27.6.07

Se dio esistesse, l'inferno sarebbe vuoto...


C'è un vecchio encefalitico al "Sesto L" del Gemelli che ogni notte urla:
"Questa è l'anticamera dell'inferno"

Quel vecchio ha torto. Il Sesto L non è l'anticamera di un cazzo. E' l'inferno fatto e finito.

La storia è presto detta: nuovo problema sanitario, nuovo reparto in cui infilarmi.
Addio Sesto N, che già mi sembravi tanto orribile con le tue stanze da due letti, un bagno per ogni camera e almeno 3 infermieri per turno a governare un reparto di una trentina di malati.
Benvenuto Sesto L, con la tue camerate da tre o sei letti (a me è andata bene, ero in una stanza "solamente" da tre), con due soli bagni in comune per oltre sessanta letti in un reparto che ospita anche malati infettivi e con soli due infermieri per turno, stanchi, disperati e (ovviamente) bruschi quando non sgarbati.

Al Sesto L, un letto è rimasto fermo in mezzo ad un corridoio per due giorni. La ragione per cui il letto era in mezzo al corridoio è che c'era morto qualcuno di infetto e quel letto andava portato a essere sterilizzato, ma se lo erano scordati. Su quel letto si sono seduti visitatori e altri malati per 48 ore filate.

Al Sesto L, in sette giorni che ci sono stato ricoverato, sono morte quattro persone.
Una è morta nel sonno e gli infermieri se ne sono accorti solo la mattina.

Al Sesto L, se suoni il campanello per chiamare un infermiere... nell'ottanta per cento dei casi, non viene nessuno.
L'infermiere te lo devi andar a cercare e se sei un vecchio che non si può alzare del letto, devi sperare che qualcuno lo vada a chiamare per te.
Oppure urli. Per tutta la notte.

Al Sesto L c'è un vecchio, un mostro che sembra uscito da Sin City o 300, che gira in camicione, con il culo nudo e con i sacchetti del drenaggio tenuti in una busta di plastica stretta nella mano. E' pazzo.

Al Sesto L c'è una vecchina, la moglie di un tipo ricoverato, che dorme per terra. Sotto il lavandino della camerata.

Era da più di vent'anni che non mi capitava di vedere un reparto del genere.
Per sette giorni sono stato in un ospedale che farebbe vergognare l'Africa e mi toccherà tornarci perché i dottori sono più che competenti e (sembrano) sapere quello che fanno.

Però il Gemelli spende centinaia di migliaia di Euro per costruire una specie di portico sulla sua facciata, per far cambiare le violette ogni mese e per rinfrescare una volta ogni sei mesi la sala per le conferenze stampa. Metti il caso che Ratzinger ci ripensi o che Veltroni si senta di nuovo male.

Dopo questa settimana di miserie mi è successa una cosa che credevo non mi sarebbe mai capitata:
m'è venuta voglia di scrivere a "Striscia la Notizia" e interpretare la parte del cittadino indignato.

Non credo che ne parlerò più ma dovevo sfogarmi. Scusate.