12.10.07

Gran Guinigi -la presa per il culo continua-


Facciamo una premessa: i premi fumettistici, in Italia, non valgono nulla in quanto non smuovono in alcun modo il mercato e non portano benefici economici.
Un film premiato con un Oscar riceve A) dei soldi legati al premio stesso e B) un ritorno di popolarità che porta un guadagno.
Lo stesso vale per la maggior parte dei premi letterari e, fuori dall'Italia, anche per i premi fumettistici. Non è un caso che dietro ai premi ci sia spesso una lotta combattuta con il coltello tra i denti e a colpi di mazzette.
I premi italiani per i fumetti, invece, non servono a un cazzo. Gli autori che ne vengono insigniti non ricevono alcun premio monetario e una vittoria non porta alcun ritorno di vendite. E' anche per questo che sono davvero pochi gli editori che si premurano di segnalare (magari con una fascetta) un premio vinto da una delle loro pubblicazioni.
Quindi, a conti fatti, questo intervento è del tutto inutile: ma da qualche parte bisognerà pur iniziare, no?

L'anno scorso ho fatto parte della giuria di Lucca per il premio Gran Guinigi e mi sono fortemente lamentato (sia con l'organizzazione, sia via internet) della meccaniche di quello che, in via teorica, dovrebbe essere il più prestigioso premio italiano.

In sostanza, il meccanismo della nomination di Lucca si basa su questo sistema:
l'organizzazione di Lucca invita le case editrici a mandargli le storie, i volumi e gli albi da loro ritenuti meritevoli e, sulla base del materiale ricevuto, la giuria è chiamata a decidere qual è il miglior volume dell'anno, la miglior storia lunga, la miglior storia breve e via dicendo.
E' un meccanismo fallato sul nascere per vari motivi.
In primo luogo, non sempre l'organizzazione di Lucca si ricorda di interpellare tutte le case editrici. Di solito viene data la precedenza a quelle che si trovano nella lista degli espositori che parteciperanno alla fiera. Questo significa che talune case editrici non ricevono alcun invito ad inviare nulla, venendo escluse in automatico.
In secondo luogo, le case editrici non sempre collaborano.
La Bonelli, ad esempio, non invia nulla perché ritiene che fare una scelta "interna" su cosa inviare, farebbe un torto a quelli che da questa scelta sarebbero esclusi. L'Eura, generalmente, non si prende proprio la briga di aderire a questo tipo di cose e lo stesso vale per la Disney e altre.
Questo significa che la lista dei volumi su cui i giurati sono chiamati a decidere è generalmente incompleta e condizionata da fattori che nulla hanno a che vedere con la qualità o con la realtà dell'offerta e del mercato.
L'anno scorso, ad esempio, nella lista dei volumi che sono stato chiamato a giudicare, c'erano un sacco di volumi Beccogiallo, un sacco di volumi Coconino e pochissimi volumi di altri editori. Questo perché Beccogiallo e Coconino si erano premurati di inviare molto materiale mentre altri editori si erano rifiutati, altri non avevano capito bene il meccanismo della cosa e avevano mandato poco materiale e, altri ancora, non sapevano neanche di dover mandare qualcosa.
L'anno scorso protestai in maniera piuttosto vivace contro questo meccanismo e qualcuno dell'organizzazione mi assicurò che ci si era resi conto del problema e che, nelle prossime edizioni, si sarebbe cercato di porre rimedio alla cosa.

E infatti, ecco la lista dei volumi in nomination quest'anno:


Miglior Storia Lunga
I Misteri di Vallenberg
AA.VV
Astorina

Diabolik contro Eva
AA.VV
Astorina

Brancaccio
Giovanni Di Gregorio, Claudio Stassi
Becco Giallo

Ilaria Alpi
Marco Rizzo, Francesco Ripoli
Becco Giallo

Martin Luther King
Ho Che Anderson
Becco Giallo

Porto Marghera
Claudio Calia
Becco Giallo

Resistenze
AA.VV
Becco Giallo

Mom's cancer
Brian Fies
Bottero edizioni

Brodo di niente
Andrea Bruno
Canicola-Casterman

La morte alle calcagna
Mark Turunen
Canicola-Casterman

Ice Haven
Daniel Clowes
Coconino press

Grenuord
Francesca Ghermandi
Coconino press

Il sangue della mala
Jacques De Loustal, Philippe Paringaux
Coconino press

The Dreaming n.1
Queenie Chan
Counter

Il Marchio della Succube
Ashli Raiti
Counter

Emma
Kaoru Mori
Dynit

Garret-Ucciderò Billy the Kid
Roberto Recchioni, Riccardo Burchielli, Werther Del'Edera, Cristiano Cucina
Edizioni BD

