8.5.07

4


Anche il mio quarto Diabolik è andato.
Il primo senza la supervisione diretta di Tito.
Il primo nato da una mia idea (poi largamente rielaborata dall'Astorina).
Il primo che mi ha fatto davvero sudare.

Scrivere Diabolik è una di quelle cose che non diventano più facili con il tempo, anzi.
Più lo si scrive e più si cerca di cerca di diventare essenziali e, nel contempo, di riuscire a far passare il maggior numero di informazioni nel minor numero di vignette e baloon possibili.
Gli "spiegoni" sono la bestia nera che attende ogni sceneggiatore di Diabolik alla fine del tunnel. L'unica maniera di sconfiggerli è riducendone le dimensioni, distribuendo informazioni e spiegazioni con il dipanarsi della storia e non solo alla sua conclusione.
Sotto questo punto di vista, questo quarto Diabolik è quello che mi soddisfa di più ma è anche quello che è stato più difficile da completare a causa di una situazione narrariva di quelle davvero toste (un assedio con ostaggi) e qualche casino personale.
Spero che il lavoro venga apprezzato anche a dispetto del fatto che Diabolik non appare quasi mai in abiti "da lavoro" (cosa che, in genere, ai lettori di Diabolik piace poco).
Comunque sia... è finito.
Ora mi getto di nuovo a testa bassa su Dylan Dog e John Doe. E quell'altra roba nuova. E quell'altra ancora. E God Of War 2, ovviamente.