23.11.07

I denti dello squalo.

Interno giorno. Siamo in un vecchio magazzino. L’inquadratura è stretta e frontale. Angelo e Davide parlano tra di loro osservando qualcosa ai loro piedi che rimane fuori scena. I due uomini sono in canottiera e sudano copiosamente.

“E’ una esteta”, dice Davide.
Angelo assume un’espressione perplessa mentre si passa una mano sul collo nel tentativo di tergersi il sudore.

“Una esteta?”
“Si”, risponde Davide.
“Una di quelle che ti fanno il trucco e ti levano i punti neri dal culo?”
“No. Quelle sono le estetiste”.
“E che cazzo di differenza ci sarebbe?”.
“Ha a che fare con le cose belle... lei le guarda e le apprezza”.
“Sai che sforzo! Lo vorrei io un lavoro del genere”.
“Ti ci vorrei vedere... quella è una che ha studiato. Conosce un mucchio di nomi e poi quando parla sembra sempre che abbia qualcosa da dire”.
“Che vorresti dire? Che noialtri non abbiamo un cazzo da dire? Io ce ne ho un mucchio di cose da dire”.
“Tipo?”
Angelo rimane in silenzio per un momento.

“Tipo?” rincara Davide.
“Mavaffanculovà!” gli dice Angelo.
I due rimangono in silenzio per qualche minuto. L’aria del magazzino è pesante e il ventilatore appeso al soffitto non sembra avere i muscoli per smuoverla.

“Almeno lo succhia il cazzo?”
“Penso di sì. E’ una donna”.
“Mica tutte lo fanno… io non ce la vedo una esteta ti succhia il cazzo”.
“Ma che ne vuoi sapere tu?”
“Te l’ha mai succhiato?”
“Piantala”.
“Rispondi. Te l’ha succhiato sì o no?”
“No”
“Quelle che hanno studiato non te lo succhiano mai”
Ancora una pausa. I due sembrano aver esaurito l’argomento.

“Pensi che sia morto?” chiede Angelo.
“Sì. E’ morto”, gli risponde Davide.

Allarghiamo. Ora possiamo vedere Angelo e Davide a figura intera. Entrambi gli uomini impugnano una pistola 9mm e entrambi guardano il corpo dello squalo che giace ai loro piedi, sul cemento.
La bocca dell’animale è spalancata a mostrare l'imponente dentatura.
Numerose ferite da arma da fuoco segnato tutto il corpo del pesce.
Ha ragione Davide: lo squalo è morto.