13.4.07

Bauer Rulla.


"L'internazionale" si mette a discutere sulla presunta apologia della tortura che "24" porta avanti.
Enoch riporta l'articolo e lo fa rimbalzare sul suo blog (lo trovate nella colonnina qui a fianco).
Letto l'articolo, mi viene il forte dubbio che quelli dell'Internazionale, parlino per sentito dire (e Enoch di conseguenza).
Se si segue la serie, è più che palese che la pratica della tortura cui spesso Jack è costretto a ricorrere, è solo una misura disperata in situazioni dove le opzioni sono "torturi un uomo e ne salvi cinque milioni oppure non lo torturi e lasci morire tutta quella gente". E Jack, comunque, paga conseguenze personali pesantissime per essersi caricato il peso di decisioni impossibili.
Come tutte le grandi serie televisive dell'ultimo periodo, anche "24" è una serie che basa la tensione narrativa sulle scelte morali più che sull'azione vera e propria e pone parecchi interrogativi interessanti sulla spinosa questione "sicurezza contro libertà".
In tempi di pacifismo terroristico portato avanti da attention-whore come Gino Strada, non è poco.
Se poi "24" lo si è visto veramente e non si è parlato (e scritto) per fare demagogia, si dovrebbe sapere che la serie è molte cose, ma di certo non filo-bushiana (anzi, basta vedere chi è il cattivaccio dalla terza stagione in poi per capire che è esattamente l'opposto...).