4.4.07

Vampire del cazzo.


In genere sono donne.
I genere sono convinte di avere la verità in tasca e che il paziente che si trovano davanti è un idiota che mai, prima di allora, ha avuto a che fare con un ago.
In genere non sentono una sola parola di quello che gli dici e ti trattano come un bambino di due anni.
Ora... io ho delle vene delle braccia incasinate.
Ho fatto una tale quantità di prelievi e trasfusioni, messo una tale quantità di flebo, agocanule, butterfly e via dicendo... che beccare la vena giusta non è una cosa semplice.
Ma se ti dico che le vene del braccio sinistro sono più difficili e che non conviene farmi il prelievo nell'incavo del braccio (dove, oltretutto, fa più male e il segno rimane per più giorni), ma più in basso, a metà del braccio vero e proprio., dove le mie vene funzionano... ma perché non mi devi stare a sentire?
Perché devi guardarmi con un sorriso acondiscendente e poi fregartene il cazzo di quello che ti ho detto?
Questa mattina mi ci sono messo di punta: ho spiegato tutto all'analista, come faccio di solito.
Lei mi ha sorriso, annuendo e non sentendo una parola, esattamente come fanno di solito.

Primo buco.
A vuoto.
Secondo buco.
A vuoto.
Terzo buco.
A vuoto.

"Adesso mi stai a sentire, stronza?"
"Ma lei mica mi si può rivolgere in questa maniera, sa?"
Certo che posso, danata vacca ebete in camice bianco, il braccio è il mio e adesso fai il prelievo dove ti dico, porcaputtana!
Alla fine, al quarto tentativo, infilando l'ago esattamente dove le indicavo e tenendo una smorfia di disapprovazione sul volto per tutto il tempo, la stronza ce l'ha fatta e io me ne sono andato vittorioso.
A cinque metri dal laboratorio analisi mi son sentito male ma questo è un'altro discorso.

Viva le infermiere, gli infermieri e i paramedici, cazzo.
Almeno loro sono gente che, in linea generale, sanno fare il loro lavoro perché lo fanno tutti i giorni, con frequenza, su pazienti di ogni tipo e certe volte in situazioni davvero difficili.
E capita pure che, ogni tanto, ti stiano a sentire.

Dio come mi girano le palle.