24.11.07

E una fetta di culo, no?

Fabiano Ambu, via "Af News", mi segnala QUESTO.
Io devo ancora ragionarci sopra e farmi un'idea chiara, voi che ne pensate (premesso che la cessione totale dei diritti d'autore è un delirio puro e semplice)?

18 commenti:

s.tef ha detto...

Oh, cristo!
Ma l'Italia non è in Europa? Chi cazzo ce lo fa fare di prendere il testo del copyright anglosassone se esiste un documento europeo per la tutela dei Diritti d'Autore?

Comunque, il problema sembra essere davvero serio e il termine troppo vicino.

Organizziamo una bella manifestazione a Ròma, tutti vestiti da Spiderman e Gatta Nera?

s.tef ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

Una riflessione al volo... premesso che è difficile trovare un giusto equilibrio in questa materia (io stesso sto decisamente cambiando opinione rispetto a qualche anno fa e comincio a essere in favore di una più libera gestione della questione dei diritti d'autore) e premesso pure che le proposte "protezionstiche" sono un puro delirio... ma la cosa non è facilmente risolvibile in fase contrattuale?

Mi spiego: ho da poco firmato un contratto con la Panini per una nuova serie.
Io e Mtteo non abbiamo apposto la nostra firma in calce fino a quando determinate condizioni non sono state soddisfatte e si è riusciti a trovare un accordo tra le esigenze dell'editore e le nostre.
Quel contratto parla, no?
Nessuno può venircelo a soffiare sotto il naso.

La questione credo che riguardi molto più da vicino tutti quegli autori che lavorano su personaggi che sono di proprietà diretta della casa editrice (la Disney, per esempio).
O sbaglio?

Illuminatemi, vi prego.

Andrea Del Campo ha detto...

bho...io davvero non ci capisco niente,eppure Diritto del Lavoro l'ho studiato qualche anno fa...

a riguardo c'è per esmpio una cosa marginale al diritto d'autore che non mi spiego:perchè non mettere il nome degli autori in copertina?
un pò come avete fatto tu e Lorenzo per Dante...spingerebbe sia il personaggio che l'autore...
tra l'altro il lettore che vuole seguire solo un autore di una testata non ci mette niente ad aprire l'albo e leggere chi l'ha scritto\disegnato...

macchiedinchiostro blog ha detto...

Ambu ha mandato la mail anche a me. Ho letto e sono rimasto di sasso. Il diritto d'autore riguarda chiaramente anche il mio settore professionale specifico (la TV) e sono toccato doppiamente dalla notizia.
Quello che posso dirti è che in TV già si "deroga" al diritto con una clausola specifica. Ma come scrivevo a Fabiano, sono fatti salvi i diritti di equo compenso. L'equo compenso è un tot riconosciuto dal network per ogni passaggio di una serie/miniserie/film, dipende dalla fascia oraria di messa in onda e diminuisce ad ogni passaggio. Su questi noi non cederemo MAI perchè è una conquista molto recente ottenuta proprio grazie alla SACT. In più volevamo aprire una trattativa per cambiare alcune cose (vedi anche il post sul mio blog di qualche giorno fa). Questa notizia chiaramente getta oscure ombre sul futuro.
Comunque, come dicevo a Fabiano, mia moglie Barbara fa parte del direttivo della SACT, il sindacato sceneggiatori cinetelevisivi. Più tardi le farò leggere l'articolo e le chiederò delucidazioni ulteriori. Se ti interessa poi ti faccio sapere cosa mi dice.

Leonardo

RRobe ha detto...

Interessa eccome.

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Interessa molto, altrochè.
Come RRobe anch'io sono piuttosto preso dai "giramenti di testa". Se da una parte cedere i diritti d'autore (previo che debba essere l'autore stesso a cederli) potrebbe essere una risorsa economica non indifferente per chi lavora x case editrici medio-piccole (che raramente fanno uscire ristampe di ciò che pubblicano).Ma i rischi sono 2: o diminuiranno ulteriormente le produzioni interne a monte di costi maggiori, oppure verranno abbassate drasticamente le paghe, al fine di ritornare ai vecchi salari...il che significa che l'autore in questione NON potrà più scegliere se mantenere i suoi diritti o meno.
Si potrebbe continuare ancora a lungo, questo è solo uno dei tanti esempi che mi son venuti in mente.
Aspettiamo la risposta di Leonardo.
P.S. RRobe, il discorso diritti d'autore nn riguarda solo chi lavora su personaggi altrui come Disney,Bonelli,StarComics, Eura etc. Il contratto che hai firmato con Panini lo hai potuto negoziare proprio perchè SEI un autore: perdendone i diritti, perdi anche la possibilità di negoziare ;)

RRobe ha detto...

Ok... ma a quel punto basta non firmare, no?

macchiedinchiostro blog ha detto...

