2.5.07

XL, NaziPop, Hello Kitty e progettualità.


Al Comicon si è svolta una bella conferenza con il gruppo di XL a presentare il loro nuovo progetto che vedrà presto la luce sulle pagine del mensile di Repubblica.
Il progetto si chiama "IUC" (Italian Undreground Comics... ma se è "italian", perché l'acronimo è in inglese?) e vedrà la partecipazione di tutti quegli autori colorati, fortemente grafici e squisitamente folli che già da molto tempo trovano spazio sulle pagine di XL.

La conferenza è stata a dir poco animata, grazie all'intervento di Igort che ha accusato quelli di XL (nella figura di Luca Valtorta, David Vecchiato e Luca Raffaelli) di portare avanti un fumetto privo di progettualità e nazi-pop.
Luca Valtorta ha parlato di XL come di una vetrina, David Vecchiato ha portato avanti il discorso dell'avanguardia artistica, Raffaelli ha cercato di mitigare, Toffolo ha provato a tenere il piede in due staffe, cercando di non scontentare nessuno dei suoi due datori di lavoro (Igort e XL, appunto) e via dicendo.
In poche parole, il discorso si è scaldato parecchio: raramente mi è capitato di vedere Luca Raffaelli paonazzo o Igort inalberato al punto di alzarsi in piedi, prendere il microfono e puntualizzare con forza le sue parole.

Sui meriti della discussione, non voglio entrare più di quanto abbia fatto nella conferenza stessa (potevo esimermi?).
Ho ascoltato con attenzione le parole di David Vecchiato a proposito di "IUC" e, per me, il suo progetto ha la stessa valenza di "Hello Kitty" (prodotto di merchandise privo di contenuto e origine ma bello a vedersi e "catchy") ma questo non significa che non lo trovi interessante, solamente che per me non è fumetto, è altro.
Del resto, capisco anche la posizione e di Valtorta (che deve difendere l'operato di una rivista generalista che fa capo a un gigantesco gruppo editoriale) ma anche quella di Igort (che, per sua formazione culturale, non può prescindere da un certo tipo di progettualità che per lui deve essere alla base di qualsiasi cosa).

Detto questo, quello che mi preme sottolineare è che in questo periodo il nostro settore è in fermento, sia dal punto di vista commerciale, sia da quello culturale.

Il fumetto nazional popolare si piglia a male parole con il fumetto elitario, il fumetto seriale incrocia i guantoni con quello non seriale, l'avanguardia artistica tira calci negli stinchi dell'avanguardia letteraria, gli opposti si attraggono e si respingono e dal loro incontro e scontro, nascono cose nuove.
Da qui a un anno, ci saranno un mucchio di fumetti nuovi e di ogni genere.
E questo è bene.

Che si dia fuoco a questi maledetti nani.
E' tempo di rischiarare le tenebre con il fuoco di mille falò.
Chissà che qualche sperduto viandante non venga attirato delle nostre fiamme (non è un caso che la conferenza di XL sia stata la conferenza con il maggior numero di spettatori a cui mi sia capitato di partecipare).