8.4.07

Il mali della continuity.


In Italia le serie televisive sono diventate una passione di massa solo di recente.
Oggi ho amici che si riempiono la bocca a parlare di the Shield quando, pochi anni fa, mi guardavano con sufficenza quando dicevo che la televisione americana stava vivendo un vero risorgimento e che era diventata, per molti versi, più interessante del cinema.
Quando però arriva la massa, di solito il fenomeno è già evaporato o si è trasformato in qualcosa d'altro.
E infatti, adesso che tutti di dichiarano "appassionati di serie tv", le serie tv stanno morendo.
Crollo dei spettatori per Lost, dubbi sul futuro di Battlestar Galactica, chiusura di serie molto apprezzate come I Soprano, crollo per la Casalinghe Disperate, grossi problemi per lo Scudo e compagnia cantante. Chiusure, tagli e ridimensionamenti un poco per tutti.
Gli esperti americani si stanno interrogando da mesi sulle ragioni di questa subitanea crisi e stanno facendo ipotesi di ogni genere: dal fatto che sempre più gente preferisce scaricare gli episodi dal mulo piuttosto che essere schiava del passaggio televisivo, ad un presunto crollo della qualità degli script, fino ad arrivare You Tube che è il nuovo "ammazzatv".
Tutte cazzate.
Il problema vero è che le serie televive americane "evolute", sono scritte da gente che ha perso di vista il pubblico e pensa che i suoi spettatori abbiano il loro stesso loro livello d'attenzione.
In pratica, si sono scordati una regola che in Via Buonarroti potrebbero spiegargli in due parole:
perdere un lettore/spettatore è facile, aquistarne uno è difficilissimo.

Saltare in corsa a bordo di Lost, è impossibile.
La serie non si riassume mai, i personaggi non si spiegano più di una volta per stagione, la continuty è talmente serrata che, se perdi una puntata, tanto vale mollare tutto e aspettare che esca su DVD o (se sei proprio determinato) scaricarti l'episodio.
In poche parole: Lost è una visione per spettatori hardcore che umilia e punisce lo spettatore casuale.
L'antitesi del prodotto "popolare", in poche parole.
E lo stesso vale per gran parte delle serie televisive attuali americane, con la sola eccezione di CSI, House MD (la cui situazione è talmente cristallizzata da non rapresentare un ostacolo per gli spettatori che salgono in corsa) e 24 (i cui episodi sono corredati da un monumentale riassunto iniziale). Tutte serie che, guardacaso, sono state le meno toccate dal crollo degli ascolti generale.

Le nuove serie americane sono scritte da nerd per i nerd.
E infatti a me piacciono tantissimo e riesco a seguirle senza problemi.
Ma mia madre Lost non lo guarda più perché ha perso un paio di puntate e ora non trova più il filo.
E a mia madre Lost piaceva TANTO.
Io stesso, se salto un episodio di una serie, la mollo e aspetto che esca il cofanetto in DVD... non ha senso seguire una storia che non si può godere pienamente.

Gli sceneggiatori americani hanno perso la formula della narrativa seriale e noi nerd plaudiamo alla cosa perché, ora, le serie sono proprio come le volevamo noi. Peccato che "noi" siamo una piccolissima porzione di pubblico e che "loro" siano il pubblico di massa che sta cominciando ad averne le palle piene di serie televisive i cui singoli episodi non riescono più a stare in piedi con le loro sole forze.

L'esempio del crollo degli ascolti delle serie televisive americane dovrebbe essere da monito a tutti quelli che si stanno impegnando nel fare narrativa seriale.
C'è un giusto equilibrio per tutto e se è vero che le serie cristallizzate hanno fatto il loro tempo, è pure vero che non possiamo continuare a fare prodotti per una sempre più ristretta cerchia di appassionati credendo che essa rappresenti tutti quanti.
E se pensate che stia parlando anche di Joh Doe... è vero.

31 commenti:

dario dp ha detto...

È anche vero però che tra le nuove serie che sono spuntate e che io personalmente sto seguendo ci sono più serial a basso livello di continuity che ad alto.
E sono serie tutte fatte (più o meno) bene.

Il nuovissimo Raines con Jeff Goldburn, The Dresden Files (serie fantasy con Paul Blackthorne il 'cattivo' di 24 3^giorno) Shark con James Woods (il pilot è stato firmato da Spike Lee) ma anche Bones, che nella seconda stagione è impreziosita da dialoghi eccezionali (migliori di quelli della prima stagione), Criminal Minds e il già citato Dr House MD e CSI.

