29.11.07

[Anatomie Comparate] All men play on ten... ma ne siamo sicuri?

Immaginate di comprare un bel fumetto. Vi mettete comodi sul divano e iniziate a leggerlo. Bei disegni, storia intrigante, grandi dialoghi... macinate una pagina dopo l’altra fino a quando vi rendete conto che, a metà della lettura, le pagine del volume sono tutte incollate e che se volete andare avanti, dovrete spenderci sopra un mucchio di tempo per tagliarvele da soli, una a una. Vi darebbe fastidio, vero? Probabilmente mollereste il fumetto e accendereste la tv.
Ecco, ora immaginate di essere un giocatore casuale di videogiochi. Avete appena staccato dal lavoro e prima di tornare a casa da moglie e figli, passate a comprarvi quel gioco di cui tutti parlano. Si, quello che ha preso 10 su quasi tutte le riviste specializzate e che sembra essere la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Rientrate nella vostra abitazione, cenate, mettete a letto i bambini, dite a vostra moglie che avete mal di testa e vi fiondate in salotto dove, dopo aver acceso la vostra 360, vi mettete a giocare furiosamente. Tre ore dopo siete sempre in salotto e state osservando con sguardo vitreo il vostro televisore HD Ready. Siete inchiodati da mezz’ora in uno scontro a fuoco con un grosso palombaro che se frega altamente del fatto che voi domani mattina vi dovete svegliare presto, che non avete il tempo per giocare con continuità per ore e ore e che tutto quello che volevate era godervi la storia, stupirvi con lo scenario e magari ammazzare qualche cattivone come fanno gli eroi dei film. Quel dannato palombaro pretende che voi vi impegnate a fondo, che gli dedichiate la vostra massima attenzione, che spendiate un mucchio di tempo per superarlo. E allora voi spegnete tutto e il giorno dopo tornate al negozio che vi ha venduto il gioco e che offre (grazie al cielo!) il diritto di recesso. Restituite il gioco del palombaro e date in permuta anche la vostra Xbox 360. Al suo posto vi comprate un Wii e la sera dopo giocate a tennis.
Con tutta la famiglia.

Ho giocato a WOW per qualche tempo e non ho mai visto l’interno di Molten Core perché non ho avuto il tempo, la costanza e la voglia di socializzare che mi avrebbe permesso di farlo.
Ho completato God of War 2 smoccolando su quel dannato finale in stile laser game, che mi ha costretto per oltre un ora a una pratica videoludica che odio e in cui non sono portato e che, oltretutto, mi ha pure rovinato il ritmo e il finale di un gran bel gioco. Ninja Gaiden mi spaventa da morire. Impossible Mission su Commodore 64 ancora tormenta i miei sogni.
In poche parole, devo accettare la realtà: sono un videogiocatore di livello medio e ormai non posso permettermi di passare intere settimane a giocare per perfezionarmi. Ma nonostante questo, rispetto a gran parte della gente io sono uno smanettone che i videogiochi se li mangia a colazione, uno che Resident Evil 4 e Gears of War li ha finiti in poche rapide sessioni di gioco nella modalità più difficile (non che ci volesse molto), guadagnandosi l’eterno rispetto degli amici casual gamer.
Questa è una cosa che fa pensare, non trovate?
Io mi chiedo, rispetto ai giochi venduti, quanti siano ralmente i giocatori di tutto il mondo che hanno sconfitto Sephiroth, chiuso la bocca dell’inferno su Marte, visto Halo andare in mille pezzi nello spazio siderale, passeggiato su Xen, fatto trionfare la loro gang o chiuso la bocca a Big Boss.
C’è un motivo preciso per cui quel capolavoro di Monkey Island è ricordato con maggiore affetto e plauso rispetto all’altrettanto bello Zak McKracken. Il motivo è che il primo poteva essere completato praticamente da chiunque in un tempo ragionevole e non frustrava a morte il giocatore. Il secondo invece, no.
Quanti “giocatori della domenica” preferirebbero semplicemente divertirsi, godendosi trame ben scritte e vivendo esperienze esaltanti in stupefacenti ambienti tridimensionali, riuscendo nel contempo a finire il gioco che hanno comprato, piuttosto che stressarsi e metterlo via per mancanza di tempo o abilità? Immagino che gli hardcore gamers stiano urlando allo scandalo, leggendo queste mie parole. Per il giocatore hardcore, i giochi di oggi sono sempre troppo semplici e gli spara e fuggi di una volta erano tutta un’altra cosa... e in fondo hanno anche ragione.
E’ verissimo che per andare incontro al mass market, i giochi attuali stiano diventando più facili e rapidi da completare, eppure è anche vero che per una larga fetta di giocatori casuali la soglia di difficoltà resta ancora troppo alta.
Ma allora, perché non sviluppare una soluzione che faccia contenti entrambi? Aggiungiamo un livello di difficoltà nuovo ai nostri amati prodigi videoludici: il livello intrattenimento digitale.
A livello “intrattenimento”, tu sei il vero eroe del gioco, proprio come quelli dei film. La situazione è brutta, gli avversari sono in sopranumero, tu sei scalzo e ci sono vetri su tutto il pavimento? Niente paura, se proprio non riesci a venirne a capo, ci penserà l’intelligenza artificiale della modalità “intrattenimento” a farlo per te, modulando la difficoltà di ogni passaggio, distribuendo medikit e munizioni e rendendo i cattivaci meno aggressivi.
In fondo hai pagato con soldi reali e hai il pieno diritto di vedere tutto quello che i programmatori e le software house ti hanno venduto, no?
Poi, ovviamente, se sei un giocatore che invece vuole essere sfidato, avrai a disposizione i canonici tre o quattro livelli di difficoltà per quello che possiamo definire come "il gioco vero".
Una soluzione del genere non toglierebbe nulla a nessuno e anzi, forse migliorerebbe lo stato attuale dei videogiochi perché da una parte aiuterebbe a fermare la deriva verso giochi sempre più semplificati, realizzati per andare incontro al pubblico di giocatori distratti, e dall’altra parte permetterebbe a tutti di spendere i propri soldi e godere in pieno di quanto si è comprato.

