26.5.07

Detective Dante


Tempo di bilanci anche per Detective Dante.
E qui le cose si fanno spinose perchè se è facile parlare di prodotti di buon successo come JD o Garrett, discorso diverso è analizzare un prodotto che invece un successo non è stato.

Sorvoliamo sui problemi di stampa dell'ultimo numero e andiamo direttamente al sodo, prendendo in esame la miniserie nella sua interezza.

Non è un segreto per nessuno che quando io e Lorenzo abbiamo messo in cantiere DeDa, avevamo l'ambizione di realizzare un prodotto molto più di largo consumo rispetto a JD e non è un segreto per nessuno che le cose non sono andate come speravamo.
I perché di questo fallimento, sono molteplici.

In primo luogo c'è stato l'errore di fondo: io e Lorenzo ci siamo messi in testa di fare qualcosa che non era, esattamente, nelle nostre corde. L'idea era di fare un prodotto che seguisse in maniera più fedele i canoni del fumetto popolare italiano ma una cosa del genere la fai bene quando la senti davvero e quando non la vivi come una sorta di restrizione.
E quindi Dante è partito con il freno a mano tirato. Ha scontentato i "nostri" lettori, quelli che ci seguivano su JD e ha scontentato il resto del pubblico che si è trovata davanti un prodotto non pienamente sincero nella sua volontà di popolare.
Tanto è vero che, una volta che abbiamo capito che il nostro obiettivo primario (raggiungere un pubblico più vasto) era sfumato e ci siamo messi a scrivere per come ci andava, le cose sono migliorate.

Un altro problema è stata la grafica.
Volevamo fare un fumetto mainstream e gli abbiamo dato una confezione da sterile giochino intellettuale, con una grafica pulp, gli strilli in copertina e via dicendo.
Un errore che abbiamo pagato due volte: la prima volta nel deludente risultato di vendite, la seconda nell'aver poi dovuto accettare il fatto che la grafica ci venisse tolta di mano e stravolta senza la possibilità di intervenire.

Infine il problema è stato mio.
Le modifiche volute dall'Eura nella parte redazionale, del copertinista e della grafica, mi hanno fatto allontanare dal progetto. Questo significa che ho smesso di seguirne i disegnatori e sono stato latitante per quasi tutta la seconda cantica per poi tornare (sostanzialmente solo in veste di sceneggiatore e senza curare nessun altro aspetto) sulla terza. Lorenzo si è trovato a gestire molto del lavoro da solo e Dante ha sicuramente patito la mia distrazione e di questo non posso che predermene la responsabilità.

Ma, nonostante tutto, Dante non è stato poi così male.
Non ha fatto perdere soldi alla casa editrice.
Ha dato modo ad aluni disegnatori di maturare (penso in particolare a Dell'Edera e a Pontrelli) e ad altri di esplodere (tipo Walter Venturi).
Ha alcuni episodi che trovo davvero buoni (sia miei che di Lorenzo).
Nel complesso racconta una bella storia, molto strutturata e relativamente inedita nel contesto in cui è stata pubblicata.

Personalmente il lavoro fatto nella terza cantica, in special modo, è venuto fuori esattamente come lo volevo: folle, estremo, sopra le righe e senza compromessi. Qualcuno ha detto che si vede che mi sono divertito a scriverla e che è sempre un male quando uno sceneggiatore si diverte troppo. Probabilmente questo qualcuno ha ragione ma dubito che mi capiterà mai più di poter lavorare con la stessa libertà che ho avuto negli ultimi numeri di DeDa, quindi... sono contento di essermene in qualche maniera approfittato.

Ora è tempo di mettere Henry Dante in un cassetto e andare avanti.

9 commenti:

Antares ha detto...

Robbè, a me DeDa è piaciuto!!!

Slum ha detto...

