15.7.07

Vivi libero... da Die Hard.


Premessa.
- nonostante abbia Fastweb e non mi faccia scrupoli a scaricare serie televisive non ancora uscite su DVD (che poi, puntualmente, ricompro), io non scarico illegalmente musica e cinema. E' una questione di principio ed è abbastanza inutile stare a discuterci.

- sono bloccato in casa da due settimane e mi sono permesso una fuga solo per andare a vedere "Transformers" (film bellissimo). In sala ci sono parecchie cose che smaniavo per andare a vedere e ho sin troppo tempo libero.

- sono un super fan di "Die Hard".E il pensiero di aspettare fino a settembre per vedere il quarto capitolo della serie, mi rendeva inquieto.

In poche parole: andando contro tutti i miei principi e adducendo uno zilione di scuse e giustificazioni, ho cominciato a scaricarmi i film. Tra cui "Live Free or Die Hard". E l'ho pure trovato in una versione di ottima qualità audio/video.

Avrei fatto meglio a non farlo tanta è stata la delusione.
Dopo la visione mi sono messo a scrivere una lunga analisi, strutturando il discorso sul perché "Die Hard" (il primo) è un film fondamentale per il genere action e sugli elementi che lo rendevano così speciale.
Poi ho proseguito il discorso allargandolo al secondo e terzo capitolo, esaminando i loro punti di forza (pochi) rispetto all'originale e i loro punti deboli e eresie (molti).
Infine sono arrivato al quarto capitolo e mi sono fermato.
Perché? Perché era una cosa inutile.
Questo quarto capitolo è un film della serie di "Die Hard" ancor meno di quanto lo fosse il terzo (che infatti era una sceneggiatura abortita di "Arma Letale 4", poi adattata)... e oltretutto è davvero brutto.
Ritmo prossimo allo zero, un plot generale ridicolo che richiede una sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore infinita (se il cattivo fosse stato Sauron e il suo esercito di orchetti, la trama ne avrebbe acquistato in realismo), una regia goffa, pacchiana e indecorosa e uno script che abboffa il tutto di tecnobubbole assolutamente insopportabili.
Avete presente il cattivo rapporto che ha il cinema con i computer? Ogni volta che si vede un qualche tipo di hacker alle prese con una infiltrazione elettronica (ma anche con il semplice controllo della sua e-mail), Hollywood ci mostra improbabili schermate grafiche e assurdi "incantesimi" computerizzati. Basti pensare a quanto visto in pellicole come "Nome in Codice: Swordfish", o al magico palmare di Jack Bauer in "24", o al computer portatile di "Mission Impossible 2"... ecco, metà di "Die Hard 4" è dedicato a cazzate del genere.
La trama vive solo sulla base di improbabili deus x machina informatici e John McLane è solo un elemento di contorno, un vettore calibro 9mm che viene sparato da una brutta e improbabile scena d'azione all'altra.
Nella parte iniziale del film sembra un incrocio tra il Vick di "The Shield" e il poliziotto di "Solo 2 ore" (sempre interpretato da Willis) e in quella finale è il pupazzo di un videogioco con addosso una maglietta dalla salute.
Ok, la scena in cui distrugge un elicottero con la sua macchina (aveva finito i proiettili), il pestaggio della gnocca cinese e qualche battuta non sono male. Ma è troppo poco.

Nulla di "Die Hard" è stato risparmiato.
L'unità di tempo e luogo? Scordatevela.
Il principio dell'uomo giusto nel posto sbagliato al momento sbagliato?
Un ricordo del passato.
L'archetipo dell'eroe solitario a corto di munizioni e pazienza?
Puff, andato.
I cattivi machiavellici e affascinati?
HAHAHHAHAHHAHA!
Quello che rimane è uno scollacciato film d'azione con un brutto script, improbabili e mal gestiti effetti speciali e qualche battutina.
In poche parole, una vera merda.

Unica menzione d'onore: Bruce Willis.
Ci è nato per la parte del Last man Standing e riesce a dare carne e sangue al pupazzo di gomma che è chiamato a interpretare. Nonostante il film sia orribile, non ci si può non esaltare guardandolo.