Justin Supermaxieroe
AA.VV
Edizioni BD

Stardust memories
AA.VV
Edizioni BD

Zed
Katsuhiro Otomo - Tai Okada
Edizioni Star Comics

Lenore: piccole ossa
Roman Dirge
Elliott

Tezuka secondo me
Takao Yaguchi
Kappa Edizioni

100% Marvel Nextwave 1
AA.VV
Panini Comics

Per davvero
Thierry Jonquet, Jean Christophe Chauzy
Q-press

Rurale
Etienne Davodeau
Q-press

Re in Incognito
James Vance, Dan Burr
Saldapress

In certe stanze
Cristiano Silvi, Luca Russo
Tunuè

Mamma torna a casa
Paul Hornschemeier
Tunuè

Pinocchio-Storia di un bambino
Ausonia
Vittorio Pavesio Productions

Termite bianca-caccia spietata
Marco Bianchini, Marco Santucci, Patrizio Evangelisti
Vittorio Pavesio Productions

Delethes vol.1- la carovana
Paolo Martinello
Vittorio Pavesio productions

Miglior Storia Breve
Demo
Brian Wood-Becky Cloonan
Bottero edizioni


Massacratore. Kouassi Story
Stefano Piccoli
Bottero edizioni

Non più estate
Alessio Spataro-Floriana Grasso
Centro Fumetto "Andrea Pazienza"

Fucili
Andrea Bruno
Canicola-Casterman

Diavolo
Davide Catania
Canicola-Casterman

Paolo Uccello. Vita immaginaria
Giacomo Nanni
Canicola-Casterman

Radio
Michelangelo Setola
Canicola-Casterman

La macchina della verità
Amanda Vahamaki
Canicola-Casterman

L'alluvione del 2012
Alessandra Tota
Canicola-Casterman

Roberto
Giacomo Monti
Canicola-Casterman

Riflessi
Marco Corona
Coconino press

Grotesque
Sergio Ponchione
Coconino press

Niger
Leila Marzocchi
Coconino press

Partner vol 1
Miho Obana
Dynit

Maciste (minotauro filo logico)
Stefano Misesti
Edizioni BD

Street Angel (Inca Dinka Doom)
Jim Rugg
Edizioni BD

Il bouquet rosso
Rumiko Takahashi
Edizioni Star Comics

George O'Keeffe nel nuovo Messico (da Mondo Naif n.28)
Vanna Vinci
Kappa Edizioni

La cella in 100%Marvel Max Punisher 6 6
AA.VV
Panini Comics

Miglior Fumetto Seriale
Diabolik
AA.VV
Astorina

Sol Mirror
AA.VV
Cronaca di Topolinia

Ororon
Hakase Mizuki
Dynit

Gundam Origini
Yoshikazu Yasuhiko
Edizioni Star Comics

Route de maisons rouges
Vincenzo Cucca, Giuliano Monni Mario Donisi Barbara Ciardo
GG studio

Il nostro gioco
Mohiro Kitoh
Kappa Edizioni

L'anello del Nibelungo
Leiji Matsumoto
Hazard Edizioni

La Fenice
Osamu Tezuka
Hazard Edizioni

Thor e i Vendicatori
AA.VV
Panini Comics

Devil e Hulk
AA.VV
Panini Comics

Ikigami
Motoro Mase
Panini Comics

The Walking Dead vol.2
Robert Kirkman, Charlie Adlard, Cliff Rathburn
Saldapress



Vi sembra possibile?
Badate al numero di case editrici rappresentate.
Io non sto dicendo che non ci sia un mucchio di bella roba in queste nomination ma vi sembrano in qualche misura rappresentative del mercato e della offerta attuale?
Ma ancora di più, badate alla lista di titoli presente nella categoria "miglior fumetto seriale".
Il premio italiano della più grande e prestigiosa delle fiere italiane dedicate al fumetto, non prende nemmeno in considerazione un titolo della Bonelli (che è solo la più grande casa editrice di fumetti seriali in italia) o Disney (che è la seconda), o delle edizioni Paoline, o dell'Eura, o della Rainbow (aggiungete voi l'editore che vi sembra assurdo che sia stato escluso... ce ne sono a pacchi).

Ma allora, se proprio devono prenderci per il culo, perché non ce lo dicono chiaramente?

p.s.
e il piatto del Guinigi me lo sono giocato pure questa volta... per finire il servizio buono mi sa che dovrò aspettare una nuova giunta comunale.
Vabbè, poco male: il disegno che c'è raffigurato sopra quest'anno, fa davvero schifo.


