28.10.07

Brevi riflessioni sul genere Action (prima parte)


Il genere action, anche se sembra essere sempre esistito, è in realtà una realtà relativamente recente del cinema.
Prima c'erano i western, i film di guerra e i polizieschi, i film di spionaggio, i crime, gli horror, i thriller e i film di fantascienza, tutti generi che contenevano gli elementi dell'action movie moderno ma che non lo erano.
Il progenitore sicuro del genere action è James Bond.
Di fatto i film di Bond hanno codificato gran parte dei luoghi topici dell'azione, oltre a un certo modo di usare l'ironia e le battute a effetto. Ma le avventure dell'agente con il doppio zero sono ancora "inquinate" dall'elemento spionistico che, con quella che poi sarà la codificazione dell'action movie vero e proprio, non ha nulla a che fare.
Come nulla hanno a che fare con l'action i plot poliziesco/investigativi/criminali delle pellicole del vecchio Dirty Harry (Callhan o Callaghan che dir si voglia), del "Braccio Violento della legge", "Bullit" o "Getaway" .
Tutti questi film sono ottime pellicole ma ancora strettamente legate al loro genere d'appartenenza, (il poliziesco o il crime, nei casi citati) e per quanto la loro deriva action sia piuttosto forte, non è predominante. Nelle pellicole citate, l'azione vera e propria è derivata e costruita intorno alle necessità date dalla trama e dal contesto generale mentre nell'action movie vero e proprio, il concetto è esattamente l'opposto: la trama e il contesto sono definite dall'azione.

Gli archetipi del film d'azione moderno, a mio modo di vedere, sono probabilmente "Escape From New York", "Raiders of the Lost Ark" (entrambi del 1981), "First Blood" (del 1982) e "Terminator" (del 1984).

La pellicola di Carpenter contiene tutti gli elementi fondamentali del genere action: una trama costruita in funzione dell'azione (e questa è una caratteristica comune anche a "The Warriors" di Walter Hill, del 1979), una attitudine a non prendersi troppo sul serio (caratteristica che invece manca del tutto al film di Walter Hill), e un protagonista smargiasso che snocciola battute taglienti e ironiche. Purtroppo, i molti talenti di Carpenter non comprendono il saper girare scene d'azione realmente articolate e spettacolari ed è proprio sull'azione vera e propria che "Escape From New York" manca il bersaglio. Aggiungiamoci poi il sottoesto politico e l'ambientazione fantascientifica, e ecco che la pellicola di Carpenter non può ambire al ruolo di padre del genere action.

Discorso diverso per Indiana Jones. Il film di Spielberg invece, è praticamente perfetto, fin troppo.
Costruito su uno schema narrativo identico alle pellicole di James Bond, "Raiders of the Lost Ark" è un prodotto sontuoso, con una sceneggiatura capolavoro, ricco di location, pieno di favolose scene d'azione e con un protagonista memorabile. Lo script, solidissimo e scritto da quelli che all'epoca erano tre autentici geni del cinema (Lucas/Kaufman/Kasdan) è però fin troppo articolato per liquidare il primo capitolo delle avventure di Indiana Jones come un semplice "film d'azione".
Indy è il cinema con la "C" maiuscola, intrattenimento allo stato puro su tutti i livelli, in grado di divertire ogni fascia di pubblico e di essere percepito su molti piani diversi. "Raiders of the Lost Ark" gioca decisamente in un campionato diverso rispetto a degli onesti (per quanto ben fatti) film di genere.

La ragione per cui il primo Rambo non può essere definito un action movie "puro" è perché, a suo modo, il film vuole raccontare una storia realistica e drammatica. Il primo "First Blood" è una eccellente macchina d'azione ma è anche un film tragico, con un protagonista perdente e uno script che mette (giustamente, visti gli intenti narrativi) al bando l'ironia e le facezie.

"Terminator" è di sicuro un film in cui l'azione la fa da padrone, è girata in maniera davvero notevole (pur con tutte le limitazioni di un film a basso budget) e il film si snoda nella concatenazione di una scena action con la seguente. Ma anche qui, l'ironia latita e la tematica fantascientifica è predominante nell'equilibrio della storia. Oltretutto, per quanto Kyle Resse (interpretato da Michael Biehn) sia un eroico arcangelo Gabriele venuto dal futuro per portare alla madonna Sarah Connors la notizia della sua futura maternità, come eroe è troppo fragile e non ha la statura e la spacconeria necessarie per interpretare a pieno il ruolo dell'action hero.

Ma allora qual è il primo film action della storia del cinema moderno?
Ne parliamo alla prossima puntata...