Sempre tra quelli che seguo invece solo Lost (che seguo per abitudine, ma mi ha rotto da tempo) e lo splendido Heroes sono ad alto livello di continuity.

Qsjesus ha detto...

secondo me non è del tutto vero quello che dici. cioè siamo in un periodo storico e, come + giuto, la gente guarda quello per cui questo periodo storico è più predisposto.

ogni decennio, o generazione, ha il suo film simbolo penso agli anni 70 con star trek la serie classica, molto meno interessante di The next generation, ma di certo al + vista rispetto alla totalità degli spettatori. oppure la fine 70 con quelle serie semi poliziesche con bellocci che parevano derivati dagli hippy, hazard i chips super car, o gli anni 90 con X Files ed oggi con CSI.
in effetti credo che CSI abbia fatto molta più presa sul pubblico che non Lost o House, 3 serie sorelle in trasmissione inseme non lo ricordoper nessuna, come la chiamano oggi, fiction.

certo l'avvento di mille canali tv ha spinto a distribuire le idee su troppi canali e su molte serie, spesso con risultati scadenti, per me lost ha perso di interessa a metà della prima serie, e la continuity conta poco, alla fien finirà che non avrà detto nulla.

Credo che le idee vadano valutate in ogni caso, una continuity illogica è uno sperpero, meglio giocarsi tutto sulla lunghezza della singola stagione, oppure basare le idee, darle forma e puntare alla lunga, ma restare ghiacciati e non prendere il pubblico per i fondelli ...

bone ovA =)

Acidshampoo ha detto...

Aspetta però... Nip/Tuck non è in crisi, almeno non quanto a cifre. Ogni sua stagione, negli USA, ha avuto più ascolti della precedente e gli ottimi risultati della quarta serie hanno portato la FX a decidere che la quinta sarà di ben 22 episodi (invece dei 13/16/15/15 delle stagioni precedenti).
Piuttosto, sono curioso, anche se non so se l'hai già vista tutta: che te ne è parso di questa quarta serie?

E ti consiglio Dexter (della Showtime), dove il protagonista è di giorno un patologo forense esperto in omicidi seriali, ma di notte è lui stesso un serial-killer. Forse la miglior serie che abbia esordito in questa stagione, dove invece hanno chiuso i battenti due serie bellissime come Sleeper Cell e Rome.

RRobe ha detto...

Con calma: io non sto dicendo che le serie sono brutt.
Dico che non sono pensate per un pubblico di massa. Esattamente come tanti fumetti seriali, scritti e pensati per lettori hardcore.
Poi, io, mi diverto ancora a vedere le varie Lost e compagnia cantanti, ma i dati parlano: gli ascolti sono crollati.
Non solo di Lost, ma in generale.

RRobe ha detto...

p.s.
Si, Nip/Tuck regge ancora.

RRobe ha detto...

p.p.s.
NLa quarta stagione però, non l'ho ancora vista.
Ho perso alcune puntate della terza e ora aspetto i DVD.
Come volevasi dimostrare.

dario dp ha detto...

sì, però, come ho detto, accanto a quelle hardcore ce ne sono tante (e molte tra le nuove mi pare) che hanno bassi livelli di continuity

Guido ha detto...

Fortuna ch sono nerd!
Ho appena finito la terza serie di galactica e dovrò aspettare l'autunno per il film di congiunzione con la quarta. Ha avuto un calo per il semplice motivo che è stata annacquata per fare la quarta quando invece doveva concludersi.
Intanto vado avanti con la terza di lost e di house! :P

cOMIFAB ha detto...

Concordo su tutta la linea,
le serie così impostate rendono impossibile saltare a bordo a metà tragitto, per questo solo ora stò guardando la prima di Lost (che non mi appasiona neanche) per i motivi che hai detto tu ho adorato le prime 2 di 24...

Ed è così che riesco a vedere senza problemi qualche sporadico episodio di DrHouse o Grey's Anatomy con la mia ragazza (è un medico asd) senza doverla sommergere di domande...

