10.5.07

Rigiro dal sito di Medda.



Il link diretto lo trovate nella colonnina qui di fianco.



Nel 2007 il parco divertimenti di Gardaland cambia proprietario. La nuova proprietà è l’inglese Merlin, e una delle prime decisioni che prende è eliminare l’albo a fumetti sulla mascotte di Gardaland, il draghetto Prezzemolo.
Non che il personaggio non riscuota l’apprezzamento del pubblico - la sua serie animata su Italia 1 è arrivata alla terza replica - ma, ahimé, il medium fumetto è reputato dalla nuova dirigenza “obsoleto”.

Prezzemolo chiude dopo dieci anni di pubblicazioni. Su internet, nei forum fumettistici, la notizia non desta un centesimo dell’indignazione che susciterebbe un refuso su un albo di Alan Moore. Anzi, diciamo che scivola via praticamente inosservata, nonostante l’accorato appello di Lorenzo De Pretto, autore di Prezzemolo con Giuseppe Ferrario, sul sito AF News.

A quanto pare, al di fuori del regno fatato di Gardaland Prezzemolo non esiste. Non esiste nonostante una tiratura di 35.000 copie a numero, e nonostante la testata si regga sul lavoro di più di una trentina di autori.

Poco importa che Prezzemolo sia a tutti gli effetti un albo a fumetti confezionato con tutti i crismi della professionalità. Per il pubblico dei superappassionati di fumetti, quelli che danno vita a forum e newsgroup in Rete, Prezzemolo ha la consistenza di un fantasma: una entità misteriosa che forse esiste, forse no, e in ogni caso non fa parte della nostra dimensione.

Perché? Il primo motivo che viene in mente è che - anche se a volte non si direbbe - il fandom è un mondo di adulti, e Prezzemolo è pensato per un pubblico infantile.
E intendiamoci, per un adulto non leggere Prezzemolo è più che legittimo. Non lo leggo neanch’io, in effetti. Ma sospetto che tutta questa indifferenza per il draghetto di Gardaland non sia una semplice questione di età anagrafica, e forse nemmeno di gusti estetici.

La mia sensazione è che Prezzemolo sia rimosso perché suscita nei fumettofili “duri & puri” (compresi quelli che scrivono su siti con ambizioni enciclopediche) sensazioni spiacevoli, e deve espiare le sue colpe.

Quali sono queste colpe? Semplice. Prezzemolo è un personaggio company owned, nato e realizzato su commissione, per scopi meramente commerciali. In principio non era neanche il personaggio di un fumetto, era un marchio. Quindi, non cambierà la storia del medium. Non diventerà un oggetto di culto generazionale. Non nobiliterà gli scaffali di nessuna libreria come potrebbe fare un volume di Sandman o di Corto Maltese. Nessuna delle sue storie porterà gli autori sul podio a Lucca o al Comicon, né sarà ristampata da Einaudi accanto alle opere di Pratt, Magnus, Pazienza.

La colpa di Prezzemolo è ricordare che il lavoro degli autori del fumetto non è quello favoleggiato in Rete, avvolto da una mitologia di bassa lega di derivazione rockettara, fatta di compiaciute dichiarazioni di intenti e di sparate provocatorie.

Prezzemolo ricorda oltraggiosamente all’appassionato/aspirante autore che il lavoro dell’autore di fumetti è spesso e prima di tutto - chi l’avrebbe mai detto? - un lavoro.

Un lavoro oscuro, lontano dai riflettori. Soggetto a numerose limitazioni nei contenuti e nella grafica. E, diciamo la verità, non esattamente ben pagato.

Meglio cacciare il fantasma, allora. Meglio rimuoverlo. A tutti i livelli. Meglio far finta che l’unica gavetta possibile per un aspirante autore sia quella dell’autoproduzione, sempre nobile ipso facto, perché scaturita da creatività genuina, dalla “passione”; una creatività libera dai vincoli del lurido, bieco “mercato”. E soprattutto - ma questo non si dice a voce alta - libera dal confronto con la professionalità.

