21.8.07

Wow... è uscito Fumo di China! E CI SONO LE FIGHE, DENTRO!!!!!!



Il principio con cui io (ma non solo io) leggo Fumo di China è il seguente:

1) Lo apro.

2) Mi libero rapidamente dell'allegato di Marcello se c'è. Se non c'è passo direttamente al punto 3.

3) Vedo se sono citato in qualche articolo, recensione, approfondimento. Se sono citato passo al punto 4, altrimenti vado direttamente al punto 6.

4) Leggo quello che scrivono su di me.

5) Mi incazzo.

6) Lo butto.

Il perché è presto detto: ritengo che i redattori di Fumo di China, nella loro maggioranza (ma non tutti perché è brutto fare di tutta l'erba un fascio) non sappiano distinguere la bocca da culo, quando si parla di fumetti. Quindi non ho nessun interesse nel leggere le loro opinioni su cose che non mi sono strettamente inerenti. Se invece parlano di me, voglio leggere le cazzate che scrivono.

Questa mattina, complice una notte insonne, sono capitato al giornalaio presto e ho trovato il numero 152-153 di Fumo di China che contiene ben due pezzi che mi riguardano.

Leggo il primo. Una sorta di punto su Detective Dante.
La prima cosa che mi balza agli occhi è che per fare una disamina di 24 numeri da 94 pagine ciascuno di Detective Dante, vengano impiegate due pagine... mentre per parlare delle Bambole di Pezza (un complesso punk tutto al femminile) e del fumetto a loro dedicato se ne siano impiegate quattro.
Per carità, l'albo di Simon Panella e soci, incentrato su queste scialbe punketine fuori tempo massimo, è un gioiellino e merita attenzione... ma cosa me ne dovrebbe fregare a me di leggere anche una intervista alle Bambole di Pezza medesime e sulla loro "musica"? Suonano da cani, sono mezze cesse e sto leggendo una rivista che -in teoria- dovrebbe essere di critica del fumetto.
Se l'articolo fosse stato scritto da un uomo, avrei suggerito maliziosamente che l'unica ragione di questa marchetta poteva derivare dalla speranza di scoparsi una della quattro punkabestiole... ma visto che l'articolo è di Valntina Semprini, sorvolo dal fare illazioni.
Mi decido a leggere il pezzo su Dante e, con nessuna sorpresa, scopro che lo trattano male.
Anzi, no.
Tutto sommato di Detective Dante ne parlano solo mediocramente. In compenso parlano malissimo di me e Lorenzo, sparando qualche critica non argomentata sul nostro lavoro e su John Doe. Ma non era un pezzo su Dante?

Vabbè... sorvolo. In fondo il pezzo parla bene di alcuni disegnatori a cui sono affezionato e poco importa se il recensore ha trovato compiaciuta e inutile la parte di Detective Dante che io ritengo più riuscita e personale. E poco importa pure se, parlando di hard boiled e sottolineando come Dante non appartenga a questo genere, ci si scordi di citare quello che è il vero scrittore hard boiled duro e puro, privo di compromessi o velleità letterarie, ovvero quel Mike Spillane che è stato di grosso riferimento per Dante (e anche per Tex, se è per questo).

Andiamo oltre.
Valà che c'è pure un pezzo su Garrett... e ne parlano bene!
Fanno i complimenti alla BD, fanno i complimenti a Riccardo, fanno i complimenti a Massimo, fanno i complimenti a Matteo, fano i complimenti alla confezione e al progetto editoriale, parlano discretamente della storia e sembra persino che parlino bene anche di me!

"C'è un ottimo Recchioni a sceneggiare...
Quasi, quasi mi illudo...

"...niente a che vedere con quello prolisso di John Doe e Detective Dante".
Ah, ecco.

Niente, non ce la fanno proprio.
Gli sto così sulla palle, sin dai tempi della Factory, che la stoccatina viscida e servita alle spalle, ce la devono mettere per forza.

Devo ancora decidere se provo più disprezzo per la viltà di Fumo di China o per l'ipocrisia di quelli di UBC (che sono due o tre anni che fanno finta che i prodotti miei o di Lorenzo, semplicemente non esistano).
Nel dubbio li mando cordialmente entrambi a quel paese.

Si vede che sono maturato.
Una volta li avrei mandati 'affanculo.


p.s.
sì, lo so... un signore non dovrebbe abbassarsi a tali meschine provocazioni.
Ma non ho la pretesa di essere un signore e ho ancora il sangue abbastanza caldo da incazzarmi davanti a certe figure patetiche che popolano il nostro settore come tanti piccoli parassiti.

p.p.s.
Mi sa che non verrò mai più invitato a una Rimini Comix.
Mi riprenderò mai da questo trauma?