13.8.07

Il gioco delle citazioni


Su Dylan è stato una tradizione sin dai primi numeri e io l'adoravo.
Ecco un elenco delle citazioni, gli omaggi e le cazzatiole varie, sparse nelle trentadue paginette della mia storia sul DYD Color Fest.

- Vabbè, la prima è "Kill Bill". In realtà "Kill Bill" pescava da Dario Argento per quella sequenza ma si sa che è tutto un magna, magna.

- La siringa gialla fluo viene da "Re-Animator".

- il nome del protagonista è "Axel Neil". Il nome di Axel Rose dei Guns n' Roses e il cognome di Vince Neil dei Motley Crue.

- La prima frase pronunciata da Axel è il rimando all'album di Alice Cooper "Welcome to my Nigthmare". Lo stesso omaggio che già fece Wes Craven nel primo Nigthmare on Elm Street.

- La seconda frase pronunciata da Axel è un omaggio ai Bon Jovi e al singolo "Bad Medicine."

-Nel flashback Dylan porta la custodia del suo clarinetto a tracolla, proprio come nei primi numeri di DYD.

- Axel veste con la stessa tenuta di Slash dei Guns n' Roses ma indossa una maglietta con sopra il pentacolo rovesciato dei Crue.

- "Questo è il meglio che sapete fare, mammolette?" viene fuori dal finale del primo Sin City.
E questa è una citazione che avrei dovuto non metterci perché non appartenente agli anni '80.

- Vabbè... Jason, Meyers, Faccia di cuoio e l'esplicito riferimento a Damien.

- La tavola del telegiornale è tutta una citazione a "Il Ritorno del Cavaliere Oscuro" (che invece è un fumetto degli anni '80, a differenza di SIn City). In particolare, il dialogo della seconda e terza vignetta sono molto simili a quelli di Carrie (la futura Robin) e della sua amica quando vengono intervistate a proposito di Batman.

- La barzelletta che Groucho racconta a Dylan è la stessa che gli ha già raccontato venti anni prima in una situazione analoga, nel numero 3. Con l'aggiunta degli euro.

- Stessa situazione di JD 28, ma con esito differente.

Il resto è tutto piuttosto esplicito.
Il Royal Free Hospital e la Iperuranuim, invece, sono tutti accenni a cose che verranno.

21 commenti:

brian-GraphiCat ha detto...

non l ho ancora letta...oggi me la sono fatta spedire qui a dublino....dovrebbe arrivare presto

ps


di chi e` il disegno?

RRobe ha detto...

Credo Celoni.

Mirko ha detto...

Quello della tracolla è un vero tocco di classe...

ma sopratutto
perchè in JD, Dylan perde?
Era troppo anacronistico?
Cioè mi vorresti dire che lo Slasher è ancora più sorpassato che Dylan Dog stesso?
Secondo me sopravvaluti troppo l'indagatore dell'incubo.



P.S.
Quando fai l'assalto all'Iperuranium ricordati di non metterci gli zombie, che lo hanno gia fatto! :-P

RRobe ha detto...

Vabbè, gli intenti nelle due storie erano diversi.
SU JD stavo proprio prendendo in giro un certo modo di intendere Dylan.
Qui prendo in giro me stesso (proprio perché avevo criticato tanto la morale del "il mostro siamo noi" e poi vado a scrivere una storia che appartiene pienamente al genere) ma cerco pure di dire che una certa insensatezza dello splatter anni '80 (che per me è ben diverso da quello anni '70) è irripetibile.
l'horror sociale del '70 sta tornando e bene.
La società attuale è disposta ad accettarlo perché da una parte siamo una manica di peccatori che non aspettano altro che venire bacchettati sulle mani dal moralizzatore di turno (e l'horror è il genere più morale di tutti, specie quello dei tardi anni '70) e lo accetta anche perché ora anche le voci "contro" sono diventate parte del sistema commerciale. In sostanza, se chi è "contro" vende bene... allora ha diritto di esistere.

Ma tutto questo non si applica all'horror degli anni '80 che era vuoto e futile e nichilista e superficiale, come gli anni che lo hanno generato (salvo rare eccezioni). Il disimpegno degli anni '80 è ancora offensivo nella logica di oggi.
E a me manca da morire :|

ro-mario ha detto...

confermo: il disegno è di Celoni

Riccardo Torti ha detto...

il pentacolo alla rovescia dei Crue?? mi sa chè è robba un po più antica :P

Guglielmo Nigro ha detto...

stavo pensando ad alta voce. ma è un po' che mi frulla in testa e te lo dico, naturalmente con il massimo della stima per il lavoro che fai...

mi chiedevo: ma invece che continuare a rielaborare "prodotti culturali di massa" (uso la prima definizione che mi salta in testa) perchè non iniziare a rielaborare, nella fiction, anche la vita vera?
perchè non iniziare ad essere anche citazionisti di vita?!
questo si che sarebbe un bel salto in avanti, no? che la fiction sulla fiction mi sembra sempre un bel modo per distaccarsi totalmente dalla vita vera.
ripeto, solo una riflessione ad alta voce...

RRobe ha detto...

Ragionamento corretto, ma non sono la persona adatta.

Guglielmo Nigro ha detto...

naturalmente non mi riferisco a fumetti autobiografici o a cose simili. spero sia chiaro cosa intendo..
rimasticare la vita nei prodotti di finzione. manca solo quello, secondo me.

Giulio ha detto...

Tipo inquadrare Dylan mentre fa pipì, come faceva Alack Sinner?
-Brendon

RRobe ha detto...

Ho capito perfettamente cosa intendi Guglielmo... il problema è che la mia vita SONO i prodotti di finzione. Non sono adatto a fare una cosa come quella che tu proponi.

RRobe ha detto...

Ora scusami, ma ci sono Ralph, Pozzie e Ricky che mi cercano. Hanno un guaio e come al solito tocca a me risolverlo.

Giulio ha detto...

"Ma quella non è la tua vita, quello è Happy Days!"
"Erano tutti happy days quelli..."
:asd:
-Brendon

Hytok ha detto...

Eppure RRobe, se ho capito bene cosa intende Guglielmo, un assaggio lo hai dato nel numero in cui John alleva il se stesso più piccolo, e me lo ricordo come un numero entusiasmante.

neikos ha detto...

Quello era "Tempo fuori sesto" e la sceneggiatura è di Bartoli.

Hytok ha detto...

Grazie neikos, ho detto la mia caxxata quotidiana :-)

Votarxy ha detto...

citazione - non citazione, insomma molto referenziale: parlando di damien, dylan dog precisa che "non era un mostro".
ebbene, damien appare nell'albo intitolato "il ritorno del mostro", ed all'interno dello stesso il direttore del manicomio di harlech precisa come damien fosse un mostro nel senso più antico del termine, ovvero un prodigio da mostrare.

KoTa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
spino ha detto...

letta l'altro ieri... bella, anche se mi rendo conto che sono secoli che non leggo DYD.
Non sembra neanche lui (e non è detto sia un male) ;)

Guglielmo Nigro ha detto...

sai rrobe, basterebbe mettere un poco di quei fuochi che spargi nel tuo blog... basterebbe quello e un po' di determinazione a provarci..

e comunque, è un problema mio. è che ultimamemente mi sembra di leggere solo cose che rielaborano cose già fatte... senza il coraggio di guardare in faccia quello che nascondono!!

Barrel of a gun ha detto...

1) Ami Dylan Dog
2) ami gli anni 80
3) non ami i Duran Duran, ma quelli dei primi due dischi sono alalpari di tanti altri gruppi meglio recensiti

bella storia mi ha fatto sorridere