IL GABBRIO ha detto...

essendo uno spettatore medio, concordo pienamente su quello che dici riguardo le serie televisive: certi treni in corsa sono impossibili da prendere e, dato che non molto spesso il pubblico medio risulta essere ostinato, ecco che quelle serie perdono telespettatori, uno dopo l'altro...personalmente, Lost la metto in testa, o compro i dvd o sguinzaglio il mulo!
Riguardo JD credo che il discorso sia diverso, o meglio, è lo stesso, ma decisamente temperato.
Lo ammetto, ho iniziato a leggerlo da quando frequento il corso di sceneggiaturra. Ho sì sentito il peso della continuity, ma questo non mi ha impedito di apprezzare l'impegno che sta dietro a delle storie che si reggono in piedi da sole...quindi, da lettore medio (spero per poco) vorrei rassicurarti su questo.
ad esempio, ho dato l'ultimo numero ad un mio amico che non ha mai letto JD...e gli è piaciuto molto, sicuramente prenderà il prossimo...
Dal canto mio, ho ordinato in fumetteria tutti i numeri di JD...ma non perchè sia una continuity, l'ho fatto anche con Dylan Dog (era il '93 quando ho preso il mio primo numero)...
Quindi, tornando a bomba, il discorso è semplice...istituire un centro controllo nerd!

Starsky ha detto...

In parte condivido quello che scrivi. E' vero che in alcuni casi una continuity fitta necessita di riassunti o episodi studiati per acchiappare nuovi lettori. Il difetto che hai evidenziato esiste tutto.
Ma è anche vero che alcune delle serie che hai citato hanno dei limiti emersi nel tempo.
Per esempio Lost alla fine della prima serie non ha fornito nemmeno uno straccio di indizio. E' logico quindi aspettarsi che qualche spettatore deluso dica "vabbè sommeranno misteri all'infinito senza preoccuparsi delle spiegazioni pur di tenerci sulle spine". Analogo discorso per The shield. Vic tentenna all'inifinito tra il buon padre, il poliziotto che prova pena per i disgraziati e il bastardo criminale. Mirabile quando prende i solidi della mafia armena e poi li vede bruciare in una caldaia (tipo film comico di Fantozzi).
Tutto questo per mantenere all'infinito lo status quo: i vari protagonisti non possono diventare dei ricchi criminali che fanno il salto definitivo.
In un certo senso è molto più onesto JD.

E sempre a proposito di JD, non credo che sia la continuity il motivo per cui (pur vendendo bene) non vende come certi campioni di incassi.
Ti faccio una domanda: il venduto del numero 1 era una cifra Bonelli che poi si è ridotta?
Oppure il potenziale pubblico Bonelli, è stato diffidente fin dalle prime battute?

RRobe ha detto...

Il differenziamento è stato sin dall'inizio.
JD ha venduto infinitamente meno di un albo Bonelli.
Un aspetto positivo c'è:
JD perde pochissimi lettori al mese.
Però, come tutte le testate in edicola, ne perde.
E non ne trova di nuovi (o, se arrivano, sono in numero inferiore a quelli che mollano).
E la continuity serrata è concausa di questo.

Quadrilatero ha detto...

Essere un briciolo nerd aiuta molto a seguire certe serie tv... e confesso che farei carte false per vedere una continuity alla lost su testate come dampyr.
JD lo seguo dal primo numero in edicola, quindi non so come sia il prodotto agli occhi dei lettori occasionali. Seguendo il tuo ragionamento, a occhio mi sembrerebbe un prodotto da puro nerd aficionado e decisamente non adatto alla lettura casuale. Il numero in edicola ne è un esempio lampante: pochi riuscirebbero a capire qualcosa dei rimandi agli altri numeri, ai personaggi presenti o a quelli solo citati.
JD a me piace perché devo seguirlo da nerd, con attenzione. È un effetto naturale che qualcuno molli e pochi inizino.
Vorresti mica dire che ora vuoi fare un JD meno nerdoso? Non sarebbe rischioso?

RRobe ha detto...

Il prodotto è nato così e così, più o meno resta (con qualche aggiustamnto), però è una cosa da tenere in conto per il futuro.

Guido ha detto...

Io devo ammettere che sono salito in corsa senza nessunissimo problema...
anzi... ho avuto la sfiga di comprare il 24 come primo numero e quando ho recuperato la prima stagione me la sono goduta lo stesso un sacco! :P
Ma ripeto... sono nerd e non faccio testo! :D

Giokant ha detto...

The Sopranos non finisce per un crollo di spettatori.
Anzi gli spettatori dalla 3a stagione ad adesso sono aumentati. The Sopranos chiude per volonta di David Chase (il creatore/scrittore della serie) e di Gandolfini che gia' voleva smettere con la Stagione 5.

