1.4.07

Napoli Ground Zero -parte seconda-


Con il passare dei mesi, il legame tra i Troglo milanesi e la scena romana si intensifica.
Le fiere diventano un momento di riunione.
Si pensano cose, si chiacchiera, si cazzeggia.
Si stringe un patto non dichiarato di mutuo soccorso e collaborazione.
Cajelli e Bertelè scrivono e disegnano un numero del "Massacratore", io e Bartoli scriviamo un numero a testa del "Capitan Italia" di Walter Venturi e via di questo passo.
Ci si ospita vicendevolmente e vicendevolmente ci si sostiene o ci sfotte brutalmente.
E' un bel periodo e cominciamo a pensare di unire le nostre forze per fare qualcosa di più grosso.
Quando arrivano gli "Spaghetti Manga" della Comic Art, io non ho dubbi nel cercare in Bertelè un aiuto per un lavoro impossibile (120 pagine al mese) e lo trovo. Intanto anche Leomacs è tornato a far parte del "giro" e proprio con gli "Spaghetti Manga" torna in maniera stabile al tavolo da disegno (si ritrova a inchiostrare il lavoro di Fabrizio Spinelli, un valido disegnatore e amico di Lorenzo).

Gli "Spaghetti Manga" fanno la fine che fanno (e che si meritano) ma io e Bartoli ormai siamo una coppia lavorativa rodata.
Lorenzo mi propone di fare qualcosa insieme per l'Eura.
Lui ci lavora già da qualche tempo (con Massimo Carnevale) e vorrebbe alzare ulteriormente il tiro.
E allora pensiamo a una maxi-serie che possa contenere molte storie diverse, unite da una ambientazione comune e da un comune spirito di fondo.
Decidiamo che è la volta di fare un fumetto ambientato in Italia.
Decidiamo di ambientarlo in un futuro prossimo, per evitare rogne con l'Eura (che, in qualche misura, è spaventata dall'attualità nazionale).
Decidiamo (con non poca superficialità) di ambientarlo a Napoli, noi che non siamo napoletani e che di Napoli non sappiamo quasi un cazzo.

Buttiamo giù qualche idea per le varie serie che dovranno comporre questo affresco.
Io tiro fuori un cow-boy giocattolo, rimasuglio di un parco a tema andato alla malora ("Piombo").
Poi una poliziotta di colore che lavora sotto copertura ("Stella").
Poi una serie con dei barboni come protagonisti e ambientata in una discarica ("Spazzatura").

Lorenzo mi cuce addosso un personaggio perfetto con cui io posso dare sfogo alle mie fisse dell'epoca (Jason Pearson, Adam Warren, John Woo):
"Figlia di un pizzaiolo e di una assassina ninja, lei combatte per il bene con le stesse armi del male lei è ASIA!"
Poi sviluppa un'idea intorno a un paio di strani investigatori ("Jack e Jecko" un robot e una lucertola), una cosa incentrata su dei cartoni animati deviati ("Plastica"), un supereroe ("Spigola Mascherata"), un genio del male ("Malamente") e una specie di profeta cyberpunk ("Bancolotto").

Quello che ci manca sono i disegnatori.
Io propongo di pescare da quell'infinito serbatoio di validi disegnatori che il mercato indipendente ci offre e che io sto imparando a conoscere bene.
Lorenzo accetta entusiasta e aggiunge alla mia lista qualche nome che conosce lui.
Luca Rossi, Luca Bertelè, Fabrizio Spinelli, Leomacs, Stefano Piccoli, Alessandro DiPaolo, Cristiano Cucina, salgono a bordo da subito, altri verranno.

Andiamo in Eura e presentiamo la nostra ideona.
Le tavole che ho preparato sono vergognose ma a Loss (il direttore artistico dell'Eura di allora) piacciono.
Siamo in ballo e adesso balliamo.

3 commenti:

Riccardo Torti ha detto...

A una vecchissima edizione di Expocartoon credo anche di aver comprato un tuo "spaghetto manga"...sensa sapere minimamente chi fossi...tralascio i commenti dell'epoca :P

Bapho ha detto...

Malamente era un figo.

Manga-Man ha detto...

io i tuoi numeri di "PUGNO" li ho comprati da te Roberto, mi ricordo benissimo

certo sono passati secoli...