1.10.07

28 settimane dopo


Il sequel del (bel) film di Danny Boyle e Gardland si lascia guardare.
E' un prodotto ben confezionato, con una regia efficace (anche se un pelo troppo confusa nelle scene d'azione) e una storia oppressiva e deprimente come è giusto che siano le storie a basi di zombi e affini.
Londra è spettrale deserta come deve essere, il gore non manca, Robert Carlyle è il solito figlio di puttana di sempre e c'è pure una piacevole colonna sonora.
E allora perché sono così freddino?
Perché dal mio punto di vista, "28 Giorni Dopo" era una adorabile esercizio di post modernismo che in una sola pellicola riuniva tutti i luoghi topici di quella che era (all'epoca) la trilogia zombesca di Romero, rivedendoli e modernizzandoli grazie al semplice espediente di rendere veloci gli zombi (che zombi non erano ma è come se lo fossero stati).
In più, il tocco elegantemente pop di Boyle nobilitava il tutto.
Questo sequel, invece, è solo un buon film di intrattenimento.
Poco importa se il secondo livello di lettura della pellicola è una critica (abbastanza di grana grossa) all'esercito d'occupazione USA e al suo modo di "risolvere i problemi" in giro per il mondo... alla fine dei giochi, si tratta solo di zombi che corrono.

Per carità: nulla di male (specie per me che adoro il numero 5 di Dylan Dog)... ma nemmeno nulla di speciale.