Ritorno a voi con poche novità purtroppo. Barbara mi ha riferito che alla SACT sono a conoscienza della proposta di modifica nata dalla mente di Nicola Zingaretti. Sull'incontro di ieri le farò chiedere sicuramente (e se posso andrò anche io) delucidazioni mercoledì, alla consueta riunione del direttivo SACT. Quello che lei mi ha saputo dire è che la SIAE sta seguendo direttamente la questione e, almeno fino a ieri, non era ancora allarmata. Non riusciamo a capire quanto gli eventi di ieri cambino le carte in tavola. Probabilmente sentiremo gli altri membri del direttivo SACT già da lunedì e cercheremo di capirlo con loro. Se ho altre novità le posto sicuramente sia qui che sul mio blog.

Evilex ha detto...

"ma la cosa non è facilmente risolvibile in fase contrattuale?
"
Infatti, credevo si valutasse la cosa di caso in caso... Probabilmente se il personaggio viene creato nell'ambito di una casa editrice (Bonelli, ad esempio) che usualmente detiene i diritti di tutto ciò che pubblica ci sarà un contratto standard, in caso contrario la cosa sarà definita dalle esigenze di autore e editore, no?
Quel che non capisco è: in caso di approvazione del "modello anglosassone", un autore sarebbe obbligato a cedere i diritti? :o

RRobe ha detto...

La Bonelli non detiene i diritti di tutto quello che pubblica.
Da Martin Mystère in poi mi pare che i diritti siano degli autori, ceduti alla Bonelli per un certo periodo e secondo un contratto.
Volendo, Sclavi potrebbe portarsi via Dylan e venderlo a qualche altro editore.

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Al giorno d'oggi ci basta "non firmare". SE perdessimo i diritti d'autore in toto...in nessun contratto potresti trovare clausole come "diritti di ristampa", "diritti sui personaggi" etcetc... tutti diritti legati a quello "d'autore".
Cmq è vero che è ancora presto per fasciarsi la testa

Evilex ha detto...

"La Bonelli non detiene i diritti di tutto quello che pubblica."

Allucinante! Non la sapevo questa!!! Credevo i personaggi creati per loro rimanessero loro proprietà, come per Marvel e DC.

RRobe ha detto...

E' una cosa buona, no?

Enrico Teodorani ha detto...

Come per ogni tipo di contratto, la volontà dei contraenti prevale sulle leggi generali, che vanno a regolare il rapporto fra i contraenti solamente nei punti eventualmente non contemplati nell'accordo. Per quanto riguarda la Bonelli è vero, da Martin Mystere in poi la casa editrice ha solamente i diritti di edizione, che per legge non possono durare più di vent'anni (ma in sede d'accordo delle parti si possono concedere per un tempo più breve) e che l'autore può poi decidere liberamente se riconcedere o no alla stessa casa editrice (in questo caso in genere il contratto di cessione dei diritti di edizione si rinnova tacitamente) oppure se cederlo ad altri (in questo caso solitamente viene previsto dal contratto un congruo preavviso che l'autore deve dare al primo editore).

Capitan Ambù ha detto...

Ringrazio Roberto per aver attivato una discussione così importante, perchè anche io cercavo delle delucidazioni.
Penso che il problema più grosso è che la modifica sul diritto d'autore non porta miglioramenti o maggiore tutela per i lavoratori del settore.
E' importante capire perchè si fa una modifica.
Il discorso è anche dovuto all'assenza di un contratto nazionale che tutela certi diritti o come in tutte le professioni l'esistenza di un minimo sindacale.
Mi chiedo, il diritto non esiste come tutela del lavoratore? E allora dov'è il miglioramento nella modifica?
Non è per fare i sindacalisti ma la situazione della cultura mi sembra gia abbastanza in crisi per affossarla con nuove regolamentazioni da terzo mondo.
Ricordiamoci anche che in Inghilterra il sistema giuridico è più funzionale, e c'è un'economia ben diversa dalla nostra.

Evilex ha detto...

"E' una cosa buona, no?"

Diamine se è buona! Denota una flessibilità che, onestamente, non mi aspettavo.
L'argomento è davvero interessante!

macchiedinchiostro blog ha detto...

Concordo appieno con le parole di Fabiano. L'Italia ha bisogno di leggi a tutela del lavoratore più forti rispetto al resto d'Europa proprio per le sue caratteristiche socioculturali. L'adeguamento al resto d'Europa non tiene conto del contesto specifico italiano. Con il rischio di affossare le industrie più piccole.
Se infatti per i prodotti cinetelevisivi ormai la cessione è, purtroppo, un topos che ha come contraltare l'equo compenso, mi chiedo i risvolti che la cessione diritti avrà sulle media e piccola editoria. E con esse il settore fumetti.
E' un argomento delicato, mercoledì chiederò (o farò chiedere da Barbara) al presidente della SACT se non sia il caso di mettersi in contatto con tutti i referenti sindacali delle professionalità toccate dalla modifica. Credo ci sia bisogno che le varie parti si sentano per capire le esigenze di ciascuna professionalità e concertare come e cosa chiedere.
Non è il caso di agire come isole, ma di unire sforzi ed energie.