9.9.07

la presunta arte di ricalcare le foto...


Quando mi rendo conto di non stare leggendo abbastanza fumetti (è il mio mestiere oltre che una passione, leggerli è un dovere) cerco sempre di ricaricare le batterie interessandomi a cose che prima avevo tralasciato.
E' il caso di questo "Ex-Machina" di Brian K. Vaughan e Tony Harris, edito dalla Wildstorm (Magic in Italia).
Un gran bel fumetto, poco da dire.
Lo spunto è originale e dvertente come quasi tutte le storie di Vaughan.
Nel caso specifico la storia tratta di un supereroe (l'unico o uno dei pochi, a quanto pare, di New York) che ha smesso il costume per impegnarsi seriamente per fare qualcosa per il bene della città. E infatti ne è diventato il sindaco.
La storia gioca bene con l'attualità (il 9/11 è integrato splendidamente), fa una divertente satira politica e rinnova il canone supereroistico in maniera intelligente e relativamente inedita.
Vaughan è uno dei pochi scrittori americani che stimo, in questo periodo: ha un tocco leggero, sa scrivere grandi dialoghi e ha ottimi spunti. Gli unici appunti che mi sentirei di fargli è che, generalmente, le sue idea di fondo per ogni nuova serie sono migliori dello svolgimento dei singoli archi narratvi (sempre un poco banalotti e prevedibili) e che pur apprezzando la sua volontà di parlare di tematiche attuali e sociali, lo fa sempre in maniera un pelo troppo blanda e superficiale.
Detto questo, la lettura è altamente consigliata (mi sembra che in Italia siano usciti 3 volumi e in america 6).

Un piccolo appunto che tanto piccolo non è:
i disegni sono vergognosi.
Con calma: non sono brutti e servono decentemente la storia... ma qualcuno deve spiegarmi perché il fumetto americano ha preso questa fottuta deriva fotografica.

Tony Harris era un discreto disegnatore che ad un certo punto ha pure fatto parte di un prestigoso studio di disegnatori bravissimi (il Gajin Studio di Pearson, Nolan e compagnia) e ricordo con particolare piacere il suo Starman. Era uno che disegnava, porco cazzo!
Ora ricalca foto. E neanche bene!
No, non sto esagerando. Nelle pagine finali del primo volume di "Ex-Machina" Harris mostra con un demente orgoglio il suo nuovo metodo di lavoro: far mettere i suoi amici in posa, fotografarli e poi tagliare e incollare al computer le immagini all'interno delle vignette, infine ricalcare il tutto, facendo qualche aggiustamento per rendere le immagini coerenti con la storia.
Il risultato è una mezza via tra Lenil Francis Yu, il clone scemo di Adam Hughes e uno statico fotoromanzo.
Ma perché?

E visto che siamo in argomento...
Ma perché, Malev?
Ma perché, Epting?
Ma perché Immonen?
Eravate gente che sapeva disegnare... ora come è possibile che siete diventati dei mediocri fotoritoccatori?
Ma che cazzo sta succedno alla scuola americana fumettistica?

24 commenti:

Il Firmatore ha detto...

Aspetta un attimo... l'immonen di nextwave (quello di usm non l'ho ancora visto) è tutto fuorchè fotografico..

RRobe ha detto...

Vero. Ed è bravissimo. Ma l'Immonen di altre cose è, praticamente, un mero ricoalcatore di fotografie. E' questo che non mi spiego.

unoacaso ha detto...

Ci sono dei programmi che riescono a passare una foto a china in maniera spaventosamente realistica ... ma la tua critica è verso l'abbandono della matita in favore di programmi vari o verso il semplice stile fotografico?

Hytok ha detto...

