7.4.07

Between Heaven & Hell



Di ritorno.
Nei prossimi giorni avrò un sacco di cose che vi dirò e un sacco di cose che non potrò dirvi (per il momento).

Oggi mi sono fatto 6 ore di treno Intercity da Modena a Roma.
In piedi, stivato come un capo di bestiame (non di pregio) in mezzo a vari gradi d'umanità, con il cuore e la testa gonfi di progetti, idee e entusiasmo.
Guardando fuori del finestrino, poco prima di avere un mezzo collasso a causa di stanchezza, denutrizione e caldo, ho vissuto uno di quei momenti perfetti in cui la vita sembra avere un suo senso.

il corpo e la mente nel mio stato preferito: in movimento, andando da un punto ad un altro.
Il cielo grande e azzurro sulla pianura.
Il sole che illumina le coltivazioni e si riverbera nelle traversine del binario che corre parallelo al mio.
I Ray-Ban che donano al verde della campagna una sfumatura impossibile.
L'Ipod che sceglie, casualmente, proprio il pezzo giusto.

E per quei pochi minuti, io mi sono sentito invincibile e bellissimo.
Per un attimo sono stato T.N.T. pronta ad esplodere.
Per un attimo il sapore di bile che mi sento in bocca e gli oscuri presagi che esso rappresenta, sono spariti e sono stato libero.

Poi la canzone è finita, il treno ha imboccato una galleria e sono tornato a vivere l'esperienza del tonno in scatola.

Il momento perfetto è durato il tempo di una canzone di Zack Wylde.
Ma è valso il viaggio tra inferno e paradiso.