1.10.07

Reiterare è meglio che curare.



Torniamo sull'argomento dei fumetti "a perdere" e la prendiamo alla lontana.
Bill Sienkiewicz lo conoscete?
Probabilmente, sì.
Se non lo conoscete, vi basti sapere che è stato uno dei nomi più importanti di quello che viene definito come "rinascimento del fumetto americano" e che suoi sono i disegni di opere come "Elektra Assasin", "Stray Toaster", "Daredevil: Amore e Guerra".
Una delle suo opere più belle però, è l'adattamento a fumetti del "Moby Dick" e di questo sono ragionevolmente certo che pochi hanno sentito parlare e che ancor meno hanno avuto modo di leggerlo.
Il "Moby Dick" di Bill Sinkiecoso è stato edito per la prima unica volta nel 1990 e oggi, l'unica maniera per procurarselo, è comprarlo da Amazon o pescarlo dai fondi di magazzino di qualche libreria specializzata.
Il risultato di questa situazione è che nessuno si ricorda mai di questo capolavoro quando si parla del lavoro di Sienkiewicz.
In compenso tutti si ricordano di "Elektra Assassin" che viene regolarmente ristampato ogni tot anni e generalmente è sempre disponibile per il lettore curioso.

Veniamo a noi.
Nel 1976 la Cepim (poi Sergio Bonelli Editore) varò la collanana "Un Uomo un'Avventura".
All'interno di questa collana trovarono posto alcuni gioielli assoluti del fumetto mondiale, un vero patrimonio artistico che oggi è messo a disposizione solo a chi sa della sua esistenza e ha la voglia di andarselo a cercare nel settore dell'usato, pagandolo cifre notevoli.
E così, questa mole di veri "romanzi a fumetti", giace dimentica dai più e lontana dalla piena disponibilità che meriterebbe.
Nel frattempo, un mucchio di fumettacci senza presente o futuro vanno a occupare gli scaffali delle librerie di varia, spacciandosi per letteratura a fumetti. E se pensate che mi stia riferendo a quella roba immonda di Carofiglio edita da Rizzoli, avete perfettamente ragione... ma il discorso vale anche per tanta altra fuffa (faccio il generoso e ci comprendo anche la mia).

Il texone di Magnus perché non è sempre disponibile in libreria? Perché bisogna aspettare la ristampa da edicola di un pezzo di storia del fumetto? Perché la sua disponibilità è affidata solo ai mercanti dell'usato mentre opere a fumetti di ben minore livello sono disponibili sempre in ogni Feltrinelli/Mondadori/Fnac d'Italia?

I Romanzi Grafici della Bonelli.
Un progetto nuovo che, sorprendendo tutti, è andato anche bene in edicola.
Se sono romanzi, perché oggi non posso andarmeli a comprare in libreria in una edizione diversa da quella che ha raggiunto le edicole? Voglio dire, i libri più meritevoli editi da Mondadori nelle collane da edicola come Urania o i Gialli è consuetudine che poi vengano riproposti nella collana Oscar in libreria. Perché questo non accade anche con "Dragonero" che in fondo è un più che onesto fumetto fantasy che avrebbe un certo mercato, se messo accanto ai romanzi di Licia Troisi e affini?

Si potrebbe continuare all'infinito... ma per ora la pianto qui.
Il punto è che nei magazzini di tante nobili case editrici italiane giacciono prodotti che avrebbero tutto il diritto di essere stabilmente disponibili e che invece spariscono nel nulla dopo la loro effimera vita in edicola.
E' una stupidaggine perché, in primo luogo, si perde un piccolo guadagno annuo che non farebbe che bene (un bel catalogo di long sellers sarebbe una mano santa tanto per le case editrici, quanto per gli autori) e in secondo luogo non aiuta in alcun modo a creare la tanto invocata "cultura del fumetto".
Come si può pretendere che al nostro media venga riconosciuta una validità culturale quando i suoi capolavori non sono mai disponibili?
Se le opere di Dumas, o Dickens, o Stevenson o Dostoevskij avessero avuto come unica edizione quella sui periodici su cui sono state pubblicate in origine, sarebbero poi diventate così importanti per la cultura mondiale?
E sì che per occupare uno stabile spazio editoriale in una libreria di varia, bastano 5000 copie di tiratura e ci vai avanti per anni, eh?