Se l’obbiettivo del media videogioco è quello di venire sdoganato presso le masse, allora anche vero che il problema della sua piena fruibilità è qualcosa di cui tenere conto. Per ora, la soluzione dei sviluppatori è stata quella di progettare, semplicemente, giochi più semplici e più brevi, che però non riescono ancora a essere realmente alla portata del pubblico massificato (tanto è vero che è nato un sempre più vasto mercato di guide e soluzioni su carta stampata) e scontentano il giocatore più esperto e esigente. Forse è ora di cambiare strada.

21 commenti:

QSJesus ha detto...

Io non gioco praticamente mai, ma ho notato che il gioco che spopola di più tra i miei amici / conoscenti è Giutar Hero ... quindi ...

Avion ha detto...

Avevo scritto un commento lungo e inutile, quindi mi limito a dire che non è una cattiva idea.

puccio ha detto...

Non sono molto aggiornato in ambito videoludico (sono rimasto più o meno fermo ai tempi di Monkey Island, per l'appunto :)), ma non esiste già la possibilità di settare il livello di difficoltà? O stai dicendo che anche il livello easy è troppo impegantivo per il giocatore non hardcore? Oppure auspichi la possibilità di un settaggio variabile durante il gioco (del tipo: non riesco ad ammazzare il boss di fine livello, allora abbasso il livello di difficoltà)?

-logan- ha detto...

rrobe, sono pienamente d'accordo con te! io non gioco tantissimo, ma quando gioco se mi ritrovo sempre allo stesso punto dopo un'ora smetto di giocare, e non è detto che la volta dopo mi viene voglia di riprovarci.
cazzo, ho lavorato tutto il giorno, torno a casa,voglio rilassarmi e divertirmi, non incazzarmi con un cecchino o con un gruppo di chierici!!!

Puccio ha detto...

Grande non sapevo di avere un omonimo !!!
Cmq sono il count zero di comicus.

Solidarizzo con l'idea di Roberto... ho appena comprato mass effect per la 360 e non avendo più il tempo di una volta (quando potevo passare 2 settimane dietro final fantasy) mi rendo conto che forse il finale, o peggio I FINALI, del gioco non li vedrò prima della pensione o delle prossime ferie...

Jack the Monkey ha detto...