Scrive Lorenzo De Pretto, comprensibilmente amareggiato: Non abbiamo mai detto “Non parlate mai di noi (autori, ndr)”. Piuttosto, lo ammetto, abbiamo pensato “Ma perché non parlano mai di Prezzemolo?”. In undici anni di edicola ci sarebbero stati più utili dei consigli e qualche incoraggiamento (visto che facevamo pubblicare anche tanti giovani autori) piuttosto che la totale indifferenza, che non è mai costruttiva.

E già. Perché occupare prezioso spazio web per recensire un albo di Prezzemolo? A chi interessa sapere chi lo scrive e chi lo disegna? Ovviamente, un volume di Wolverine offre maggiori appigli all’approfondimento critico (“Son of a bitch... SNIKT!”), così come l’intervista all’ultimo giovane eroe dell’autoproduzione (“I miei modelli sono Alan Moore e Jiro Taniguchi/ ormai la qualità di Dylan Dog è calata/ Il futuro è in Francia”, etc. etc.).

Comunque sia, per fortuna non è sempre vero che l’indifferenza uccide. Prezzemolo continua a vivere al di fuori del fumetto, nei cartoni animati e negli altri progetti che lo riguardano.

E rimane uno spazio anche per tentare di salvare la pubblicazione. Il sito non ufficiale di Gardaland ha promosso una petizione on line su petition on line, all’indirizzo

http://www.PetitionOnline.com/prezzy1/

Io l'ho firmata. Fatelo anche voi.
***


Per saperne di più c'è il sito non ufficiale di Gardaland, che dedica ampio spazio a Prezzemolo: http://www.gardalandtribe.com/


Nonostante la diretta punzecchiatura, quoto e sottoscrivo.

27 commenti:

Michele ha detto...

Sono il primo a cospargermi il capo di cenere.
Il ragionamento non fa una grinza.
Dirò di più: sarebbe stato un sogno lavorare su "Prezzemolo"! Ogni tanto ci ho pensato. Davvero. Anche se non l'ho mai letto.

ROB101 ha detto...

quello che mi fa pensare oltre il fatto che prezzemolo non se lo filava nessuno e che la simpaticissima nuova dirigenza di gardaland reputa il medium fumetto "obsoleto"
il prezzemolo dovrebbero ficcarselo nel ....
cosa vuole questa per il futuro, bambini infelici senza fumetti?

Hytok ha detto...

Il livore di Medda verso il fandom internet rende insopportabili anche le cause giuste da lui sostenute.

Anonimo ha detto...

Io sono quasi sempre d'accordo sulle sparate di Medda al fandom italiano (che sotto sotto disprezzo vieppiù), quindi sottoscrivo anche io. Tra l'altro c'è una frase troppo bella nella sua intervista a scuola di fumetto, che vi riporto perchè è esilarante:

"Il modo di leggere fumetti oggi mi sembra quello con cui si ascoltavano i cantautori negli anni '70: un modo da fans, cioè da fanatici. Come se ci si aspettasse non so quale Verbo, come se ogni uscita a fumetti debba essere il Capolavoro. C'è la sindrome dell'Alto Livello Qualitativo. Sto cominciando a sognarmelo di notte, l'A.L.Q.: mi manca il fiato, dalla mia bocca escono delle bolle, sto affogando, e una voce dice: "Guardate... è sceso sotto il Livello Qualitativo!". Annaspo per riemergere, ma qualcuno mi mette il piede sulla testa e mi tiene sotto, e mi accorgo che è Alan Moore. Mi aggrappo alla sua barba e lo tiro sotto con me... e poi mi sveglio."
-Brendon

alessandro ha detto...

A me pare che la sparata sia decisamente fuori bersaglio.

Prezzemolo ricorda oltraggiosamente all’appassionato/aspirante autore che il lavoro dell’autore di fumetti è spesso e prima di tutto - chi l’avrebbe mai detto? - un lavoro.
Un lavoro oscuro, lontano dai riflettori. Soggetto a numerose limitazioni nei contenuti e nella grafica. E, diciamo la verità, non esattamente ben pagato.