EDIT:
la discussione si è già allargata.
QUI l'intervento di Diego e QUI la discussione su CUS.
Che sia dia pure fuoco ai nani, prego.

8 commenti:

Ketty Formaggio ha detto...

Allora non sono l'unica a pensare che certi premi servono solo a dondolare l'ego dell'autore!! ^__^ ciao!

Diego Cajelli ha detto...

Mi hai anticipato di un soffio!
Allora ho cambiato titolo del post, e ho detto la mia dalle mie parti...

Baci,
Diè!

Paguri ha detto...

Certi premi servono principalmente per potersi vantare con gli amici al bar o per farsi belli con le fie.
Per questo motivo sono così ambiti.

mario ha detto...

Roberto
Ricordo che l'anno in cui Sclavi vinse il premio come migliore sceneggiattore dell'anno, appunto, erano due o tre anni che aveva smesso e Dylan lo scriveva quasi solo Chiaverotti.

Willy ha detto...

Sono d'accordo con le perplessità espresse da te, Roberto. Io cerco di inquadrare la questione in modo differente partendo dallo stesso presupposto perché mi sfugge sempre qualcosa ed è quello che mi fa storcere il naso.
Il paragone col cinema ad esempio.
Prendiamo La Mostra del cinema di Venezia e gli Oscar. Qual è la differenza principale secondo me?
Nel primo caso abbiamo dei film che vengono proposti e passati in rassegna in anteprima durante i giorni della mostra. Una giuria dopo averli visti decide i vincitori.
Nel caso degli oscar invece c'è una giuria più ampia che candida i titoli che ritiene migliori tra quelli dell'anno trascorso. E abbiamo quindi le nomination a cui seguono le premiazioni.
Nel primo caso abbiamo dei film in concorso e nel secondo caso delle nomination. E la differenza è netta per modalità e scopi promozionali (e il relativo interesse della case di produzione e distribuzione quindi) e per il movimento stesso. Nel primo caso i film vengono proposti da chi li fa e nel secondo vengono selezionati diciamo 'dall'alto' (ma senza che le case di produzione si preoccupino di proporre, essendo stati i film già presenti nelle sale per un periodo sufficiente).
Tornando a bomba sul caso Lucca io vedo un mix non molto riuscito di queste due modalità.
Per cui in teoria quelle non sono nomination, ma proposte di chi quei fumetti li produce. E se quei fumetti sono già in giro da un anno va a farsi anche benedire il meccanismo virtuoso per cui io produttore sono interessato a proporre qualcosa che però è già in giro da un sacco, ha venduto e tu critico dovresti già conoscere.
Si dovrebbe quindi innanzitutto fare chiarezza sui termini e da lì si spera ne discenda quella sulle dinamiche vere e proprie che di fatto restano controverse e discutibili.

Giangidoe ha detto...

Non mi sembri ironico quando dici che ti sei giocato il piatto anche questa volta... Ma come: dopo le tue premesse iniziali, ancor di più dovresti sdrammatizzare l'evento! Rimane -dal tuo post- comunque una'amaro sconforto per la mancanza di una spirale virtuosa che alimenti il mercato del fumetto nostrano nonchè le edizioni italiane di fumetti stranieri, e la scarsa organizzazione e rappresentatività di quelle poche occasioni celebrative di quest'arte qui da noi. Questo si, senz'altro.
Ma esattamente come per i film (per i quali l'Oscar è in ogni caso poco rappresentativo sia dei gusti del pubblico che del successo -anche economico- o dell'importanza reale di una pellicola), anche nel mondo dei fumetti quasi sempre le serie migliori (in ogni senso possibile) sono quelle che in questi circuiti non entrano quasi mai se non per qualche obbligato e casuale fenomeno di rotazione.
Quindi: lunga vita agli osservatori del podio!
(E lunga vita a JD) :)

Perissi ha detto...

Il problema sta proprio sul "finto" sistema di invio copie alla giuria...
Per i premi Carlo Boscarato di "Fumetti in Tv", si è optato per due giurie: una interna per le nomination e una esterna per le votazioni.
A mio avviso il modo migliore per conservare identità e trasparenza.

T_PAAMAYIM_NEKUDOTAYIM ha detto...

si puo' commentare dopo un anno?

ad ogni modo, e' lo stesso meccanismo della scelta del film da mandare come candidatura italiana per l'oscar al miglior film straniero ;)