5.5.07

Seconda Stagione

Ho un amico che dice che uno sceneggiatore non si giudica da come apre una storia ma da come la chiude.
Se è così, questo mese sarà un vero banco di prova per me, visto che si chiude la seconda stagione di John Doe, si conclude l'avventura di Detective Dante e trova la sua conclusione la storia di Garrett.
E' tempo di bilanci, insomma.

Cominciamo con JD.
Se quattro anni fa mi avessero detto che mi sarei ritrovato nello stato d'animo in cui sono oggi, non ci avrei creduto.
Oggi è finalmente uscito JD 48 anche a Roma.
Mi sono svegliato presto e sono sceso in edicola a comprarlo e me lo sono riletto.
Mi piacerebbe dire che ho i lucciconi agli occhi per il piacere di vedere un lungo viaggio che ha trovato una felice conclusione nel trionfo degli splendidi disegni di Matteo Cremona, ma non è così. I lucciconi ce li ho ma sono per la rabbia repressa. Se avete letto l'albo, saprete di cosa parlo. Se non lo avete letto... pazienza. Anni fa dissi che non era bello vedere la gente che sputa nel piatto in cui mangia e lo credo ancora.
Passiamo oltre.
Parliamo del maggior pregio e del maggior difetto di questa seconda stagione.
E' un discorso facile da fare perché si racchiude in una sola parola: continuity.
JD 25-48 è nobilitato e afflitto da una continuità narrativa serratissima. Da una parte questo ci ha permesso di creare una trama complessa e ricca di sfumature, dall'altro, le singole storie sono state indebolite e il lettore ha percepito ogni nostra disgressione rispetto alla trama "verticale" come un momento di passaggio non importante e un dilungare il brodo. Il che è un peccato perché molte di quelle storie di "alleggerimento" in realtà sono storie a cui tenevamo parecchio.

Sul fronte disegni, invece... nulla da dire. la seconda stagione di JD è migliore della prima e di parecchio.
I disegnatori che già si erano messi in luce nei primi 24 numeri, sono cresciuti e maturati (penso a Gianflice in particolare, ma anche alla Barletta o a Fortunato). Quelli che hanno esordito nella seconda, hanno fatto un lavoro egregio e molto solido (in particolar modo Cremona e Dell'Edera). Dispiace solo di aver "perso" per strada Riccardo Burchielli (emigrato artisticamente negli states) e Walter Venturi (che nella seconda stagione si è dedicato solo alle chine e alle rifiniture di due albi, visti i suoi impegni in Bonelli e su Detective Dante).
Caso a parte poi per Maurizio Rosenzweig, per me uno dei migliori autori italiani in genere, che non solo ha portato avanti la sua ricerca grafica ma ha anche esordito come sceneggiatore in un fumetto seriale da edicola.
Qualche sbavatura c'è stata, inutile negarlo, ma in misura minore rispetto alla prima stagione.
Se nei primi 24 numeri ci sono almeno quattro o cinque albi, miei o di Lorenzo, che mi convicono poco (per soggetto, storia o disegni), in questa seconda corsa me ne vengono in mente giusto un paio. Forse tre.
Cosa resta da aggiungere?
Che le copertine sono, a mio modo di vedere ancor più belle di quelle viste nella prima stagione ma che l'attenzione sulla grafica (interna e esterna) è diminuta e alcuni problemi congeniti che ci portiamo avanti sin dal primo numero (refusi, stampa e dettagli vari) sono ancora presenti.
JD, lo strano caso editoriale di un fumetto che vende relativamente poco ma che non perde lettori, continua.
Vediamo cosa succederà con l'impatto della terza stagione.

Ora scusatemi, vado ad amareggiarmi.