E quindi in che cosa si differenzierebbe dallo scrivere/disegnare storie per altre testate famose?
Ci saranno meno limitazioni nel lavorare a tex o a diabolik che a prezzemolo?
Ne dubito.

Secondo me Medda aveva detto l'ipotesi giusta subito: il fandom è mediamente adulto e prezzemolo era pensato per i bambini.
Allo stesso modo, in rete si parla nulla di una rivista storica come "il giornalino" (il fandom è pure ateo?).

Come ho già detto su Ayaaaak, teorizzare la grande congiura del silenzio dei nerd mi pare francamente eccessivo.
Io me la prenderei di più con chi ha deciso di chiudere la testata...

a.

Anonimo ha detto...

Più che altro a me che Prezzemolo ha chiuso non me ne frega veramente un cazzo.
Idem di quell'uomo di Medda.

foolys ha detto...

questi simpatici anonimi...chissà quale grande vittoria personale dopo una frase del genere, eh? sarai andato a dormire felice e sorridente? hehe

Qsjesus ha detto...

con tutto il rispetto che ho per ogni singolo lavoratore, ma non bastano dei personaggi caratterizzari, dei disegni, del colore e dei baloon per fare un fumetto.

mi è capitato quell'oggetto tra le mani e l'ho trovato molto più simile ad un catalogo di MondoConvenienza che non un qualsiasi fumetto, anche per bambini ...
(sempre se tale definizione ha senso)

Anonimo ha detto...

Eh è un peccato. Adesso che la pubblicazione chiude sì che gli diamo attenzione.

Chissà i pianti e i dispiaceri quando chiuderà Lupo Alberto!

Tutto e sempre col senno di poi, ovviamente.

Starsky ha detto...

Ragionamento interessante e condivisibile. Esprimo anche la mia solidarietà a tutti quei fumettisti che contavano su prezzemolo per portare la pagnotta a casa.

Ho avuto un solo dubbio quando Medda ha scritto:
"La colpa di Prezzemolo è ricordare che il lavoro degli autori del fumetto non è quello favoleggiato in Rete, avvolto da una mitologia di bassa lega di derivazione rockettara, fatta di compiaciute dichiarazioni di intenti e di sparate provocatorie. "

E il dubbio era che si riferisse a questo blog. Poi ripensandoci, visto che qui abbiamo uno scrittore metallaro, che ama le provocazioni intelligenti mirate a far riflettere in modo costruttivo, mi sono tranquillizzato. E poi i due usano anche lo stesso dopobarba Dylan Dog, quindi non avrebbe senso. O no? :)

RRobe ha detto...

Infatti credo che vi stiate soffermando sull'aspetto sbagliato dell'intervento di Medda.
Che lui usi i toni che usa è nell'ordine del suo personaggio e mi sta bene.
Il punto però è che se una fabbrica, da un giorno all'altro, venisse chiusa senza nessuna ragione e tutti i suoi operai oicenziati, qualcuno lo noterebbe e magari direbbe anche qualcosa.
In questo caso non è successo... e non è che Medda si stia lamentando che non ne hanno parlato i quotidiani, si lamenta (per me giustamente) che non se ne sia parlato nemmeno sui siti web, che rappresentano l'unico spazio di segnalazione e approfondimento, in ambito fumettistico.

Anonimo ha detto...

ricordiamoci che Lorenzo Bartoli ha iniziato su Tiramolla...
e, su Prezzemolo, ci ha lavorato Giuliano Piccininno che, come autore umoristico, è molto meglio del Piccininno che conosciamo su Dampyr (di lui sono sicuro, ma ho il ragionevole dubbio che non sia stato l'unico autore di un certo livello a collaborarvi: non a caso, la copertina riprodotta nel post di Roberto è di Cavazzano).
E poi: ho letto Ferrario? quello di JUSTIN per la Image?
la chiusura di Prezzemolo, da lettore, non mi tocca più di tanto -devo averlo sfogliato solo un paio di volte, leggiucchiando qua e là- ma, da appassionato, mi dispiace sempre vedere la chiusura di una testata.
soprattutto quando è il segno dell'abbandono del campo dei fumetti da parte di un editore.
ci sono autori che avrebbero -oppure no: chi lo sa?- potuto crescere e diventare realtà interessanti che, oggi, si ritrovano senza lavoro.
ci sono potenziali lettori -tutti i visitatori di Gardaland- che avranno un'occasione in meno di avvicinarsi al fumetto.

p.s.: ogni "attacco" al fandom fumettistico su internet è bene accetto, e non può fare che del bene.

ro-mario

Guglie ha detto...