La prima cantica prometteva bene. Un fumetto italiano sulla polizia che prendesse qualche elemnto torbido da The Shield e compagnia bella. Sbirri cazzuti, alcuni corrotti, non tutto rose e fiori. Un Nick Raider più estremo. Poi un pò si svacca nell'ultimo episodio con lui che sclera e va in manicomio.
2a cantica: uscito dal manicomio ritorna tutto ad essere uguale solo che ora anzichè lavorare per la polizia è privato. Questo suo essere Hard Boiled e allo stesso tempo classico, crea un ibrido non troppo riusciuto. E come grafica dell'albo si sono ragiunti i livelli minimi. Nemmeno Demon Hunter.
3a cantica: è veramente estrema, sballata, con una violenza grottesca e gratuita che non si era mai vista nei fumetti bonellidi. E' tutta una pallottola, uno sgozzamento e un tripudio di sangue. La sua forza sta in questo suo essere così fuori dagli schemi. 8 numeri veramente inusuali per le nostre edicole. Un fumetto di violenza. Ma era così fuori target o c'è posto per un personaggio del genere? Si potrà mai fare un fumetto stile Punisher in Italia. Per ora ci siamo andati vicini con DDante.

Luigi ha detto...

Ho comprato il primo numero per vincere la noia della fila al Carrefour. Lessi la prima pagina e pensai: "Cazzo!". È stato un bel viaggio, indipendentemente dai problemi editoriali, che, ovviamente, il pubblico finale ignora alla grande (credevo davvero la volevate cambiare tu e Lorenzo la grafica di copertina). Gli ultimi numeri di DeDa con i rayban m'hanno fatto pensare a Ranxerox!!
Hai firmato un altro bel lavoro, questo solo conta...
E buona fortuna per l'imminente viaggio...

BiRuZ ha detto...

C'è stato un momento in cui avevo deciso di mollare, soprattutto a casa di quell'obrobrio di grafica del Purgatorio. Ma lo spirito del collezionista e la fiducia verso gli autori mi hanno convinto a continuare e, a conti fatti, ho fatto benissimo.
Dal 12°/13° gli albi sono uno meglio dell'altro, un crescendo rossiniano che mi ha stregato e scombussolato. Non avrà avuto un successo editoriale da ricordare, ma il Personaggio c'è e c'è stato.
Un grande appaluso.

empty_mirror ha detto...

Mah,io ho letto una decina di numeri di detective Dante.La prima cantica non era malvagia,ma ero stato un pò infastidito dal fatto che fosse molto presente la tematica "snuff movie",tra l'altro gia abbondantemente affrontata su John Doe qualche mese prima.La seconda cantica mi era piaciuta di più,ma purtroppo dove vivo io,ad Hard Rock Cafè,avevo problemi a trovare anche una sola copia del fumetto,quando usciva.Della terza cantica ho letto solo l'ultimo numero e quindi non posso parlare.Mi sarebbe piaciuto poterlo leggere tutto.Fortunatamente con John Doe non ho il problema di reperire la mia copia:ho stipulato un insano patto di sangue con il mio edicolante,che me ne mette da parte sempre una :)

giampietro ha detto...

è stato un progetto fallimentare fin dall'inizio. quello che frega gli autori è la citazione spinta e fare le cantiche alla rovescia non è certo na gran novità.un personaggio che imita Sin City e imitarlo bene ci vuol più che un mucchio di pallottole.anche la moglie immaginaria che fa tanto coniglio Harwey. Mah, forse il pubblico non è ancora pronto a questo e forse un prodotto più curato avrebbe avuto più successo.
io sono "l detrattore n°1 del Rrobbe" e mi piacciono i bei fumetti, questo poteva diventarlo.

RRobe ha detto...

Sarà pure citazionismo... ma ne avessi azzeccato mezzo di referente :asd:

p.s.
hint: Max Payne e True Romance.

-logan- ha detto...

a me è piaciuto molto il fumetto, un pò meno la seconda stagione, che cmq è ben sopra la sufficenza, e moltissimo le altre 2

Marte ha detto...

gran bel fumetto, non lamentarti troppo