27.8.07

Alla Deriva (anche noto come Open Water 2 -Adrift-)



A me la stagione cinematografica estiva piace.
Sì, è vero... è spoglia e desolante, ma solo d'estate escono film che, in altri momenti dell'anno, verrebbero schiacciati dalle programmazioni massicce dei soliti blockbusters.

E così capita che ogni estate ti imbatti in un sacco di mondezza e in qualche perla.

"Alla Deriva" non è una perla ma rimane una piacevole sopresa.
Il film è una sorta di seguito di Open Water ma i due film sono collegati l'uno con l'altro solo per l'idea di fondo.
La trama del film è presto detta: un gruppetto di amci composto da varia umanità, fa una gita sullo yacht di uno di loro. Saltano tutti in acqua per farsi un bel bagno e si scordano di far scendere la scaletta.
Punto.
Il film è tutto incentrato sulle vicissitudini di questi coglioni che cercheranno in ogni maniera di scalare le lisce paratie di questa barca di 20 metri.

Sembra poco per farci un film e invece basta.
I primi quaranta minuti della pellicola sono ottimi: angoscianti, ben girati, brutalmente coinvolgenti. Poi il meccanismo si inceppa e tra azioni illogiche dei personaggi e qualche svarione registico, si arriva ad un bel finale che lascia lo spettatore con più di qualche dubbio su come sia andata a finire realmente la vicenda.

Il film è abbastanza asciutto e ben girato e anche se siamo lontani dall'algida regia di un Wolf Creek (altra pellicola minimale ma di straordinaria efficacia) si lascia guardare piacevolmente.
Consigliato.