Prezzemolo...ricordo che lo disegnava un mio caro amico che oggi e' Bonelli: Giuliano Piccininno...credo disegni dampyr.

Comunque il buon Prezzemolo non si trovava solo a Gardland...perche' se a qualcuno e' capitato di Volare Alitalia con un bambino, fino a qualche tempo fa, si sara' accorto che la linea di bandiara aveva fatto un accaordo di giochi e giornaletto per i piu' piccoli proprio con l'italico draghetto.

La notizia anche da un punto di vista marketing mi suona strana

Gigi ha detto...

Di Prezzemolo non me ne frega un cazzo.
Se ci tiene, Medda può iscriversi ai forum e aprire delle discussioni sulla chiusura di Prezzemolo.

Io non ne voglio sapere di buttare via tempo per firmare una petizione proposta in quel modo.

LoSpazioBianco ha detto...

Da una parte è condivisibile l'amarezza per la chiusura di una testata. Dispiace per gli autori, che spero trovino nuove strade. Certo che di aziende ne chiudono continuamente, di fabbriche in fallimento io solo qua in zona ne conosco diverse, a parte i dipendenti, i sindacati e i conoscenti non è che ci siano sollevazioni popolari. Succede, si spera si creino nuovi spazi, anche se una cosa è il fallimento una la chiusura imposta dall'alto. Beh, un sindacato fumettistico esiste, anche se molti autori lo schifano. Il fatto che qualche autore abbia fatto il salto da Prezzemolo a Bonelli & co. è incoraggiante in questo senso.

Detto ciò, fare articoli così è molto facile. Si potrebbero prendere decine di esempi, centinaia di esempi, dal fumetto al cinema, di argomenti poco trattati (e anche il quantificare il poco sarebbe interessante) e imbastirci sopra un'ipotesi di complotto tirando nel mucchio pere, mele, banane e caffé (<- dotta citazione), unito a un certo vittimismo generico diretto a spruzzo. Si potrebbe pure aggiungere un "si stava meglio quando si stava peggio" e si chiude il cerchio.

Ettore

Gigi ha detto...

"sul sito AF News (...) Il futuro è in Francia"

Oui, è in Francia.

Fabio... ha detto...

Sarà che non frequento le edicole, sarà che son fuori target, ma io prezzemolo l'ho visto solo tra le "mura" di Gardaland...
E pensavo fosse a distribuzione gratuita per i frequentatori del parco a tema...

Ma c'è da dire che io è dalle scuole medie che non leggo più neanche disney...

Guido ha detto...

Sottoscrivo Lospaziobianco,
Non concordo assolutamente per tutta questa indignazione, pur essendo uno che nell'ambito dei videogiochi e degli FX ha molti colleghi che hanno lavorato per il videogioco di prezzemolo.
Ci sono millemila prodotti che per un motivo o per l'altro vengono accantonati e ne fanno nascere di nuovi, certo dipiace sempre ma il mondo andrà avanti e si faranno cose nuove.
Tutto questo cordoglio mi sembra eccessivo.
Spero che chi ci lavorava trovi presto altre strade.

Guido

sergio gerasi ha detto...

ma è vero che dentro il pupazzone di Prezzemolo, a Gardaland, c'è Mauro Repetto (il biondo dei primi 883, quello che ballava) ???

LoSpazioBianco ha detto...

>ma è vero che dentro il pupazzone di
>Prezzemolo, a Gardaland, c'è Mauro
>Repetto (il biondo dei primi 883,
>quello che ballava) ???

