27.8.07

Pathfinder


O delle cento maniere in cui sbagliare un film...
Il soggetto c'era.
Il cast, tutto sommato, pure.
Lo script, alla fin fine, non era neanche malaccio nel suo essere un grosso patchwork di scene rubate da altre pellicole (da Rambo all'Ultimo dei Moicani, passando per Conan, King Arthur, il 13° Guerriero, Le Crociate e tutta la masnada di polpettoni epici degli ultimi anni).

Ma allora perché "Pathfinder" è un film tanto di merda?
Per la regia, ovviamente.

Marcus Nispel non dovrebbe essere l'ultimo dei cretini: dopotutto il remake di "Texas Chainsaw Massacre" non era poi così malvagio e si segnalava, almeno, per una bella fotografia e una interessante scelta delle inquadrature... e allora perché sembra un completo analfabeta su questo "Pathfinder"?
Se questo film avesse avuto una regia banalmente scolastica, con dei canonici piani medi, qualche primo piano, la consueta alternanza di campo e controcampo e con qualche campo lungo per dare un minimo di cognizione allo spettatore dello spazio in cui si muovono i personaggi, Nispel si sarebbe sarebbe potuto portare a casa il film in maniera dignitosa.
Ma al regista sembrano mancare delle basi minime della regia e del racconto (al punto da far sospettare che nella pellicola precednte ci abbia messo lo zamino Bay). Nispel cerca costantemente l'effetto "cool", tiene sempre stretti i piani e quando non li tiene stretti, li riempie di nebbia e luci, esagera con i rallenty rendendo ogni scena d'azione di una noia mortale, scavalla i campi come un analfabeta della narrazione per immagini, si scorda di dare una qualsiasi visione d'insieme per far capire cosa ta succedendo e dove... persino quando copia intere sequenze da altri film, le storpia, rendendole banali, quando non brutte.
Lo spazio in "Pathfinder" è negato. Esiste solo un non-luogo, fatto di nebbia e ombre in cui i personaggi sbarellano, andando dal punto A al punto Z, passando attraverso dei boomdotti narrativi.
Lo spettatore, per nulla calato nella ridicola messa in scana, guarda e s'annoia.
A peggiorare la situazione c'è l'improbabile Karl Urban nei panni del protagonista che è appena meno espressivo di Keanu Reeves...

Unici dettagli carini del film sono una certa insistenza sul lato splatter e la presenza di Clancy Brown (che torna a recitare una parte simile a quella del Kurgan di Highlander) e di Russel Mean (in un ruolo molto simile al Chingachgook dell'Ultimo dei Moicani.)
Da stargli lontano come la peste.

5 commenti:

Adriano ha detto...

Dopodomani vado a spararmelo.
Poi ti fo sapere.
Dopotutto, un film che ha un cartellone così (FRANZETTISSIMO) non puoi non vedertelo!

Rrobe, ma te lo andrai a vedere la terza madre di Argento a fine ottobre? (veramente il 31 ottobre, la notte di Halloween)

RRobe ha detto...

Non sono un gran fan di Argento ma credo che lo vedrò.

il prins ha detto...

non avrei saputo commentare meglio, in sala ero solo capace di dire:"guarda: come rambo....come conan...come l'ultimo dei moichani."Uscito dal cinema non riuscivo neanche a dire perchè mi aveva fatto così cagare...

Evilex ha detto...

Anche io ero rimasto folgorato dal look frazettiano, ma il film fa davvero schifo! Primo tentativo della storia del cinema di realizzare un film epico senza panoramiche... sembra girato in uno scatolone!!!

Gigi Cave ha detto...

l'unico spunto interessante di questo film (e che comunque viene sviluppato male) è la resa dei vichinghi: non c'è nulla di storico o verosimile nel modo in cui vengono rappresentati e qesto fa si che appaiano agli occhi degli indiani (e quindi dello spettatore) come creature provenienti da un mondo sconosciuto, dei veri e propri demoni sbucati dall'inferno, o alieni da un altro pianeta.
La cosa è suggerita molto bene nella parte iniziale in cui l'indiana prima scappa di fronte ad un cavallo (bestia sconosciuta) e poi si ritrova davanti a quello che per lei è un relitto alieno...

A parte questo, il resto del film è la crèm de la mèrd.