28.7.07

Ho fatto lo scoop! *satira* *satira*


Secondo voi, se la Marvel e la DC annunciassero la sospensione della produzione di nuove serie on-goin (mensili, seriali e senza una fine prevista) per almeno cinque anni, la notizia passerebbe sotto silenzio?
Sicuramente no.
Gli "esperti" comincerebbero ad analizzare la cosa, profetizzando la morte del fumetto seriale in favore delle miniserie e dei "romanzi grafici" e si alzerebbe un polverone della madonna.

Ecco, in Italia è successo, e nessuno ha detto nulla.

Le prossime produzioni Bonelli (che sono parecchie) sono tutte miniserie (con la sola eccezione di "Pollock/Dix"... credo).
Idem per le nuove serie della Star e per altre cose che bollono in pentola. Per i prossimi cinque anni, almeno, non usciranno nuove serie "infinite". Il fumetto seriale, se non morto, è stato perlomeno messo in una cella di stasi criogenica.
Con buona pace dei nostri "esperti osservatori" che sembrano non essersene accorti e continuano a dire quanto sarebbe bello andare oltre i limiti del fumetto seriale e a stigmatizzare il presunto immobilismo del fumetto italiano.

La Bonelli, in totale silenzio e con la solita discrezione che l'ha sempre contraddistinta, ha stravolto il suo schema produttivo in maniera radicale, sovvertendo un dogma che sembrava inviolabile. Una rivoluzione degna di Copernico che è passata sotto il più completo silenzio.

Certo, Tex e Dylan non li tocca nessuno. E neanche Diabolik e via dicendo... ma i nuovi fumetti italiani "d'avventura" sembrano ora nascere tutti con una data di scadenza ben prefissata.
Ed è pure logico che sia così, visto che Brad Barron e Demian hanno dato risultati economici più che soddisfacenti dopo anni di passi falsi o mezzi successi.

E' roba che da da pensare e che meriterebbe una attenta analisi... ma da noi si preferisce perdere tempo a dire che "la Bonelli non innova" o a cercare improbabile canoni per il "bel fumetto".

Viviamo in tempi interessanti. Speriamo che qualcuno se ne accorga.

17 commenti:

luca ha detto...

perfettamente d'accordo...

la formula della mini mi è sempre piaciuta. personalmente mi da di per sè più l'idea di un tot di pagine che hanno lo scopo di raccontare... e non solo di "riempire".

speriamo solo che vengano fuori cose buone, al di là dei gusti personali.
che ci sia sostanza insomma...

saluti a tutti

madmac ha detto...

sì, la formula mini è efficace, così come la scansione a stagioni che ormai è diffusa negli USA e che voi avete introdotto con John Doe. leggere un prodotto sapendo che ha già un suo sviluppo definito e una fine, che gli autori sanno già dove andare a parare invece di alternare cicli più o meno ispirati, alimenta la fiducia e l'interesse dei lettori.
ovviamente ci sono delle eccezioni.

RRobe ha detto...

Sì, tutto verissimo. Ma il punto non è "quanto son fighe le miniserie". Il punto è: dopo quarant'anni di produzione seriale, la Bonelli smette e cambia tutto.
E cazzo, nessuno analizza la cosa seriamente.

fede ha detto...

se parli di analisi serie, cioè di articoli su riviste e siti di critica, probabilmente è vero. Si è dato poco peso alla cosa (che parte da Bonelli, ma che coinvolge tutti i massimi editori italiani). Ma che la critica seria italiana sia più attenta ai dettagli che all'assieme non è una novità.

Ma le discussioni sono state e non poche. Ne ricordo su Comicus e ne ricordo su Ayaaaak (metto il link alla prima che ho trovato: http://it.groups.yahoo.com/group/ayaaaak/message/37578). Tra l'altro quello delle miniserie non è neppure l'unico grande cambiamento epocale di questi anni...

ciao,
fede

QSJesus ha detto...

Non vedo tutta sta eccezionalità, alla fine le serie sono tutte a termine, certo che se si pensa a Tex la cosa cambia di prospettiva, ma nessuno vieta alla Bonelli, in un secondo momento, di riprendere le serie e dar loro una longevità precedentemente inaspettata ...

QSJesus ha detto...

Ps: sia chiaro sono uno che cmq preferisce di gran lunga le serie a termine o gli alrchi narravitivi di un singolo autore ...

RRobe ha detto...

Ti sbaglio sul fatto che non sia una novità.
E' proprio alla bas che il discorso è rivoluzionato: c'è una progettualità nuova dietro al fatto che la Bonelli abbia "convertito" il suo modo lavorare in funzione delle miniserie.

QSJesus ha detto...

bè se parli di novità interna alla Bonelli, allora ok.
Però ecco arriva con qualche anno di ritardi rispetto a molte altre testate minori, per giro d'affari, ovviametne.

IL GABBRIO ha detto...