Sarebbe bellissimo e sarei disposto ad andare a fare sit-in a Gardaland per sostenera la causa di questo caso umano! :P

Ettore

numboo ha detto...

[i]ma è vero che dentro il pupazzone di Prezzemolo, a Gardaland, c'è Mauro Repetto (il biondo dei primi 883, quello che ballava) ???[/i]

no, leggenda vuole che facesse pippo a eurodisney (ed effettivamente si è trasferito a Parigi). comunque ci sono fior di siti sul caso umano Mauro Repetto

dario ha detto...

ma medda è stato picchiato da dei nerd per caso? no perchè leggendo tutti i suoi editoriali l'impressione è quella...

Starsky ha detto...

@ sergio gerasi
Da quello che so l'ex socio di Pezzali in passato ha vestiti i panni dei personaggi Disney (e non quelli di gardaland).
In base ad un'intervista per il Tgcom di qualche un annetto fa, oggi è il responsabile degli eventi speciali del parco Disneyland francese e anche il direttore di una ditta di design e decorazione dove lavora assieme alla moglie.

@ ettore
Quando chiude una rivista, e dei fumettisti perdono il lavoro dispiace.
Però andrebbero ascoltate anche le motivazioni della proprietà. In questo senso, sarebbe interessante sapere quale era il margine di pareggio della rivista e quali erano i costi.

LoSpazioBianco ha detto...

@Starsky
Giustissima osservazione quella sul costo della rivista (e strano che Roberto, che sul bisogno di pareggio dei fumetti batte molto, non lo abbia messo in rilievo...).

T_PAAMAYIM_NEKUDOTAYIM ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
T_PAAMAYIM_NEKUDOTAYIM ha detto...

scusate se riciclo considerazioni scritte altrove, ma l'ora e' tarda e domani mattina mi sveglio presto per andare al salone del libro (e probabilmente mortificarmi per torino comics):

il discorso di medda e' che prezzemolo non riceva la solidarieta' degli appassionati perche' per questi e' il simbolo di un fumetto nel quale non si riconosco... puo' essere

ma potrebbe anche essere, cosa che io spero, che semplicemente prezzemolo non riceva solidarieta' perche' non esiste nessuna comunita' di appassionati di fumetti che si sente rappresentante di un'enclave culturale da salvaguardare: se cosi' fosse vorrebbe dire che il fumetto e' un linguaggio e un prodotto come qualsiasi altro, in cui c'e' spazio per certi tipi di espressioni e professionalita', cosi' come per altri, e che chi legge fumetti lo fa per il gradimento della lettura di questo o quel titolo, e chi si mobilita' a favore di una realta' editoriale lo fa per interesse verso quella precisa realta'. tutto questo sarebbe segno di una cultura del fumetto che gode di quell'emancipazione la cui mancanza e' tanto lamentata: significherebbe per il fumetto avere le stesse caratteristiche sociali degli altri linguaggi, nella pratica, e non in emblematiche sporadiche occasioni di primato culturale sbandierate a titolo dimostrativo

personalmente, non conoscendo prezzemolo e quindi non avendo interesse e motivo di mobilitarmi per la salvaguardia della pubblicazione, posso solo fare considerazioni generali su di una realta' produttiva in attivo che viene chiusa per ragioni di marketing e esprimere le mie preoccupazioni in merito al destino di chi vi lavora e allo sbocco mancato di chi avrebbe potuto lavorarci, ma queste sono cose che non riguardano il fumetto, e per le quali si spera non ci sia aspettativa di sensibilita' solo da parte degli appassionati di fumetto (cosi' come non credo che solo perche' si tratti di un fumetto gli appassionati debbano fare fronte comune al di la' delle personali posizioni in merito)

Anonimo ha detto...

il discorso è molto semplice.

non è figo parlare di prezzemolo.

quindi non se ne parla.

è figo parlare della lista della spesa di un qualsiasi autore vertigo.
o di un francese autorale.
e allora se ne parla.

tutto qui.

alessandro bottero