Sarò banale, ma va a gusti, semplicemente. Quante volte ti sei incazzato, silenziosamente o meno, sentendo denigrare alcuni dei tuoi disegnatori preferiti (Accardi, Pontrelli, ecc.)? Quando io guardo i disegni di Harris penso "mmm, non male, anche se un po' fatti in serie". Quando guardo quelli di Pontrelli, li trovo subito orrendi. Lo so, non lo sono oggettivamente, ma è la mia sensazione a pelle.

Comunque, non so se hai letto Barracuda, l'ultimo volume del Punitore di Ennis, è disegnato dal bonelliano Goran Parlov... quello è una gioia per gli occhi.

Willy ha detto...

Condivido le tue perplessità Rrobe. Secondo me questa deriva fotografica è causata principalmente da due fattori:

a) il successo di disegnatori come Hitch che ha portato a creare una specie di linea editoriale trasversale alle case editrici. Molti editor spingono i disegnatori, anche chi non sarebbe stilisticamente orientato in quel senso, verso il fotorealismo (molti disegnatori non hanno neanche bisogno di direttive dall'alto ovviamente e cercano di cavalcare il trend).
b)Il fatto che anche nel mainstream l'attenzione si sia spostata sempre più verso tematiche più realistiche e la presunta necessità di adattare a queste uno stile fotografico che marchi meglio la distinzione con i classici fumetti di supereroi.

Distorsioni che spero il tempo sappia aggiustare.
Nel frattempo vado a leggermi la nuova serie di Spirit ^__^

Adriano ha detto...

Io penso verso la nobile arte del ricalco.
Io di questi disegnatori comunque preferisco sempre Charest.

Gigi Cave ha detto...

Immonen copia da foto anche per Nextwave... ma lo fa con sana furbizia, applicando cioè il suo stile a ciò che ricopia (e non che ricalca)
Gli stessi veicoli e astronavi che disegna sono presi da modelli in 3D preparati precedentemente.
Detto questo, Immonen è sempre un grande, e non fa altro che sfruttare al meglio le possibilità che ha a disposizione proponendo comunque qualcosa che ha uno stile personalissimo e funzionale.
Per saperne dippiù:

http://drawn.ca/2007/04/04/stuart-immonens-bag-of-tricks/

spino ha detto...

Mestamente, ti quoto, robè... :|

rae ha detto...

bhe ma ricalcare mezzi meccanici da modelli 3d mi sembra sinceramente il meno.

preacher ha detto...

concordo su quel che dici a proposito di harris. è stto il motivo per cui avevo deciso, dopo il primo volume, di abbandonare la lettura di ex-machina.
mi IRRITA leggere fumetti "disegnati" così, dove le foto non sono neanche un poco personalizzate dall'autore.
poi ho eciso di continuare perchè lo spunto era interessante e le storie gradevoli.
non sono d'accordo invece su maalev, che ha un modo suo personale di ritoccare ed utilizzare le foto, come per esempio anche lark (che perferisco a maalev, se proprio devo dirla tutta).
certo che se ci fossero disegnatori che disegnano e non ottimi utilizzatori di programmi di elaborazione grafica, beh, sarei più contento.

Fabio... ha detto...

Preacher...
Appena ho un attimo ti preparo un tutorial "fai i fumetti come Maalev".

Se hai photoshop, fai le foto, monti la pagina, 4 click e mandi in stampa...

Hytok ha detto...

Ma sono uno splendore, non è quello l'importante? O è meglio una tavola sgobbata per ore, ma con un esito orrido?

Joel ha detto...

Io conto sul fatto che questa come tutte le correnti fa parte di un ciclo, dopo l'estremo fotorealismo arriverà il trend dell'interpretazione che é la cosa che a me interessa maggiormente nel disegnare, e salteranno fuori dei capolavori mai visti.
Comunque credo che finché la parte grafica non danneggia la il senso della parte testuale no ci sono problemi.
Comunque maleev spacca! Resta espressivo nonostante il ricalco.

puccio ha detto...

E' tutta colpa del canaletto, mannaggia ai fotoricalcatori!!

