17.9.07

Cinque domande a Diego Cajelli, lo scrittore atomico!


Tra poco uscirà il suo nuovo libro dedicato a Milano Criminale (oltre allo speciale di Dampyr e altre cosette).
Facciamoci due chiacchiere.

Tra il primo albo di "Milano Criminale" edito per la Factory e questo nuovo capitolo, sono passati quasi 10 anni. Come è cambiato il tuo modo di sceneggiare?

"Tipo che adesso sono molto meno bravo.
Adesso penso: Vaffanculo, facciamo così!
Prima pensavo: facciamo così. E basta.
La differenza è tutta in quel "vaffanculo" , un passaggio mentale in più, per fare comunque la stessa scelta narrativa."



Perché certe idee rimangono e certe altre le lasciamo lungo la strada? In sostanza, perché oggi Cajelli si sente ancora legato a Milano Criminale al punto da riprenderlo e scriverne ancora e non, chessò... a Pulp Stories, Simbolo o Virtual Heroes?


"Sono loro che tornano, non noi che le riprendiamo.
Alcune idee hanno vita propria, e decidono loro, di punto in bianco, di farsi scrivere.
E' la loro naturalezza che mi sorprende. E' come se alcune delle nostre idee crescessero assieme a noi. Che siamo sempre noi, ma siamo un po' diversi rispetto a 10 anni fa."


Rosenzweig, Guerrieri, Ferrario. Quale dei tre è meglio a letto?

"Sono un gentleman, di certe cose non parlo in pubblico!"

Quando uscì il primo Milano Criminale, Sergio Rossi di "Fumo di China" lo criticò duramente perché a suo dire era un'occasione persa per parlare dell'Italia degli anni settanta, degli anni di piombo e via dicendo. Oggi leggo che il prossimo Milano Criminale (quello che verrà dopo questo), sarà calato nell'Italia degli anni settanta e negli anni di piombo. Non mi dirai che, per una volta nella vita, Sergio Rossi aveva ragione...

Aspè!
"Già dal primo numero di La Città Esige Vendetta si parla degli anni di piombo.
Tornando alla domanda:
Dipende da che cosa si intende per "parlare degli anni di piombo".
E' uno sfondo? E' un riassunto storico? E' un esaltazione del periodo?
Sono di destra? Sono di sinistra?
Sono uno che ti racconta una storia, e uno degli elementi che compongono questa storia sono gli anni di piombo. Hanno un loro ruolo nel plot, e hanno (avranno) una loro specifica funzione nella costruzione di una reazione emotiva da parte del lettore.
Se Sergio intendeva questo, allora aveva ragione."


Tutto questo postmodernismo, alla fine non ci farà male?

"Assolutamente sì.
Andiamo al concerto dei Wolfmother?"


Dimmi solo dove e quando!


Se volete saperne di più su Diego o su Milano Criminale, cliccate qui:
BLOG di Diego Cajelli
Speciale "Milano Criminale"


p.s.
sì, ok... adesso la smettiamo di farci i pompini a vicenda.