21.9.07

Il destino ama gli sceneggiatori...



In questi giorni stavo cercando di strutturare il secondo livello di lettura della mia prossima miniserie (quella di cui potete seguire lo stato dei lavori QUI).
La mia idea per questa nuova serie è quella di dargli quello che gli americani chiamano "taglio post 11 settembre", cercando di proporre qualche quesito interessante e nel contempo tenere alto il livello di intrattenimento puro.
Per fare questo ho bisogno non solo di una scenario attuale e credibile ma anche di "cattivi" di spessore, che si lascino odiare con trasporto.
E così, bighellonando in libreria, mi sono imbattuto nel nuovo libro della Klein "Shock Economy" e in un solo colpo ho risolto tutti i miei problemi.
Non sono il fan numero uno di Naomi Klein: è brava, sa scrivere e dice un mucchio di cose giuste, ma capita pure che ometta anche un sacco di cose che non sarebbero d'aiuto alla sua tesi.
Però questo libro è piuttosto buono e agghiacciante nel modo in cui traccia la mappa della "nuova" economia del disastro, diretta derivata della filosofia di Friedman e della scuola di Chicago. E non solo... questo libro è anche la risposta a quello che cercavo per la mia nuova serie. Certo, dovrò fare qualche ricerca personale e trovare un modo per amalgamare certi concetti nell'idea generale, ma ho trovato la mappa del mio personale tesoro e adesso so dove scavare.
Bello quando il destino ti mette davanti al naso esattamente lo strumento più utile possibile.
E la volete sapere una cosa buffa? Questa cosa mi capita spesso.
Sto cercando una nuova idea per il prossimo volume di Battaglia? Mi capita in mano un DVD con la storia di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano che mi fornisce uno spunto praticamente perfetto e mi permette pure di scrivere quella scena di matrimonio in stile "il Padrino" che è una vita che ho in testa.
Devo mettermi al lavoro a una storia su Chase per la terza stagione di JD? Faccio zapping a notte fonda e ti becco Ghezzi che mi passa "Faster Pussycat... Kill! Kill!" e accende la luce nel salone dei giochi del mio cervello.
E' come se tutto arrivasse a proposito: mai troppo tardi, mai troppo presto.
Probabilmente non succede realmente così... è molto più probabile che sia la mia testa a immagazzinare spunti e idee e che i nuovi impulsi esterni non facciano altro che "chiudere il circuito" al momento opportuno. Però, se fosse così, non voglio saperlo. Preferisco credere che sia il destino che mi mette davanti le cose quando mi servono.
Ora scusatemi.. ma devo sul serio mettermi a lavorare su quella storia di Chase.

p.s.
leggetevi "Shock Economy" che ne vale la pena. E' meno di facile presa rispetto a "No Logo" ma dice cose più interessanti.