4.6.07

Divinità del Metallo (e della pioggia)


Il Gods non mi ama.
Non c'è stata un'edizione di questo festival che ho visto in condizione decenti.
E se non si tratta di me (per questioni di salute o di equilibrio mentale), allora si tratta del tempo: e infatti quest'anno, nella giornata di sabato (l'unica data a cui ho assistito) è venuto giù un diluvio quasi ininterrotto.
"L'uomo forte ama sentire la natura sulla pelle.
L'uomo saggio usa l'ombrello."

Io, che non sono un uomo vero e manco uno saggio, detesto bagnarmi ma non porto l'ombrello.
Risultato: il mio nomadismo ha già avuto uno stop, causa febbrone a quaranta. Sfrutterò il tempo di recupero per scrivere di più, visto che ho alcuni disegnatori che mi vogliono morto (giustamente).

Ma torniamo a parlare del Gods.
Siamo arrivtati in concomitanza con l'inizio del set dei Tigertailz, uno di quei gruppetti glam/metal degli anni '80 che non ce l'hanno mai fatta. Visti dal vivo, è ancora più chiaro il perché.
Poi è stato il turno dei White Lion. Li conoscevo solo di nome ma devo dire che non sono stati fastidiosi, anzi... sul finire mi sono anche divertito.
Poi è iniziato a piovere.
Il che ci stava benissimo perché era il turno dei Thin Lizzy e sembrava di essere davvero a un festival rock di Dublino. Pioggia, fango e ottimo rock.
La formazione attuale dei Thin Lizzy è una specie di cover band tenuta in piedi dall'amore per lil gruppo del cantante/chitarrista John Sykes e che ha il solo Scott Gorham come reduce della formazione originale... eppure... eppure è stato un set splendido. Divertente e divertito, suonato da dio e con tanto cuore. Forse il momento migliore di questa giornata.
Dopo i Thin Lizzy è stata la volta degli Scorpions. Una manica di vecchiarelli che ha suonato molto bene e in maniera molto carica. Non ho mai amato questa band quindi non posso dire di essermi esaltato troppo... però non hanno suonato Wind Of Change e solo per questo li ho amati.
A seguire, la vera sorpresa della giornata: i Velvet Revolver.
Sinceramente, di questo supergruppo formato da tre quinti di Guns n'Roses (Slash, Duff e Sorum), dal cantante dei Stone Temple Pilots e dal chitarrista dei Wasted Youth, io potevo farne a meno. Il loro primo album mi era parso una brutta accozzaglia di cose che non stavano insieme in nessuna maniera e non mi aspettavo nulla da questo set... e imvece mi sono dovuto ricredere.
Sarà che Slash, dal vivo, fa la sua porca figura.
Sarà che Scott Weiland, a suo modo, è un buon frontman e ha una bella voce (quando gli gira di tirarla fuori).
Sarà che hanno fatto tre ottime cover dei Guns (migliori di qualsiasi cosa fatta in il concerto dei "Guns" ufficiali di Axel che ho visto l'anno scorso)... sarà che durante il loro set non pioveva... ma c'è poco da fare, mi sono piaciuti tanto. Non così tant da andarmi a risentire il loro primo album, sia chiaro... ma abbastanza da comprare il secondo (in uscita a breve).
E per concludere, sotto una pioggia da collera divina... i Motley Crue.
Lo spettacolo portato in scena non è quello che ho visto due anni fa in quel di Bologna (che faceva parte del tour "White, Red & Crue"), questo significa niente nani in fiamme, niente ballerine lesbiche e niente trapezziste. Peccato. Ma quello che conta è la musica, no?
Ecco, la musica...
Se da una parte i nuovi arrangiamenti sono più incisivi, metallici e cattivi e Mick, Tommy e Nikky pestano come si deve, quello che delude è Vince Neil che, da vecchia volpe, fa cantare metà del concerto al pubblico per mascherare la sua mancanza di voce.
Tutto sommato, non una tragedia... ma tenendo conto che il set dura poco (pochi pezzi e suonati tutti in maniera piuttosto furiosa), che piove, che Tommy si deprime quando si rende conto che nelle prime file ci sono solo uomini e quindi non aziona la sua "tits camera" e che io ho visto i Motley in una forma migliore e più spettacolare, ecco... tenendo conto di tutto qusto, posso dire che il concerto dei Crue è stata la parte èpiù deludente della giornata. Dopo la pioggia, ovviamente.

Ora vi lascio che mi vado a infilare sotto le pezze calde.
Ma che fine ha fatto quel giovane baldanzoso di una volta?
Ah, già... non è mai esistito.

John Sykes e i Thin Lizzy in versione "legacy".

Io e Farinelli.


Slash.
Oh, non credevo... ma a vederlo dal vivo mi sono emozionato.


Con la contemporanea presenza dei Motley e di tre componenti dei Guns, il Gods di quest'anno pullulava di poser (le cui raffinate cotonature sono state annichilite dalla pioggia scrosciante). La ragazza di questa foto però, aveva davvero una marcia in più: una messa in piega anni '80 davvero perfetta e non parodistica, lineamenti alla Lita Ford, il trucco, i dettagli, l'atteggiamento (sembrava davvero essere appena uscita da un film di John Hughes)... e quella la cravatta rosa fluo portata a maniera di bandana!!!


Il mio nuovo stile "nato il 4 luglio" non mi ha aiutato a sopportare 12 ore di pioggia battente.

7 commenti:

alex- ha detto...

Mi sta venendo una strizza pazzesca per il 30, ho paura e tremo.

QSJesus ha detto...

il mio punto di vista è nel mio blog, anche alcune photo.

buona lettura :P

RRobe ha detto...

Se non abiliti il profilo, non posso raggiungerlo :(

Anonimo ha detto...

Ti sei divertito, comunque? :-)

QSJesus ha detto...

abilitato ... :/

Marco S ha detto...

Tigertailz? Ma allora sarei venuto di corsa! "I got a baby, she's a love bomb baby, love bomb baby, gotta blew me away..."

rae ha detto...

l uomo forte rrobe, l uomo forte