Mah, calibrare la difficoltà è qualcosa che richiede del genio, per me, nei programmatori. Non è tanto il rendere la difficoltà fruibile quanto interessante, una sfida. Ad esempio... io nei vari King of Fighters che ho giocato tiro madonne baritonali contro gli ultimi avversari, giro la testa come Linda Blair e poco ci manca che mi mangio il joypad. In ogni caso, dopo poco mi rompo le palle. Perchè KoF sembra barare sulla difficoltà e questo innervosisce un mucchio i giocatori medi-scarsi come me. Altri giochi ti inchiodano lì, ti fanno arrovellare la testa per trovare una soluzione perchè sai che una soluzione per sconfiggere il dato avversario c'è. Chi si è fatto FFVIII, sa che Omega Weapon è il vietnam di quel gioco... eppure si supera, basta capire come. Insomma, per me tutto si gioca tra difficoltà frustrante e stimolante, che è poi dannatamente soggettiva...

Avion ha detto...

Ecco, io FF8 non l'ho MAI PIU' finito perché frustrato dallo scontro con la strega che assorbe Rinoa, frustrato dal sistema di magie, frustrato dal sistema di upgrade delle armi, frustrato dal fatto che per trovare le cose fiche utili a proseguire devi andare in giro scostandoti dalla trama principale, ma così facendo ti toglie i gradi da seed perché non stai assolvendo il tuo dovere...
Quindi non so nemmeno come vada a finire la storia, dopo tutti questi anni!
E non ho ancora finito FF7 DoC, benché avessi comprato la PS2 spinto dalla scimmia per questo gioco, perché gli fps/tps su console mi fanno venire il nervoso. Potrei attaccare alla console mouse e tastiera usb, ma non voglio comprarli apposta. In più, non saprei dove appoggiarli, dato che ho la console in soggiorno.

Planetary ha detto...

Concordo su tutta la linea.

E aggiungo il mio più totale disprezzo per il sistema a checkpoint (spesso calibrato a pene di cane).

Ma sarò pur libero di salvare quando ca##o pare a me?

puccio ha detto...

@Puccio/bis - Count Zero
Ciao, io sono il Mister Sensitive di CUS (echicazzè, dirai te :P).

Puccio di tutto il mondo, unitevi!

Fine OT

Jack the Monkey ha detto...

eheheh... la conferma sulla soggettività di cui parlavo (però la storia che ti si cavano i gradi seed non me la ricordavo...).
Concordo sul fastidio nel sistema a checkpoint però dai... il gioco in sè non è difficilissimo a parte quei due o tre punti di dolore. Se salvavi pure a volontà, finiva in pochissimo!

Planetary ha detto...

Odio i checkpoint in tutti i giochi :)
Odio il fatto che sia l'unica possibilità di salvataggio. Che almeno si mettesse la possibilità di scegliere.

Far Cry è un gioco che mi è piaciuto molto, ma l'avrei fatto volare dalla finestra se non avessi scoperto il sistema per il quick-save (grazie al quale me lo sono goduto per bene).

spino ha detto...

Cazzo come ti quoto, robè...

in questi ultimi mesi ho giocato (con tremendo ritardo, lo ammetto) a "Mario & luigi Superstar Saga" e "Zelda: Minish Cap", entrambi per gba...

Secondo me, stupendi. Perchè?

Perchè, può finirli chiunque.
Sono avventure, con enigmi da risolvere, nemici da sconfiggere...
Nulla di nuovo.

Ma con una trama ed un gameplay pressochè perfetti.

Non hoi mai perso più di qualche ora nelle parti più complesse. E tieni presente che io gioco prevalentemente sul treno, quindi in 50 minuti scarsi...

E come dici tu nel post, per gli smanettoni resta sempre la sfida di finire il gioco trovando tutti i bonus, finendo tutti i minigiochi, scovando i livelli nascosti e le stanze segrete dei dungeon.

Sono arrivato al nemico finale di ZeldaMC un paio di giorni fa, e ora attendo solo di avere il tempo di completarlo.
So già che non riuscirò a farlo avendo scoperto e fatto tutto, ma...sticazzi: la soddisfazione è la stessa. Mi sono divertito, impegnato il giusto e alla fine ho il premio...ho avuto quello per cui ho pagato.

Se questo vuol dire che sono una pippa di giocatore, così sia... ;)

Count Zero ha detto...

@Puccio/Sensitive

Ogni giorno i Pucci aumentano e presto il nostro numero sarà sufficiente per la creazione di una nostra società di Pucci in cui tutti viremo in letizia pucciando (il biscotto) a più non posso con le nostre pucce e creando la perfetta società pucciosa !!!