Tra l'altro, qui trovi un bell'articolo su The Sopranos.

http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/sopranos/sopranos/sopranos.html

Per il resto sono d'accordo con te.

spada ha detto...

quoto quadrilatero quando dice che fatica a percepire JD con gli occhi del lettore occasionale, perchè anch'io sono salito sul treno piuttosto presto e non l'ho più lasciato..
una cosa è certa.. aspetto sempre con una certa impazienza il nuovo numero ed è una cosa che non mi capita spesso.. giusto per gli Ultimates di Millar o per Strangers in Paradise, quando si degnano di pubblicarlo..
a proposito.. cosa ne pensi di Strangers?
Da assoluto profano, mi sembra che sia un interessante termine di paragone per uno sceneggiatore..

Hytok ha detto...

Anch'io sono salito in corsa, abbastanza presto però, col 5, e poi ho recuperato tutto.

@spada: anche a me piace molto SiP, lo trovo il più bel fumetto seriale che leggo, insieme a John Doe e Spider-Man Collection (sì, quello anni '60-'70).

Anonimo ha detto...

Forse stanno morendo solo le serie basate sull' "effetto shock", smorzato il quale subentra prima l'assuefazione e poi la noia.
E.R. va avanti da più di dieci anni, per esempio, e probabilmente ha già un ricambio generazionale di spettatori, così come Law & Order. Poi ogni serie ha una sua storia, la sua sorte dipende anche dal momento in cui esce e dalla controprogrammazione della concorrenza. Altre serie, come Roma, sono semplicemente brutte in partenza, basate su un distorto "teorema Sopranos" per cui basta mettere personaggi bastardi e poi tutto è risolto. Come brutta era la prematuramente defunta Over There, a dimostrazione che anche un genio come Bochco può "toppare", è umano.
Anonimo Andrea

Starsky ha detto...


Il prodotto è nato così e così, più o meno resta (con qualche aggiustamnto), però è una cosa da tenere in conto per il futuro.

Il discorso che faccio riguarda proprio la partenza. Secondo me esiste una massa di lettori di fumetti italiani, che non conoscono JD. Lettori che non avete catturato fin dall'inizio.
Ok, la continuity eccessiva può limitare l'accesso, ma è importante anche beccare i lettori fin dal numero 1.
La verità è che JD è un fumetto molto divertente con un sacco di qualità, ma tantissimi potenziali lettori, che comprano fumetti nello stesso formato, non erano presenti quandi si trattava di provare il prodotto. Secondo me l'Eura dovrebbe cercare di capire il perché di questa cosa.

Thomas Magnum ha detto...

Episodi autoconclusivi e storia di fondo che avanza di un 4-5 passi al massimo ogni stagione. Bellisario e Larson con Magnum P.I. ma non vale, io sono decisamente parziale.
Per il resto..20 secondi di riassunto e: "this happened in the last episodes...and now...Heroes continues..."
E hanno mandato in fissa uno che legge tutti i fumetti del mondo tranne i supereroi.

comiz ha detto...

io invece sono salito subito sul treno di JD ma alla lunga mi ha allontanato, non chiedetemi perché, una volta lo leggevo con grandissimo piacere era una bella novità, ora occasionalmente lo recupero e comunque ci metto una vita a leggerlo, non mi piglia più. peccato.

S3Keno ha detto...

>"Oggi ho amici che si riempiono la bocca a parlare di The Shield quando, pochi anni fa, mi guardavano con sufficenza quando dicevo che la televisione americana stava vivendo un vero risorgimento e che era diventata, per molti versi, più interessante del cinema"...

• Purtroppo (o per fortuna, visto che cmq rientro tra gli "amici", yeah) SO che in questo preciso passaggio ti riferivi a me.
E anche se ora tu volessi o dovessi negarlo, SO che è così.
Beh, questi amici quale il sottoscritto amano "The Shield" perchè è un bel serial poliziesco crudo a molto molto street oriented, non perchè in generale sia "appassionato di serie TV" (sempre per citare le tue parole, anche se in questo caso non erano rivolte a me, ma a tutti, per dire che è assai di moda).
D'altro canto, senza bisogno di giocare troppo con le parole, per quanto mi riguarda NON ho MAI avuto nulla da ridire circa questo presunto "risorgimento" della televisione amerikana che sostenevi/profetizzavi, ma casomai ti guardavo "con sufficenza" di fronte al singolo caso (come definire Buffy un "capolavoro", tanto per citare l'episodio della cena in pizzeria al Napoli Comicon dell'anno scorso, ricordi?).
E nonostante continui a pensare di non dover meritare una laurea se ho seguito "Starsky & Hutch" negli anni '70 e "Miami Vice" negli anni '80 (come dire che le buone cose vengono fuori da sole, che non ci vogliono scienziati per farci notare che sono valide)... su tutto il resto - da esperto quale sei (dico davvero) - hai molte ragioni.

