30.10.07

meglio di una madeleine




A vedermi ora, modesto e parco come sono, non ci si crederebbe che da piccolo fossi un bambino viziato.
Per quanto la mia famiglia fosse sempre stata alla canna del gas, economicamente parlando, il mio statuto di figlio unico, gravemente malato e costretto sempre a casa, mi conferiva pieno diritto a possedere una cameretta tutta mia (e questo era già un lusso) ricolma di giocattoli.
Robot giapponesi, soldatini, bidoni di Lego, tonnellate di Playmobil, palle pazze e via dicendo. Non mi mancava niente.
Avevo pure il camper di Big Jim, per l'invidia di Ortolani.
Il mio giocattolo preferito però, era il 2XL.
Il 2XL (conosciuto dagli amici come "Cervellone"), era un registratore Super 8 mascherato da robot educazionale.
In pratica, il registratore leggeva dei nastri tematici e faceva delle domande. Per rispondere alle domande c'erano quattro tasti che facevano "saltare" il nastro da un punto all'altro, generando reazioni diverse da parte di 2XL a seconda della correttezza o meno della risposta data. Gli occhi di 2XL si accendevano e modulavano la loro luminosità in maniera da dare una certa espressività al robot. La voce di 2XL, la qualità dei suoi dialoghi e i suggestivi effetti sonori facevano il resto della magia.
Per il periodo, 2XL era un giocattolo piuttosto raffinato e il suo costo era assolutamente proibitivo.
Troppo anche per un bambino viziato che però, a conti fatti, viveva in via della Marranella.

Tanto è vero che non erano stati i miei genitori a regalarmelo ma era un dono derivato da una sorta di colletta complessiva.
Vi ricordate quando Mike Bongiorno regalava viaggi della speranza a bambini malati di qualche terribile malattia? Ecco... io, nel mio piccolo, ero uno di quei bambini.
Per racimolare i soldi necessari per un viaggio a Londra dove sarei dovuto essere operato, i miei genitori avevano dovuto chiedere aiuto in giro e, tra una colletta scolastica, qualche debito importante con gli amici e cose di questo tipo, era pure spuntata una donazione da parte della Camera dei Deputati che, oltre a un generoso assegno, aveva mandato pure un bel giocattolo per il bambino malato.

Il 2XL mi venne recapitato a casa dal segretario di un qualche onorevole e io ne rimasi del tutto sedotto.
Pur non riuscendo mai a trovare altri nastri oltre a quello presente nella confezione (che conteneva una introduzione alle funzioni di 2XL e un gran numero di domande di cultura generale), giocai con 2XL per anni, anche dopo l'arrivo dell'Atari VCS e del Colecovision. Conoscevo a memoria tutte le sue frasi, le sue stupide barzellette e i suoi misteriosi effetti sonori, eppure non mi stancavo mai di sentirle di nuovo. Per me 2XL rappresentava il futuro e qualcosa di più. Quel fottuto robottone in plastica marrone era mio amico.

Mi separai da 2XL solo parecchi anni dopo quando, ormai adulto, lo regalai a due ragazzini che mi stavano molto a cuore e che ci giocarono per qualche tempo, per poi abbandonarlo in qualche soffitta. Per loro non poteva avere la stessa magia che aveva per me.
Lo ammetto, ancora oggi mi pento di averlo dato via.

Fortunatamente c'è internet.
Non solo ho scoperto tutta la STORIA del robottone. Ho pure trovato alcuni siti di appassionati (tra cui QUESTO) che contengono anche dei simulatori virtuali del giocattolo e una raccolta di file audio con tutte le sue frasi e effetti sonori.
Ma c'è di meglio... su Ebay, il 2XL è disponibile a un prezzo modico. E ci sono anche i nastri di espansione, questa volta.

Non vedo l'ora che mi arrivi.


p.s.
rivedendolo ora, ho anche notato una cosa interessante... non sembra anche a voi che l'aspetto di 2XL sia fortemente influenzato dall'estetica di Jack Kirby?