Votarxy ha detto...

insomma, son fumetti disegnati malev!

flaviano ha detto...

ma Immonen non è che fa entrambe le cose, è partito da un "riferimento" che era Adam Hughes (vedi Superman)ed ora è maturato ed arrivato alla sintesi estrema (vedi Never As Bad As You Think)il che è un bene.
non è un bene quando il percorso è inverso come nel caso di Harris. forse è solo mancanza di tempo e voglia di inventare.
poi da non dimenticare che Zaniboni era un grande ma non poteva fare a meno della polaroid!

Antares ha detto...

dite che sarà un periodo passegggero?
A proposito di Maleev, appena lo vedo gli chiedo di presentarmi alla tipa che gli ispirato Scarlet nell'ultimo T&V....
arghhhhhhhhhh

RRobe ha detto...

Intanto la nuova serie di Malev (Spieder woman) è ferma perché lui non trova la modella...

Evilex ha detto...

Nulla in contrario, almeno fin quando le varie tecniche convivono e possono nascere nuove modalità espressive.
Non mi sembra ci sia da scandalizzarsi oggi per cose che Sienkiewicz (come cazzo si scrive?) e McKean facevano 20 anni fa.
Come faceva notare Fabio, Maleev non fa che fotografare, filtrare con ps e incollare sulla tavola... Però lo fa tanto bene! :)
Domanda: meglio un Rob Liefeld, che non usa le foto (o le usa male) o un Harris che le ricalca?

Capitan Ambù ha detto...

Lavorare con le foto? perchè no, può essere interessante, Ausonia è riuscito perfettamente nell'intento. Decalcare non capisco perchè, trasformare la foto per renderla meno realistica mi sembra contrario a ciò che si vuole ottenere.
E' vero però che oggi al lettore di fumetti piace essere un pò coglionato.
Io quando disegno immagino una scena e poi la disegno, mi avvalgo delle foto per ottenere una certa realisticità, a volte castrante. Ho l'impressione che utilizzare una foto porti a fissarsi su quella immagine, perdendo quella ottenuta dalla fantasia, mentre si legge la sceneggiatura o si scrive la storia.
Come si può dar vita a delle sensazioni decalcando una foto?
Come si può pensare che più un disegnatore è realistico e più è bravo, oddio l'ignoranza fà parte di tutti noi ma proviamo a ampliare gli orizzonti.Riguardo Pontrelli...impariamo a leggere i fumetti, cioè guardiamo le figure e leggiamo il testo contemporaneamente vi assicuro che non viene mal di testa.
Argomento interessante.

RRobe ha detto...

Meglio un Liefield mille volte.

Evilex ha detto...

A me alcune vecchie cose di Liefeld piacevano... Ora spero gli regalino Photoshop! :)

RRobe ha detto...

Sinceramente, su Malev proprio non vi capisco.
I personaggi sono statici, ogni volta che si muovono è una pena... per non parlare del fatto che sono tutti mingherlini quando dovrebbero essere supereroi (evil con le spalle strette e la gambina corta è una pietà).

Evilex ha detto...

Beh, come diceva qualcuno qualche post fa, si va verso un maggiore realismo, imposto forse anche dal pubblico, o dalla concorrenza del cinema.
Quel che voglio dire, e la domanda su Liefeld non era provocatoria, è che ci sono casi in cui probabilmente il riferimento fotografico aiuta.
Che Maleev esageri son d'accordo, anche se questo non me lo fa piacere di meno, ma ci sono tanti che dalla foto originaria traggono comunque lavori personali. Non so se qualcuno ricorda i Nuovi Mutanti di Sienkiewicz, o come diavolo si scrive.
Sarà che alla fine è un argomento in cui la soggettività ha un ruolo fondamentale. Poi sarà che adoro le ibridazioni, ma non mi dispiace vedere la foto, o il 3d, o quello che è integrato sulla pagina. Così, giusto per vedere il media che tanto mi piace arricchirsi e muoversi su strade sempre nuove.