Hytok ha detto...

ti guardavo "con sufficenza" di fronte al singolo caso (come definire Buffy un "capolavoro"

Cosa che decisamente è...

S3Keno ha detto...

Cosa che decisamente NON E', caro Hytok...

"Buffy", che ho seguito a lungo, è BUON intrattenimento, di quelli di serie A, ma così come lo possono essere gli X-Men di Grant Morrison, per dirne una. Nulla di più e nulla di meno.

Io posso adorare The Shield, Nip/Tuck o Heroes (per dirne uno di gran voga) e credo siano OTTIMI serial, ma continuo a pensare che il termine "capolavoro" sia da utilizzare per ben altre cose, stando attenti a non svalutarlo mai (utlizzindaolo troppo).

RRobe ha detto...

*ccato che Buffy, sia un capolavoro.
E senza Buffy, certe cose in televisone non arebbero mai state sdoganate.

Hytok ha detto...

Gli X-Men di Morrison sono ottimo intrattenimento, DareDevil di Miller è un capolavoro; Nip/Tuck è ottimo intrattenimento, Buffy è un capolavoro (per le innovazioni a cui accennava RRobe, per i molteplici livelli di lettura, per essere diventta un'icona pop forse seconda solo a Star Trek, nella storia dei serial tv).

Poi, sono pareri.

S3Keno ha detto...

>"Senza Buffy, certe cose in televisone non arebbero mai state sdoganate"...
• Vero, ma non bisogna confondere INNOVAZIONE con capolavoro. Il fatto di aver "sdoganato" qualcos'altro a venire ha altri meriti (o altri demeriti), altrimenti sarebbe come come dire che il primo reality show della storia è un "capolavoro" perchè ha cambiato modo di fare televisione, no?

Se una serie (sia essa un telefilm che un fumetto) porta un modo nuovo di fare quella determinata cosa nel proprio genere, non ne fa autenticamente un capolavoro, casomai un capostipite.

>"Gli X-Men di Morrison sono ottimo intrattenimento, DareDevil di Miller è un capolavoro"...
• No, anche DareDevil di Miller è ottimo intrattenimento; il primo Dark Knight o Watchmen sono capolavori.

>"Nip/Tuck è ottimo intrattenimento, Buffy è un capolavoro (per le innovazioni a cui accennava RRobe, per i molteplici livelli di lettura, per essere diventta un'icona pop forse seconda solo a Star Trek, nella storia dei serial tv)"...
• idem come sopra: innovazione non vuol dire capolavoro, icone pop lo erano anche i Take That(tanto per fare un nome) e anche questa definizione non equivale a capolavoro...

ma comincio a pensare che, forse, è il parametro alla base che è diverso, nel senso che diamo due significati proprio differenti a quel termine; io, per esempio, lo uso moooOOOooolto di rado... mentre Roberto, per esempio, lo usa una cifra di volte...

RRobe ha detto...

CChe noia Stefano.
Dopo una quasi vent'anni, sarebbe ora di dare un rinfrescata al personaggio, no?
Vuoi dire altre banalità su di me?

S3Keno ha detto...

o, hai ragione, non qui ;)

Jimmy ha detto...

"le serie tv stanno morendo".8 anni dopo, fresco di fargo e true detective, posso dire che avevi torto.
però avevi anche ragione: quel tipo di serie di cui parlavi, alla lost, sono davvero morte o morenti: infatti la prima stagione di fargo (autoconclusiva) ha 10 episodi, la prima di true detective (autoconclusiva anch'essa) ne ha 8.
breaking bad è fra le poche a tenere ancora alta la bandiera delle serie 'lunghe', pur avendo, per ogni stagione, la metà degli episodi di una serie 'classica'.
quindi, quasi 8 anni fa, avevi ragione e torto.