3.4.07

Dilemma.


Con il passare degli anni ci si conosce meglio e, come le scarpe vecchie, si cede nei punti critici e si diventa più accomodanti con se stessi.
E' una cosa che non mi piace.
Uno dei pochi principi che ho avuto la forza di rispettare è quello dell'onestà.
La fedeltà ideologica non mi appartiene, il coraggio è discutibile, la forza morale risibile, non me la cavo malissimo in tenacia, ma la sensibilità scarseggia e la rettitudine non è mai pervenuta... in compenso di onestà sono pieno fino al midollo.
Sono uno di quelli che crede, fermamente, che solo la verità ti rende libero e cerco di vedere sempre la verità in me stesso.
Riconosco i miei pregi e i miei difetti, conosco e stigmatizzo le mie piccolezze e le mie miserie, so dirmi bravo quando è il caso e so riconoscermi uno stronzo quando mi comporto come tale.
Riesco persino a dare il giusto nome ai sentimenti che provo... e questo non è poco quando si tratta di amore, invidia, disprezzo, pigrizia, indolenza, meschinità, lussuria, e via dicendo.
Questo non significa che io non dica falsità... solo che cerco di evitare di dirle a me stesso.
E se poi, una volta appurata la mia verità, non cambio di una virgola il mio atteggiamento... almeno lo faccio cosapevolmente.
Insomma, almeno sotto questo aspetto, non ho nulla di cui rimproverarmi.
Eppure... eppure oggi ho un dilemma che mi impedisce di prendere sonno e non riesco a trovare, dentro di me, la necessaria dose d'onestà per darmi una risposta.

Sarò mica diventato troppo vecchio per comprarmi un chiodo?