteen del pompino.
Tutto molto bello, ma avevo la sensazione di essere lo spettatore di una recita personale a cui partecipavo per dovere di forma.

La lasciai quando conobbi Cristina.
Cristina da piccola non mangiava gelati confezionati, i genitori erano dei puristi del cono.
Adesso il suo gelato preferito è il Magnum e la cosa mi fa temere che presto o tardi mi mollerà per un nigeriano di due metri e venti.
Comunque sia, escludendo questo lieve disagio, le cose vanno alla grande sotto ogni punto di vista.
Non troppo, ma nemmeno troppo poco.
Ho provato a parlarle della mia teoria del Calippo, ma m’ha guardato come un vecchio pedofilo incallito e ho preferito lasciar cadere l’argomento.
La fuori è di nuovo estate e nuove orde di adolescenti s’avvicinano ingenue al mondo del sesso.
Rendiamo grazie al Signor Eldorado.