Di solito la miniserie è pensata da un solo autore, al massimo due...ed il fatto che l'arco narrativo sia ben stabilito rende quasi inutile la partecipazione di ulteriori menti al progetto. Ora, questo cambio di indirizzo come credi che influenzerà le possibilità lavorative dei giovani sceneggiatori?
Parliamoci chiaro, se mando un soggetto della madonna al curatore di DD non ho molte possibilità di essere preso a bordo, ma ci sono...se mi presento da perfetto sconosciuto quale sono e dico: "hei ho in mente una miniserie della madonna!"...secondo me un "sti cazzi" non me lo leva nessuno...
Faraci può fare Brad Barron...Ruju può fare Demian...ma sono Faraci e Ruju, appunto...

KoTa ha detto...

La trovo davvero un'ottima cosa, finalmente mamma Bonelli ha deciso di dare una svolta decisiva alla sua produzione.
Spero solo che sappiano trovare delle buone idee, e che non caschino sempre nel classico detective/eroe.

giampietro ha detto...

il Gabbrio ha detto
Parliamoci chiaro, se mando un soggetto della madonna al curatore di DD non ho molte possibilità di essere preso a bordo, ma ci sono...se mi presento da perfetto sconosciuto quale sono e dico: "hei ho in mente una miniserie della madonna!"...secondo me un "sti cazzi" non me lo leva nessuno...
Faraci può fare Brad Barron...Ruju può fare Demian...ma sono Faraci e Ruju, appunto...

tu manda un soggetto della "madonna" e vedrai che viene preso in considerazione, il problema sono i soggettisti che c'è ne sono pochi, questo è per tutti i media.
all'editore devi far luccucare gli occhi alla visione dell'oro che gli verrà in tasca. ;-)))

QSJesus ha detto...

Io c'ho pensato e mi è sorta una domanda, se questi "personaggi a tempo" fossero solo un sistema per guadagnare dal "core" di fan che hanno i singoli autori?

PopArtDejaVu ha detto...

E' ancora presto per sbilanciarsi. Nel caso di BB, ad esempio, la serialità ridotta non ha comportato nessun miglioramento di quelli che sono i principali limiti della bonelli degli ultimi anni. Di cosa si può parlare, per adesso?

Fabio... ha detto...

Beh Gabbrio...
Le serie "interminabili" come DD per proporre un soggetto son sempre li, per contro, la formula miniserie apre più porte, Chi valuterà la proposta saprà che dovrà riuscire ad andare in pareggio per "soli" 18 numeri, quindi si potrebbe prendere in considerazione anche uno "sconosciuto" ma con un idea geniale e le capacità per svilupparla...

Giulio ha detto...

Figuriamoci, quando si tratta di Bonelli, la critica si accorge delle novità con anni di ritardo, mentre osanna scemenze come le storie a colori mesi prima che escano, perchè un fumetto a colori per la critica italiana è "rivoluzionario". Sia chiaro che questa non è una zeppata a te Roberto, ma sentir parlare del Color Fest come dell'inizio della rivoluzione in Bonelli mi fa cascare le palle... dov'era questa gente quando 10 anni fa Bonelli mandava in edicola Magico Vento e Napoleone? Quando editava fumetti per ragazzi con stretta continuity come JS e Gea? Quando partiva una collana "strana" come quella dei grandi autori del fumetto umoristico? Quando approvavano soggetti stranianti e "difficili" come "necropolis", "oltre quella porta", "l'ombra della sera"? Quando annunciavano Brad Barron, qualcosa come tre anni fa? :P
-Brendon

noir ha detto...

Caro Rob... nel nostro paese nessuno si accorge di niente, soprattutto nel mondo dell'editoria, immaginiamoci nei fumetti, sul fatto che la Bonelli abbia radicalmente trasformato i progetti, sono pienamente d'accordo, credo che sia stata una scelta dovuta al calo drastico delle vendite... nessuno si è comunque accorto di nulla... nessuno, almeno nelle grandi riviste ha scritto un articolo sulla situazione... speriamo bene per il futuro... di tutti. (Rob nessunio ha scritto nulla nemmeno della momentanea sospensione del nostro giornale E-Polis, che di cultura, ma anche di fumetti parlava spesso, è passato sotto silenzio che 130 giornalisti rischiano il posto di lavoro, ci sono però le iene pronte a spolpare la nostra carogna). In bocca a lupo per tutto Rob...

LoSpazioBianco ha detto...

Non mi pare la prima volta che la Bonelli fa una 'pausa di riflessione'. Tra Ken Parker e Martin Mystere passano 5 anni, segnati dalla bellissima 'non serie' "Un uomo un'avventura" e dal dimenticato "Judas", e per vedere poi Dylan Dog bisogna aspettare 4 anni durante i quali né "Gil" né "Bella & Bronco" hanno avuto alcun rilievo e hanno vita lunga. Tra Nathan Never e Magico Vento passano 6 anni, durante i quali nascono "Zona X" (appendice di Martin Mystere) e "Legs Weaver" (on-going, per essere ammerigani, di Nathan).
Tra l'altro, se non ricordo male il futuro Pollok (o come cippero si chiamerà) nasce come serie, non come miniserie.