17.10.07

La Banda della Magliana -becco giallo editore-


Il segno sintetico, eppur sentimentale, di Stefano Landini, illustra l'ennesima narrazione delle vicende della banda della Magliana.
Il volume è edito da Becco Giallo e fa parte della collana "Cronaca Nera".
Come larga parte delle uscite della Becco Giallo, la sceneggiatura della storia punta più alla cronaca dei fatti che alla narrazione di una storia vera e propria e se, sotto il profilo tecnico, i due sceneggiatori (Simone Tordi e Leoardo Valenti) hanno alcune belle intuizioni, è invece nell'approccio e nelle conseguenze di questo approccio che il volume mi convince di meno.
Nella postfazione i due scrittori ci dicono cosa "non è" la loro storia e sono onesti.
Non è una storia romanzata come lo splendido libro di Cataldo, "Romanzo Criminale e non è una ricostruzione storica fedele, come il bel saggio "Ragazzi di Malavita" di Giovanni Bianconi.
E' la storia della banda della Madagliana raccontata da loro.
Con altrettanta onestà, devo dire che questo volume mi ha lasciato freddino per un alcuni di motivi che mi prendo la premura di andarvi a illustrare (e quando mai mi tengo una mio opinione solo per me?)

In primo luogo, la storia del volume non si racconta da sola.
Il lettore deve conoscere i fatti di cronaca e ricordarseli, oppure deve affidarsi alla cronistoria della banda che si trova in appendice al volume. La sceneggiatura sembra dare per scontate molte cose e il lettore non trova il sufficiente numero di informazioni all'interno della storia stessa. Per assurdo, il romanzo "di finzione" di Cataldo, illustra in maniera molto più dettagliata e funzionale i fatti reali.

Il secondo punto che non mi convince, è l'uso del linguaggio.
Sono rarissimi i casi in cui ho visto usare bene il dialetto in un fumetto (mi viene i mente giusto Pazienza) e questo volume non fa eccezione. Il romano usato dai personaggi sembra artificioso e poco credibile.

L'ultimo punto riguarda la Becco Giallo tutta prima ancora che il volume in questione.
E' che io non capisco in pieno il senso della maggior parte dei libri presenti nel catalogo di questo editore.
Ci sono alcune lodevoli eccezioni sia chiaro, ma in genere il catalogo della Becco Giallo mi pare pieno di fumetti che non sono romanzi o storie, non sono ricostruzioni storiche o documentaristiche e non sono giornalismo.
Percepisco che dietro al lavoro di questo editore ci sia una volontà nuova e che, in qualche maniera, si stia cercando una direzione inesplorata per il fumetto e via dicendo... però, a mio modo di vedere, ancora non si è raggiunta una messa in pratica efficace e significative.
Leggendo i volumi della Becco Giallo ho spesso l'impressione che siano in qualche modo inconcludenti e poco incisivi e che la linea austera e minimalista certe volte celi una povertà di contenuti.

Detto questo... in termini assoluti non mi sono pentito di aver speso i 15 euro che costa questo volume.
In primo luogo perché mi piace Landini (che ha pure illustrato alcune storie mie a cui tengo molto), e in secondo luogo perché è comunque un libro fatto con impegno e ha parecchi buoni momenti.
E poi perché è un libro che parla della banda della Magliana, ovviamente. Non mi stancherei mai di leggere roba sulla criminalità romana.

In poche parole, consigliato.
Con qualche riserva e perplessità, ma consigliato.

4 commenti:

Perissi ha detto...

"La banda della Magliana" mi è sembrato molto diverso dagli altri libri Becco Giallo... anzi, dirò di più, ho la sensazione che da Parisi in poi la linea editoriale del Becco Giallo sia in perenne e salutare rinnovamento.
"Brancaccio", "Moro", "Porto Marghera", "Il mostro di Firenze", "Ilaria Alpi"; non hanno nulla -ma proprio nulla- di linguisticamente comune.
Sono sguardi, personalissimi, sul mondo che ci circonda, e in alcuni casi sulle conseguenze e non soltanto sui "casi" presi in esame.
Per questo, secondo me, Il Becco Giallo è al momento l'editore più interessante e vitale sul mercato del fumetto(e i continui premi ricevuti ne sono in parte la conferma).

Gianfranco ha detto...

Io ho letto il libro su Pasolini e l'ho trovato molto ma molto bello.

macchiedinchiostro blog ha detto...

Ciao Roberto,
sono Leonardo lo sceneggiatore di La Banda della Magliana. Grazie per aver preso il libro!
Ho postato una risposta alla tua interessante recensione sul mio blog

http://www.macchiedinchiostro.it/blog/2007/10/il-commento-di-roberto-recchioni.html

Se ti va buttaci un occhio.

Ciao,
Leonardo

scott_ronson ha detto...

A me ha fatto lo stesso effetto "I delitti di Alleghe", nel senso che se dopo averlo letto non vai a guardare la cronistoria in fondo al volume ti rimangono dei punti oscuri.

a.