Intanto Dio fulmini l'inventore de salvataggi limitati.

P.S.
Per dovere di anzianità ho cambiato il nome visualizzato sull'account.

AndreaP ha detto...

Rrobe, stavolta non sono molto d'accordo con quello che hai scritto. Il paragone che fai con il libro con le pagine appiccicate [quante volte mi e' successo] non è calzante al 100% perche' si riferisce piu' al supporto fisico che al fine [all'esperienza ludica in se'] e lo paragonerei piuttosto agli smanettamenti hardware e software per avere il tal gioco funzionante su pc.

Secondo me un creativo non dovrebbe mai porsi limiti relativamente a ciò che fa, tantomeno dovrebbe avere come unico fine quello di accontentare le voglie e le smanie dell'utente. In questo modo, praticamente tutte le produzioni degli anni '80-'90 non sarebbero esistite cosi' come noi le conosciamo, cosi' i mille Jarvis, M.Smith, Minter.

L'utente fortunatamente ha il grande potere di poter navigare dentro mille mondi e scegliere quelli che preferisce. Anch'io spesso in questo periodo non ho tempo di dedicarmi alle produzioni AAA complice anche l'obsolescenza hw del mio pc, ma non disdegno di provare decine di giochi indipendenti, e mi passo le serate con Darwinia...

Il tuo discorso può essere senz'altro giusto se si analizza la questione al fine di massimizzare le vendite, ma non sicuramente per privilegiare l'esperienza ludica in se'.

RRobe ha detto...

Pr me inevece, se fai intrattenimento, devi teere ben presente chi devi intrattenere (ma questo vale un po per tutto... è per quello che io non sono uno che pensa di fare arte).

AndreaP ha detto...

Senz'altro, ma ragionando in questo modo corri il rischio di dover percorrere sempre certi binari, mentre alla fine le cose del rimangono nel tempo sono quelle che divergono dalle linee tracciate dagli altri.

Se va il pulp si fa il pulp, se vanno le pistole ci mettiamo le pistole... Comincia a essere tutto un po' autoreferenziale, come i film di Rob Zombie che pensano 8 volte su 10 a farti l'occhiolino piuttosto che mostrare qualcosa.

Se mettiamo i checkpoint vuoi i salvataggi, se mettiamo i salvataggi vuoi l'autosave. Alla fine quello che differenzia i videogiochi dalle altre forme di narrazione e' proprio il grado di sfida e di coinvolgimento. L'appagamento che deriva persino da una frustrazione...

Arte, intrattenimento, chi è che lo decide? E' il solito vecchio discorso.

spino ha detto...

Rrobe scrisse:
"...è per quello che io non sono uno che pensa di fare arte..."


lo sappiamo benissimo, "caccola pelosa" che non sei altro! :)

Fabrizio ha detto...

....Ahhhh finalmente un po' di [Anatomie Comparate]
Era da un po' che non postavi su questo e ne sentivo la mancanza!

Un tesista felice in più su questo pianeta

:-D

Fab

gianluca ha detto...

Hai perfettamente ragione, ma forse non è necessario se sai guardarti in giro: io ho comprato "Prince of Persia: I due Troni" (faccio notare che io compro SOLO i videogiochi di Prince of Persia e nient'altro) e c'era un passaggio dove il principe è alla guida di una biga... Oh, dopo una settimana ero ancora piantato lì, andavo sempre a sbattere!

Allora ho sbirciato in rete e ho scaricato un file che conteneva tutti i salvataggi possibili! Ho superato quel pezzo caricando la partita di un altro e ho continuato.

Ora l'ho completato (beh via.. al 95%) , sono contento e se uscirà PoP 4 comprerò anche quello

SerialLicker ha detto...

troppo d'accordo... e ricordo con rimpianto la modalità "salva a metà livello" di Oddworld per Ps1... gioco peraltro capace di mettere ironia a chili in un genere più crudo e realista che sorridente

Quadrilatero ha detto...

Impossible Mission me l'ero scaricato e giocato con emulatore ma, a distanza di secoli, il mistero rimane insoluto.
I giochi più belli a cui abbia mai giocato, non li ho quasi mai finiti, fossero essi di strategia, d'avventura o che altro. Anzi, in generale io i giochi non li finisco mai, mi scogliono prima.